Le polmoniti comunitarie rappresentano un rilevante problema sanitario in quanto costituiscono una delle maggiori cause di ospedalizzazione e di decessi al mondo. Essendo ubiquitarie colpiscono soggetti di qualsiasi età e possono presentarsi più volte nell’arco della vita, inoltre in pazienti più fragili come bambini, anziani e individui immunodepressi, possono causare gravi complicanze aumentando il tempo della degenza ospedaliera e la mortalità. In soggetti più fragili la maggioranza di queste infezioni è causata da Pseudomonas aeruginosa, un Gram negativo a forma di bastoncello appartenente alla famiglia delle Pseudomonadaceae, si tratta di un patogeno opportunista capace di causare infezioni acute e croniche con una mortalità che arriva anche fino al 40%. Perciò vista l’elevata presenza e pericolosità delle infezioni polmonari causate da Pseudomonas aeruginosa all’interno dell’ambiente ospedaliero, è importante capire i meccanismi che portano all’instaurazione dell’infezione e alla sua cronicizzazione. Per verificare tali capacità patogene si sono eseguiti una serie di test in vitro su cellule di epitelio bronchiale umano BEAS-2B infettate con un ceppo di Pseudomonas aeruginosa isolato da un paziente affetto da polmonite, la quale patogenicità è stata confrontata con quella di un ceppo ATCC di controllo non patogeno. Tra i test utilizzati si è andati a eseguire l’antibiogramma dei due ceppi, per vedere eventuali resistenze; un saggio di citotossicità con LDH per capire il danno causato dai ceppi batterici; conta delle colonie per capire la velocità di crescita dei ceppi; cinetica di crescita per capirne la crescita e formazione di biofilm, dato che è uno dei principali fattori di virulenza di Pseudomonas aeruginosa, specialmente nelle infezioni croniche. Al contrario delle aspettative i risultati di questi studi preliminari hanno evidenziato che il ceppo ATCC è più patogeno rispetto all’isolato clinico, tale comportamento anomalo può essere spiegato dalla condizione del paziente al momento della diagnosi da polmonite: affetto da una malattia autoimmune associata a Timona tipo B2 con metastasi polmonari, quindi si tratta di un paziente con una marcata immunocompromissione, che probabilmente ha reso l’organismo estremamente vulnerabile anche all’azione di agenti patogeni relativamente poco aggressivi. Va inoltre considerato che la sperimentazione in vitro rappresenta una semplificazione del contesto biologico reale, e pertanto le dinamiche di patogenicità osservate in laboratorio potrebbero non rispecchiare completamente quanto avviene in vivo. A dispetto dei risultati preliminari è importante studiare e approfondire la dinamica di questi ceppi per capire al meglio i meccanismi dell’infezione. Verranno eseguiti ulteriori studi di approfondimento sulla trascrittomica del ceppo in questione, ma anche su altri ceppi prelevati da pazienti con infezioni polmonari per chiarire tali dinamiche, valutando anche una eventuale coinfezione virale.
Valutazione del danno in vitro su cellule epiteliali bronchiali da parte di Pseudomonas aeruginosa isolato da un paziente affetto da polmonite
FARUOLO, MOSÈ
2024/2025
Abstract
Le polmoniti comunitarie rappresentano un rilevante problema sanitario in quanto costituiscono una delle maggiori cause di ospedalizzazione e di decessi al mondo. Essendo ubiquitarie colpiscono soggetti di qualsiasi età e possono presentarsi più volte nell’arco della vita, inoltre in pazienti più fragili come bambini, anziani e individui immunodepressi, possono causare gravi complicanze aumentando il tempo della degenza ospedaliera e la mortalità. In soggetti più fragili la maggioranza di queste infezioni è causata da Pseudomonas aeruginosa, un Gram negativo a forma di bastoncello appartenente alla famiglia delle Pseudomonadaceae, si tratta di un patogeno opportunista capace di causare infezioni acute e croniche con una mortalità che arriva anche fino al 40%. Perciò vista l’elevata presenza e pericolosità delle infezioni polmonari causate da Pseudomonas aeruginosa all’interno dell’ambiente ospedaliero, è importante capire i meccanismi che portano all’instaurazione dell’infezione e alla sua cronicizzazione. Per verificare tali capacità patogene si sono eseguiti una serie di test in vitro su cellule di epitelio bronchiale umano BEAS-2B infettate con un ceppo di Pseudomonas aeruginosa isolato da un paziente affetto da polmonite, la quale patogenicità è stata confrontata con quella di un ceppo ATCC di controllo non patogeno. Tra i test utilizzati si è andati a eseguire l’antibiogramma dei due ceppi, per vedere eventuali resistenze; un saggio di citotossicità con LDH per capire il danno causato dai ceppi batterici; conta delle colonie per capire la velocità di crescita dei ceppi; cinetica di crescita per capirne la crescita e formazione di biofilm, dato che è uno dei principali fattori di virulenza di Pseudomonas aeruginosa, specialmente nelle infezioni croniche. Al contrario delle aspettative i risultati di questi studi preliminari hanno evidenziato che il ceppo ATCC è più patogeno rispetto all’isolato clinico, tale comportamento anomalo può essere spiegato dalla condizione del paziente al momento della diagnosi da polmonite: affetto da una malattia autoimmune associata a Timona tipo B2 con metastasi polmonari, quindi si tratta di un paziente con una marcata immunocompromissione, che probabilmente ha reso l’organismo estremamente vulnerabile anche all’azione di agenti patogeni relativamente poco aggressivi. Va inoltre considerato che la sperimentazione in vitro rappresenta una semplificazione del contesto biologico reale, e pertanto le dinamiche di patogenicità osservate in laboratorio potrebbero non rispecchiare completamente quanto avviene in vivo. A dispetto dei risultati preliminari è importante studiare e approfondire la dinamica di questi ceppi per capire al meglio i meccanismi dell’infezione. Verranno eseguiti ulteriori studi di approfondimento sulla trascrittomica del ceppo in questione, ma anche su altri ceppi prelevati da pazienti con infezioni polmonari per chiarire tali dinamiche, valutando anche una eventuale coinfezione virale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6129