Il carcinoma della prostata (PCa) rappresenta una delle neoplasie più frequenti nella popolazione maschile, con una sopravvivenza a cinque anni di circa il 90%, soprattutto in caso di diagnosi precoce. Tuttavia, Il PCa metastatico ormono-sensibile all’esordio (mHSPC) rappresenta il 5-10% delle diagnosi ed è responsabile di circa il 50% dei decessi. Mentre i pazienti con malattia localizzata presentano generalmente una prognosi favorevole, quelli con malattia metastatica mostrano tassi di mortalità significativamente più elevati. In particolare, nel mHSPC la risposta alla terapia di deprivazione androgenica rappresenta un fattore determinante nell’evoluzione clinica della malattia. Attualmente, la diagnosi del PCa si basa principalmente sulla biopsia tissutale e sul dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA) nel sangue, che tuttavia presenta una limitata sensibilità nell’identificare precocemente le forme più aggressive. In questo scenario, la biopsia liquida sta emergendo come un approccio innovativo e minimamente invasivo. In particolare, le vescicole extracellulari (EV) sono strutture lipidiche rilasciate da tutte le cellule e coinvolte nella comunicazione intercellulare attraverso il trasferimento di proteine, lipidi e acidi nucleici, inclusi i microRNA (miRNA). Le EV derivate da cellule tumorali riflettono lo stato molecolare della neoplasia e contribuiscono alla progressione tumorale, modulando processi quali proliferazione, invasività, angiogenesi e risposta immunitaria. Gli EV-miRNA risultano frequentemente deregolati nei tumori, agendo come oncogeni o oncosoppressori e rappresentando promettenti biomarcatori non invasivi. Lo scopo di questa tesi è stato valutare il potenziale ruolo degli EV-miRNA come biomarcatori diagnostici e predittivi di risposta al trattamento nel mHSPC. Le EV sono state isolate dal siero di 10 controlli sani e da 33 pazienti affetti da mHSPC, analizzati in tre time-point (basale, Nadir del PSA e progressione) e stratificati in base al carico di malattia (low e high). Le EV sono state caratterizzate per concentrazione e dimensione mediante Nanoparticle Tracking Analysis (NTA), mentre l’espressione dei miRNA è stata valutata mediante real-time PCR. L’analisi NTA ha evidenziato una tendenza all’aumento della concentrazione delle EV al Nadir del PSA rispetto al basale nel gruppo high, sebbene non statisticamente significativa (p>0,05), mentre le dimensioni risultano comparabili tra i gruppi. L’analisi dell’espressione dei miRNA ha identificato tre miRNA (miR-21, miR-141, miR-221) significativamente up-regolati nei pazienti al basale rispetto ai controlli sani (p<0,05), suggerendo un loro potenziale valore diagnostico. Il confronto tra pazienti high e low ha inoltre evidenziato una sovraespressione significativa di miR-21 e miR-375 nel gruppo high (p < 0,05), indicando una possibile correlazione con l’aggressività della malattia. Questi due miRNA hanno inoltre mostrato un potenziale valore predittivo di risposta al trattamento, risultando significativamente downregolati al nadir del PSA, in particolare nei pazienti high (p < 0,05). Infine, l’analisi longitudinale nei pazienti giunti a progressione clinica (n= 3) ha evidenziato la dinamicità di mir-21 e mir-375 nel riflettere l'evoluzione della patologia. Nel complesso, questi risultati preliminari supportano il potenziale ruolo degli EV-miRNA come biomarcatori non invasivi e strumento complementare alle metodiche diagnostiche tradizionali nel mHSPC. Studi futuri su coorti più ampie saranno necessari per confermarne il valore clinico dei miRNA identificati, nel monitoraggio dei pazienti.
Isolamento e caratterizzazione delle vescicole extracellulari da biopsia liquida di pazienti con tumore alla prostata metastatico ormono-sensibile
LENZINI, ANGELICA
2024/2025
Abstract
Il carcinoma della prostata (PCa) rappresenta una delle neoplasie più frequenti nella popolazione maschile, con una sopravvivenza a cinque anni di circa il 90%, soprattutto in caso di diagnosi precoce. Tuttavia, Il PCa metastatico ormono-sensibile all’esordio (mHSPC) rappresenta il 5-10% delle diagnosi ed è responsabile di circa il 50% dei decessi. Mentre i pazienti con malattia localizzata presentano generalmente una prognosi favorevole, quelli con malattia metastatica mostrano tassi di mortalità significativamente più elevati. In particolare, nel mHSPC la risposta alla terapia di deprivazione androgenica rappresenta un fattore determinante nell’evoluzione clinica della malattia. Attualmente, la diagnosi del PCa si basa principalmente sulla biopsia tissutale e sul dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA) nel sangue, che tuttavia presenta una limitata sensibilità nell’identificare precocemente le forme più aggressive. In questo scenario, la biopsia liquida sta emergendo come un approccio innovativo e minimamente invasivo. In particolare, le vescicole extracellulari (EV) sono strutture lipidiche rilasciate da tutte le cellule e coinvolte nella comunicazione intercellulare attraverso il trasferimento di proteine, lipidi e acidi nucleici, inclusi i microRNA (miRNA). Le EV derivate da cellule tumorali riflettono lo stato molecolare della neoplasia e contribuiscono alla progressione tumorale, modulando processi quali proliferazione, invasività, angiogenesi e risposta immunitaria. Gli EV-miRNA risultano frequentemente deregolati nei tumori, agendo come oncogeni o oncosoppressori e rappresentando promettenti biomarcatori non invasivi. Lo scopo di questa tesi è stato valutare il potenziale ruolo degli EV-miRNA come biomarcatori diagnostici e predittivi di risposta al trattamento nel mHSPC. Le EV sono state isolate dal siero di 10 controlli sani e da 33 pazienti affetti da mHSPC, analizzati in tre time-point (basale, Nadir del PSA e progressione) e stratificati in base al carico di malattia (low e high). Le EV sono state caratterizzate per concentrazione e dimensione mediante Nanoparticle Tracking Analysis (NTA), mentre l’espressione dei miRNA è stata valutata mediante real-time PCR. L’analisi NTA ha evidenziato una tendenza all’aumento della concentrazione delle EV al Nadir del PSA rispetto al basale nel gruppo high, sebbene non statisticamente significativa (p>0,05), mentre le dimensioni risultano comparabili tra i gruppi. L’analisi dell’espressione dei miRNA ha identificato tre miRNA (miR-21, miR-141, miR-221) significativamente up-regolati nei pazienti al basale rispetto ai controlli sani (p<0,05), suggerendo un loro potenziale valore diagnostico. Il confronto tra pazienti high e low ha inoltre evidenziato una sovraespressione significativa di miR-21 e miR-375 nel gruppo high (p < 0,05), indicando una possibile correlazione con l’aggressività della malattia. Questi due miRNA hanno inoltre mostrato un potenziale valore predittivo di risposta al trattamento, risultando significativamente downregolati al nadir del PSA, in particolare nei pazienti high (p < 0,05). Infine, l’analisi longitudinale nei pazienti giunti a progressione clinica (n= 3) ha evidenziato la dinamicità di mir-21 e mir-375 nel riflettere l'evoluzione della patologia. Nel complesso, questi risultati preliminari supportano il potenziale ruolo degli EV-miRNA come biomarcatori non invasivi e strumento complementare alle metodiche diagnostiche tradizionali nel mHSPC. Studi futuri su coorti più ampie saranno necessari per confermarne il valore clinico dei miRNA identificati, nel monitoraggio dei pazienti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6148