Financial decision-making has long been interpreted through the lens of classical finance, a paradigm based on the hypothesis of efficient markets and the concept of homo oeconomicus. According to this view, the economic agent is a perfectly rational individual, capable of maximizing his or her own utility by objectively and instantly analyzing all available information. However, recurring financial crises and a wealth of empirical evidence have gradually highlighted the inadequacy of this model in describing the real behavior of individuals, highlighting how investment decisions are often influenced by psychological, emotional, and cognitive factors that defy the laws of linear mathematical logic. This thesis aims to explore the transition from traditional finance to behavioral finance, analyzing how the latter integrates the contributions of psychology and neuroscience to offer a more realistic and complex view of market dynamics. Starting from an examination of classical models and their structural limitations, the analysis moves to the concept of bounded rationality and the revolutionary Prospect Theory, which has allowed us to understand how the pain of a loss is perceived much more intensely than the pleasure of an equal gain. The paper continues with an investigation of heuristics and cognitive biases, mental shortcuts, and systematic distortions that lead investors to make predictable judgment errors, fueling collective phenomena such as speculative bubbles or financial panic. This analysis is not limited to the individual saver, but extends to the crucial role of financial intermediaries and banks. In a regulatory environment increasingly focused on customer protection, as required by the MiFID directive, financial advice can no longer ignore an understanding of the investor's psychological traits. To complete the research, an empirical analysis was conducted among banking staff, aimed at verifying the extent to which awareness of behavioral mechanisms is integrated into daily professional practice. The findings highlight the importance of an approach that combines technical expertise and psychological sensitivity, suggesting that the future of the bank-customer relationship lies in the ability to manage not only capital, but also savers' emotions and perceptions, guiding them toward more informed choices that are consistent with their life goals.

Il processo decisionale in ambito finanziario è stato per lungo tempo interpretato attraverso la lente della finanza classica, un paradigma fondato sull’ipotesi di mercati efficienti e sulla figura dell’homo oeconomicus. Secondo questa visione, l’agente economico è un individuo perfettamente razionale, capace di massimizzare la propria utilità analizzando in modo oggettivo e istantaneo ogni informazione disponibile. Tuttavia, le ricorrenti crisi finanziarie e numerose evidenze empiriche hanno progressivamente messo in luce l’inadeguatezza di questo modello nel descrivere il comportamento reale degli individui, evidenziando come le decisioni di investimento siano spesso influenzate da fattori psicologici, emotivi e cognitivi che sfuggono alle leggi della logica matematica lineare. Il presente lavoro di tesi si propone di esplorare il passaggio dalla finanza tradizionale alla finanza comportamentale, analizzando come quest'ultima integri i contributi della psicologia e delle neuroscienze per offrire una visione più realistica e complessa delle dinamiche di mercato. Partendo dall'esame dei modelli classici e dei loro limiti strutturali, l'analisi si sposta verso il concetto di razionalità limitata e la rivoluzionaria Teoria del Prospetto, che ha permesso di comprendere come il dolore per una perdita sia percepito in modo molto più intenso rispetto al piacere per un guadagno di pari entità. L’elaborato prosegue con l'indagine delle euristiche e dei bias cognitivi, scorciatoie mentali e distorsioni sistematiche che portano gli investitori a commettere errori di valutazione prevedibili, alimentando fenomeni collettivi come le bolle speculative o il panico finanziario. Questa analisi non si limita alla figura del singolo risparmiatore, ma si estende al ruolo cruciale degli intermediari finanziari e delle banche. In un contesto normativo sempre più attento alla tutela del cliente, come previsto dalla direttiva MiFID, la consulenza finanziaria non può più prescindere dalla comprensione dei tratti psicologici dell'investitore. A completamento della ricerca, è stata condotta un'analisi empirica rivolta al personale bancario, volta a verificare quanto la consapevolezza dei meccanismi comportamentali sia integrata nella pratica professionale quotidiana. I risultati emersi sottolineano l'importanza di un approccio che unisca competenze tecniche e sensibilità psicologica, suggerendo che il futuro della relazione tra banca e cliente risieda nella capacità di gestire non solo i capitali, ma anche le emozioni e le percezioni dei risparmiatori per guidarli verso scelte più consapevoli e coerenti con i propri obiettivi di vita.

