La crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale ha portato le imprese a integrare sempre più frequentemente il green marketing nelle proprie strategie di comunicazione. Accanto a pratiche virtuose, tuttavia, si è diffuso il fenomeno del greenwashing, consistente nella diffusione di dichiarazioni ambientali ingannevoli o non verificabili, idonee a indurre in errore i consumatori circa l’impatto ecologico di prodotti o attività aziendali. Tale fenomeno rappresenta una sfida rilevante per il diritto dei consumatori e per la promozione di un mercato realmente orientato alla sostenibilità. Il presente elaborato analizza il greenwashing sotto il profilo giuridico, esaminando il rapporto tra comunicazione ambientale, pratiche commerciali scorrette e tutela del consumatore. Dopo aver ricostruito l’evoluzione del green marketing e le principali forme di inganno ambientale, l’elaborato approfondisce il quadro normativo europeo, con particolare riferimento alla direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali scorrette, alla Direttiva Omnibus (UE) 2019/2161 e alle più recenti iniziative legislative dell’Unione europea, tra cui le proposte di direttiva sui Green Claims e sull’Empowering Consumers for the Green Transition. L’analisi si concentra inoltre sull’ordinamento italiano, evidenziando la mancanza di una disciplina organica e il ruolo svolto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella repressione delle comunicazioni ambientali ingannevoli. In parallelo viene esaminato il modello francese, caratterizzato da un approccio normativo più strutturato, in particolare attraverso la legge Climat et Résilience. Attraverso un’analisi comparata tra i due ordinamenti, l'elaborato evidenzia punti di forza e criticità dei rispettivi sistemi, proponendo alcune riflessioni de iure condendo volte a rafforzare la trasparenza delle comunicazioni ambientali e la tutela del consumatore nel contesto italiano.
La regolazione del greenwashing: analisi comparata tra Italia e Francia
PATRONO, GIULIA
2024/2025
Abstract
La crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale ha portato le imprese a integrare sempre più frequentemente il green marketing nelle proprie strategie di comunicazione. Accanto a pratiche virtuose, tuttavia, si è diffuso il fenomeno del greenwashing, consistente nella diffusione di dichiarazioni ambientali ingannevoli o non verificabili, idonee a indurre in errore i consumatori circa l’impatto ecologico di prodotti o attività aziendali. Tale fenomeno rappresenta una sfida rilevante per il diritto dei consumatori e per la promozione di un mercato realmente orientato alla sostenibilità. Il presente elaborato analizza il greenwashing sotto il profilo giuridico, esaminando il rapporto tra comunicazione ambientale, pratiche commerciali scorrette e tutela del consumatore. Dopo aver ricostruito l’evoluzione del green marketing e le principali forme di inganno ambientale, l’elaborato approfondisce il quadro normativo europeo, con particolare riferimento alla direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali scorrette, alla Direttiva Omnibus (UE) 2019/2161 e alle più recenti iniziative legislative dell’Unione europea, tra cui le proposte di direttiva sui Green Claims e sull’Empowering Consumers for the Green Transition. L’analisi si concentra inoltre sull’ordinamento italiano, evidenziando la mancanza di una disciplina organica e il ruolo svolto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella repressione delle comunicazioni ambientali ingannevoli. In parallelo viene esaminato il modello francese, caratterizzato da un approccio normativo più strutturato, in particolare attraverso la legge Climat et Résilience. Attraverso un’analisi comparata tra i due ordinamenti, l'elaborato evidenzia punti di forza e criticità dei rispettivi sistemi, proponendo alcune riflessioni de iure condendo volte a rafforzare la trasparenza delle comunicazioni ambientali e la tutela del consumatore nel contesto italiano.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6320