This study focused on the sampling of 10 apple orchards in Friuli-Venezia Giulia, an Italian region whose climatic characteristics are optimal for apple cultivation, which represents a crop of great importance without, however, shaping the landscape in an almost monocultural way as occurs, for example, in some areas of Trentino. To evaluate the effect of farm management on the functional biodiversity of arthropods, five organic farms and five integrated management farms were selected. In parallel, an analysis of the surrounding landscape was conducted using several buffer radii (500, 1000 and 2000 m) to assess the effect of landscape on the abundance and diversity of invertebrates. Sampling was carried out using emergence traps placed within the selected orchards. The use of this sampling technique has been widely proposed and applied as a method for investigating arthropod biodiversity in natural environments. Despite this technique being well established, its application in agricultural contexts to evaluate the biodiversity of agroecosystems is still limited. In this study, emergence traps were preferred over other sampling techniques because they allow the detection of fauna developing within the vegetation inside the orchard, thus avoiding the collection of invertebrates originating from surrounding areas. In fact, these traps allow point sampling that reflects the actual biodiversity strictly associated with the agroecosystem under study. Sampling was conducted in 2025, from May to July, for a total of four samples per orchard (40 samples in total). Overall, 22,834 specimens were collected and examined, identified to family level or otherwise to a taxonomic level suitable for functional characterization. In total, 127 distinct taxa were identified. The analyzed communities were dominated by the taxa Sciaridae, Cecidomyiidae and Phoridae, while from a functional perspective the predominant groups were phytophages and parasitoids. The analysis of the collected data indicates that the biodiversity of the studied invertebrate community does not appear to be influenced by orchard management but rather by orchard size and by small-scale landscape complexity. Farm management emerged as an important predictor, being significantly correlated with the abundance of some key functional groups in the orchard, particularly parasitoids. The presence of natural areas in the vicinity of the orchard therefore appears to be important in promoting a greater abundance of some families fundamental for the biological control of phytophagous insects, such as Mymaridae.

Questo studio si è concentrato sul campionamento di 10 meleti del Friuli-Venezia Giulia, regione italiana le cui caratteristiche climatiche risultano ottimali per la coltivazione del melo, che rappresenta una coltivazione di grande importanza, senza tuttavia arrivare a modellare il paesaggio in maniera quasi monocolturale come avviene per esempio in alcune aree del Trentino. Per valutare l’effetto della gestione aziendale sulla biodiversità funzionale degli artropodi, sono state selezionate 5 aziende a gestione biologica e 5 a gestione integrata. Parallelamente è stata condotta un’analisi del paesaggio circostante utilizzando diversi buffer di raggio 500, 1000 e 2000 m, per valutare l’effetto del paesaggio su abbondanza e diversità degli invertebrati. Il campionamento è stato effettuato con trappole ad emergenza posizionate all’interno dei meleti selezionati. L’utilizzo di questa tecnica di campionamento è stato ampiamente proposto e utilizzato come metodo per l’indagine della biodiversità di artropodi in ambito naturalistico. Nonostante questa tecnica sia consolidata, l’applicazione in ambito agrario per valutare la biodiversità degli agroecosistemi è tutt’ora esigua. In questo studio le trappole ad emergenza sono state preferite rispetto ad altre tecniche di campionamento in quanto permettono di rilevare la fauna che si sviluppa nella vegetazione all’interno del meleto, evitando quindi di raccogliere invertebrati provenienti da aree limitrofe. Di fatto, queste trappole permettono di effettuare campionamenti puntiformi che testimoniano la reale biodiversità strettamente associata all’agroecosistema di studio. Il campionamento si è svolto nel 2025, da maggio a luglio, per un totale di 4 campioni per ogni meleto (40 campioni in totale). Complessivamente sono stati raccolti e studiati 22.834 esemplari, identificati a livello di famiglia o comunque ad un livello adeguato per una caratterizzazione funzionale. Complessivamente sono stati identificati 127 taxa distinti. Le comunità analizzate risultano dominate dai taxa Sciaridae, Cecidomyiidae e Phoridae, mentre dal punto di vista funzionale i gruppi predominanti sono risultati essere fitofagi e parassitoidi. Dall’analisi dei dati raccolti si evince come la biodiversità della comunità di invertebrati studiati non pare essere influenzata dalla gestione del meleto quanto piuttosto dalle dimensioni dello stesso e dalla complessità del paesaggio a piccola scala. La gestione aziendale risulta un predittore importante, significativamente correlata con l’abbondanza di alcuni gruppi funzionali chiave del meleto, in particolare dei parassitoidi. La presenza di aree naturali nelle vicinanze del meleto risulta quindi importante nel favorire una maggiore abbondanza di alcune famiglie fondamentali nel controllo biologico dei fitofagi come per esempio i Mymaridae.

