Le trasformazioni del concetto di pubblico, connesse alle modalità di selezione e organizzazione dello stesso, hanno conseguenze dirette sul tipo di rapporto che si instaura tra soggetti e infrastrutture comunicative, incidendo sulle possibilità di partecipazione, scelta e libertà di movimento nell’ambiente creatosi. Osservato da questa prospettiva il target non è una semplice tecnica di segmentazione che seleziona un pubblico da un insieme potenziale, ma una forma storicamente situata di costruzione del pubblico e un dispositivo socio-tecnico che riflette specifiche logiche economiche, tecnologiche e culturali. La diffusione delle piattaforme digitali ha, in ultima istanza, trasformato la concettualizzazione dell'utente pubblico, il modo in cui viene raggiunto e il rapporto con l'ecosistema mediale. A partire dalla trasformazione storica del concetto di pubblico, il lavoro ricostruisce il passaggio dal modello massmediale a un sistema fondato sulla classificazione computazionale degli utenti che popolano la società delle piattaforme. La tesi sostiene che il paradigma di classificazione definito quantitativo, fondato sull’assunto secondo cui l’accumulo di dati comportamentali, permessi dalla cultura partecipativa, garantirebbe una conoscenza sempre più precisa degli utenti, stia attraversando una crescente crisi di legittimità. Questi processi producono nuove asimmetrie informative e decisionali tra piattaforme e utenti, ridefinendo le condizioni attraverso cui i pubblici diventano conoscibili e operabili all’interno dell’ecosistema digitale. I limiti inferenziali dei sistemi di profilazione, le crescenti preoccupazioni sociali legate alla percezione di invasività ed alla mancanza di fiducia e i recenti interventi normativi europei indicano infatti una tensione strutturale nel modello di classificazione dei pubblici su cui si basa l’economia delle piattaforme. Attraverso l’analisi di modelli alternativi, bilanciati socio-tecnicamente, il lavoro mostra come l'organizzazione del pubblico stia attraversando una fase tensiva, in cui la costruzione potrebbe non dipendere più prevalentemente dalla profilazione algoritmica ma dalla valorizzazione di pratiche relazionali, partecipative e di costruzione della fiducia.

Il target nelle piattaforme digitali: tra classificazione algoritmica e logiche relazionali

SCHIOTTI, ALESSIO
2024/2025

Abstract

Le trasformazioni del concetto di pubblico, connesse alle modalità di selezione e organizzazione dello stesso, hanno conseguenze dirette sul tipo di rapporto che si instaura tra soggetti e infrastrutture comunicative, incidendo sulle possibilità di partecipazione, scelta e libertà di movimento nell’ambiente creatosi. Osservato da questa prospettiva il target non è una semplice tecnica di segmentazione che seleziona un pubblico da un insieme potenziale, ma una forma storicamente situata di costruzione del pubblico e un dispositivo socio-tecnico che riflette specifiche logiche economiche, tecnologiche e culturali. La diffusione delle piattaforme digitali ha, in ultima istanza, trasformato la concettualizzazione dell'utente pubblico, il modo in cui viene raggiunto e il rapporto con l'ecosistema mediale. A partire dalla trasformazione storica del concetto di pubblico, il lavoro ricostruisce il passaggio dal modello massmediale a un sistema fondato sulla classificazione computazionale degli utenti che popolano la società delle piattaforme. La tesi sostiene che il paradigma di classificazione definito quantitativo, fondato sull’assunto secondo cui l’accumulo di dati comportamentali, permessi dalla cultura partecipativa, garantirebbe una conoscenza sempre più precisa degli utenti, stia attraversando una crescente crisi di legittimità. Questi processi producono nuove asimmetrie informative e decisionali tra piattaforme e utenti, ridefinendo le condizioni attraverso cui i pubblici diventano conoscibili e operabili all’interno dell’ecosistema digitale. I limiti inferenziali dei sistemi di profilazione, le crescenti preoccupazioni sociali legate alla percezione di invasività ed alla mancanza di fiducia e i recenti interventi normativi europei indicano infatti una tensione strutturale nel modello di classificazione dei pubblici su cui si basa l’economia delle piattaforme. Attraverso l’analisi di modelli alternativi, bilanciati socio-tecnicamente, il lavoro mostra come l'organizzazione del pubblico stia attraversando una fase tensiva, in cui la costruzione potrebbe non dipendere più prevalentemente dalla profilazione algoritmica ma dalla valorizzazione di pratiche relazionali, partecipative e di costruzione della fiducia.
2024
Targeting
Comportamentale
Piattaforme
Legittimità
Qualitativo
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