La presente tesi magistrale intende analizzare il ruolo del consulente finanziario in Italia, con uno sguardo comparato alle principali esperienze europee, in particolare Francia, Spagna e Germania. L'analisi si articola in quattro capitoli che coniugano profili normativi, comportamentali, evolutivi e comparatistici. Il primo capitolo offre un inquadramento organico della consulenza finanziaria nell'ordinamento italiano, delineando i contorni della professione, il procedimento di iscrizione all'Albo gestito dall'OCF e le dinamiche evolutive che hanno caratterizzato lo sviluppo della figura. Viene evidenziata la trasformazione del consulente da "promotore" di prodotti finanziari a "consulente olistico", capace di offrire un supporto integrato che spazia dalla pianificazione pensionistica alla gestione del debito, dall'ottimizzazione fiscale alla pianificazione patrimoniale e successoria. L'analisi distingue le tre tipologie di consulenza previste dall'ordinamento – consulenti indipendenti (fee-only), consulenti abilitati all'offerta fuori sede (remunerati a provvigioni) e società di consulenza – e si sofferma, sulla base dei dati della relazione annuale OCF 2024, sulle dinamiche di iscrizione e cancellazione nonché sulle caratteristiche sociodemografiche dei candidati. Il secondo capitolo esplora il rapporto tra educazione finanziaria, consulenza finanziaria e comportamenti di investimento dei risparmiatori. Partendo dal posizionamento critico dell'Italia negli ultimi posti tra i paesi OCSE e al penultimo nel G20 per livello di alfabetizzazione finanziaria, l'analisi discute l'efficacia dei programmi di financial literacy e il ruolo della consulenza come supporto o come sostituto delle capacità individuali. Vengono inoltre approfonditi i fattori psicologici e cognitivi che influenzano le scelte di investimento – come ancoraggio, familiarità, contabilità mentale e avversione alle perdite – nonché il tema emergente della finanza sostenibile ESG, analizzandone performance, criticità e implicazioni per il consulente. Il terzo capitolo ricostruisce il percorso evolutivo della disciplina della consulenza finanziaria, a partire dalla legge SIM n. 1/1991, passando per la fase di liberalizzazione determinata dal recepimento della Investment Services Directive con il Decreto Eurosim del 1996 e per il Testo Unico della Finanza del 1998, fino all'impatto delle direttive MiFID I (2004/39/CE) e MiFID II (2014/65/UE). L'analisi evidenzia come quest'ultima abbia rappresentato uno spartiacque, introducendo la consulenza indipendente, la disciplina della product governance e i poteri di product intervention, ridefinendo profondamente le regole di condotta a tutela degli investitori. Il quarto capitolo, infine, contestualizza la consulenza finanziaria nel quadro delle sfide demografiche e del welfare italiano, caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un crescente peso delle generazioni over 65 sul patrimonio complessivo. Viene analizzato il fenomeno della silver economy e il ruolo del consulente nell'affiancamento previdenziale e assicurativo. L'analisi comparata con Francia, Spagna e Germania – condotta sulla base del White Book di Fecif e dei rapporti EFPA – mette in luce differenze e convergenze tra i modelli nazionali in termini di disciplina, digitalizzazione, vigilanza e tutela degli investitori.
Il ruolo del consulente finanziario
SOVERINI, SAMUELE
2024/2025
Abstract
La presente tesi magistrale intende analizzare il ruolo del consulente finanziario in Italia, con uno sguardo comparato alle principali esperienze europee, in particolare Francia, Spagna e Germania. L'analisi si articola in quattro capitoli che coniugano profili normativi, comportamentali, evolutivi e comparatistici. Il primo capitolo offre un inquadramento organico della consulenza finanziaria nell'ordinamento italiano, delineando i contorni della professione, il procedimento di iscrizione all'Albo gestito dall'OCF e le dinamiche evolutive che hanno caratterizzato lo sviluppo della figura. Viene evidenziata la trasformazione del consulente da "promotore" di prodotti finanziari a "consulente olistico", capace di offrire un supporto integrato che spazia dalla pianificazione pensionistica alla gestione del debito, dall'ottimizzazione fiscale alla pianificazione patrimoniale e successoria. L'analisi distingue le tre tipologie di consulenza previste dall'ordinamento – consulenti indipendenti (fee-only), consulenti abilitati all'offerta fuori sede (remunerati a provvigioni) e società di consulenza – e si sofferma, sulla base dei dati della relazione annuale OCF 2024, sulle dinamiche di iscrizione e cancellazione nonché sulle caratteristiche sociodemografiche dei candidati. Il secondo capitolo esplora il rapporto tra educazione finanziaria, consulenza finanziaria e comportamenti di investimento dei risparmiatori. Partendo dal posizionamento critico dell'Italia negli ultimi posti tra i paesi OCSE e al penultimo nel G20 per livello di alfabetizzazione finanziaria, l'analisi discute l'efficacia dei programmi di financial literacy e il ruolo della consulenza come supporto o come sostituto delle capacità individuali. Vengono inoltre approfonditi i fattori psicologici e cognitivi che influenzano le scelte di investimento – come ancoraggio, familiarità, contabilità mentale e avversione alle perdite – nonché il tema emergente della finanza sostenibile ESG, analizzandone performance, criticità e implicazioni per il consulente. Il terzo capitolo ricostruisce il percorso evolutivo della disciplina della consulenza finanziaria, a partire dalla legge SIM n. 1/1991, passando per la fase di liberalizzazione determinata dal recepimento della Investment Services Directive con il Decreto Eurosim del 1996 e per il Testo Unico della Finanza del 1998, fino all'impatto delle direttive MiFID I (2004/39/CE) e MiFID II (2014/65/UE). L'analisi evidenzia come quest'ultima abbia rappresentato uno spartiacque, introducendo la consulenza indipendente, la disciplina della product governance e i poteri di product intervention, ridefinendo profondamente le regole di condotta a tutela degli investitori. Il quarto capitolo, infine, contestualizza la consulenza finanziaria nel quadro delle sfide demografiche e del welfare italiano, caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un crescente peso delle generazioni over 65 sul patrimonio complessivo. Viene analizzato il fenomeno della silver economy e il ruolo del consulente nell'affiancamento previdenziale e assicurativo. L'analisi comparata con Francia, Spagna e Germania – condotta sulla base del White Book di Fecif e dei rapporti EFPA – mette in luce differenze e convergenze tra i modelli nazionali in termini di disciplina, digitalizzazione, vigilanza e tutela degli investitori.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6327