Effetto di gestione e paesaggio sulla biodiversità funzionale di artropodi di meleti del Friuli-Venezia Giulia

ANCESCHI, LORENZO
2024/2025

Abstract

This study focused on the sampling of 10 apple orchards in Friuli-Venezia Giulia, an Italian region whose climatic characteristics are optimal for apple cultivation, which represents a crop of great importance without, however, shaping the landscape in an almost monocultural way as occurs, for example, in some areas of Trentino. To evaluate the effect of farm management on the functional biodiversity of arthropods, five organic farms and five integrated management farms were selected. In parallel, an analysis of the surrounding landscape was conducted using several buffer radii (500, 1000 and 2000 m) to assess the effect of landscape on the abundance and diversity of invertebrates. Sampling was carried out using emergence traps placed within the selected orchards. The use of this sampling technique has been widely proposed and applied as a method for investigating arthropod biodiversity in natural environments. Despite this technique being well established, its application in agricultural contexts to evaluate the biodiversity of agroecosystems is still limited. In this study, emergence traps were preferred over other sampling techniques because they allow the detection of fauna developing within the vegetation inside the orchard, thus avoiding the collection of invertebrates originating from surrounding areas. In fact, these traps allow point sampling that reflects the actual biodiversity strictly associated with the agroecosystem under study. Sampling was conducted in 2025, from May to July, for a total of four samples per orchard (40 samples in total). Overall, 22,834 specimens were collected and examined, identified to family level or otherwise to a taxonomic level suitable for functional characterization. In total, 127 distinct taxa were identified. The analyzed communities were dominated by the taxa Sciaridae, Cecidomyiidae and Phoridae, while from a functional perspective the predominant groups were phytophages and parasitoids. The analysis of the collected data indicates that the biodiversity of the studied invertebrate community does not appear to be influenced by orchard management but rather by orchard size and by small-scale landscape complexity. Farm management emerged as an important predictor, being significantly correlated with the abundance of some key functional groups in the orchard, particularly parasitoids. The presence of natural areas in the vicinity of the orchard therefore appears to be important in promoting a greater abundance of some families fundamental for the biological control of phytophagous insects, such as Mymaridae.
2024
Management and landscape effect on arthropod biodiversity in apple orchards from Friuli-Venezia Giulia
Questo studio si è concentrato sul campionamento di 10 meleti del Friuli-Venezia Giulia, regione italiana le cui caratteristiche climatiche risultano ottimali per la coltivazione del melo, che rappresenta una coltivazione di grande importanza, senza tuttavia arrivare a modellare il paesaggio in maniera quasi monocolturale come avviene per esempio in alcune aree del Trentino. Per valutare l’effetto della gestione aziendale sulla biodiversità funzionale degli artropodi, sono state selezionate 5 aziende a gestione biologica e 5 a gestione integrata. Parallelamente è stata condotta un’analisi del paesaggio circostante utilizzando diversi buffer di raggio 500, 1000 e 2000 m, per valutare l’effetto del paesaggio su abbondanza e diversità degli invertebrati. Il campionamento è stato effettuato con trappole ad emergenza posizionate all’interno dei meleti selezionati. L’utilizzo di questa tecnica di campionamento è stato ampiamente proposto e utilizzato come metodo per l’indagine della biodiversità di artropodi in ambito naturalistico. Nonostante questa tecnica sia consolidata, l’applicazione in ambito agrario per valutare la biodiversità degli agroecosistemi è tutt’ora esigua. In questo studio le trappole ad emergenza sono state preferite rispetto ad altre tecniche di campionamento in quanto permettono di rilevare la fauna che si sviluppa nella vegetazione all’interno del meleto, evitando quindi di raccogliere invertebrati provenienti da aree limitrofe. Di fatto, queste trappole permettono di effettuare campionamenti puntiformi che testimoniano la reale biodiversità strettamente associata all’agroecosistema di studio. Il campionamento si è svolto nel 2025, da maggio a luglio, per un totale di 4 campioni per ogni meleto (40 campioni in totale). Complessivamente sono stati raccolti e studiati 22.834 esemplari, identificati a livello di famiglia o comunque ad un livello adeguato per una caratterizzazione funzionale. Complessivamente sono stati identificati 127 taxa distinti. Le comunità analizzate risultano dominate dai taxa Sciaridae, Cecidomyiidae e Phoridae, mentre dal punto di vista funzionale i gruppi predominanti sono risultati essere fitofagi e parassitoidi. Dall’analisi dei dati raccolti si evince come la biodiversità della comunità di invertebrati studiati non pare essere influenzata dalla gestione del meleto quanto piuttosto dalle dimensioni dello stesso e dalla complessità del paesaggio a piccola scala. La gestione aziendale risulta un predittore importante, significativamente correlata con l’abbondanza di alcuni gruppi funzionali chiave del meleto, in particolare dei parassitoidi. La presenza di aree naturali nelle vicinanze del meleto risulta quindi importante nel favorire una maggiore abbondanza di alcune famiglie fondamentali nel controllo biologico dei fitofagi come per esempio i Mymaridae.
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