Consulenza finanziaria e finanza comportamentale: evidenze empiriche sugli operatori bancari

TORREGGIANI, SONIA
2024/2025

Abstract

Financial decision-making has long been interpreted through the lens of classical finance, a paradigm based on the hypothesis of efficient markets and the concept of homo oeconomicus. According to this view, the economic agent is a perfectly rational individual, capable of maximizing his or her own utility by objectively and instantly analyzing all available information. However, recurring financial crises and a wealth of empirical evidence have gradually highlighted the inadequacy of this model in describing the real behavior of individuals, highlighting how investment decisions are often influenced by psychological, emotional, and cognitive factors that defy the laws of linear mathematical logic. This thesis aims to explore the transition from traditional finance to behavioral finance, analyzing how the latter integrates the contributions of psychology and neuroscience to offer a more realistic and complex view of market dynamics. Starting from an examination of classical models and their structural limitations, the analysis moves to the concept of bounded rationality and the revolutionary Prospect Theory, which has allowed us to understand how the pain of a loss is perceived much more intensely than the pleasure of an equal gain. The paper continues with an investigation of heuristics and cognitive biases, mental shortcuts, and systematic distortions that lead investors to make predictable judgment errors, fueling collective phenomena such as speculative bubbles or financial panic. This analysis is not limited to the individual saver, but extends to the crucial role of financial intermediaries and banks. In a regulatory environment increasingly focused on customer protection, as required by the MiFID directive, financial advice can no longer ignore an understanding of the investor's psychological traits. To complete the research, an empirical analysis was conducted among banking staff, aimed at verifying the extent to which awareness of behavioral mechanisms is integrated into daily professional practice. The findings highlight the importance of an approach that combines technical expertise and psychological sensitivity, suggesting that the future of the bank-customer relationship lies in the ability to manage not only capital, but also savers' emotions and perceptions, guiding them toward more informed choices that are consistent with their life goals.
2024
Financial consulting and behavioral finance: empirical evidence on banking operators
Il processo decisionale in ambito finanziario è stato per lungo tempo interpretato attraverso la lente della finanza classica, un paradigma fondato sull’ipotesi di mercati efficienti e sulla figura dell’homo oeconomicus. Secondo questa visione, l’agente economico è un individuo perfettamente razionale, capace di massimizzare la propria utilità analizzando in modo oggettivo e istantaneo ogni informazione disponibile. Tuttavia, le ricorrenti crisi finanziarie e numerose evidenze empiriche hanno progressivamente messo in luce l’inadeguatezza di questo modello nel descrivere il comportamento reale degli individui, evidenziando come le decisioni di investimento siano spesso influenzate da fattori psicologici, emotivi e cognitivi che sfuggono alle leggi della logica matematica lineare. Il presente lavoro di tesi si propone di esplorare il passaggio dalla finanza tradizionale alla finanza comportamentale, analizzando come quest'ultima integri i contributi della psicologia e delle neuroscienze per offrire una visione più realistica e complessa delle dinamiche di mercato. Partendo dall'esame dei modelli classici e dei loro limiti strutturali, l'analisi si sposta verso il concetto di razionalità limitata e la rivoluzionaria Teoria del Prospetto, che ha permesso di comprendere come il dolore per una perdita sia percepito in modo molto più intenso rispetto al piacere per un guadagno di pari entità. L’elaborato prosegue con l'indagine delle euristiche e dei bias cognitivi, scorciatoie mentali e distorsioni sistematiche che portano gli investitori a commettere errori di valutazione prevedibili, alimentando fenomeni collettivi come le bolle speculative o il panico finanziario. Questa analisi non si limita alla figura del singolo risparmiatore, ma si estende al ruolo cruciale degli intermediari finanziari e delle banche. In un contesto normativo sempre più attento alla tutela del cliente, come previsto dalla direttiva MiFID, la consulenza finanziaria non può più prescindere dalla comprensione dei tratti psicologici dell'investitore. A completamento della ricerca, è stata condotta un'analisi empirica rivolta al personale bancario, volta a verificare quanto la consapevolezza dei meccanismi comportamentali sia integrata nella pratica professionale quotidiana. I risultati emersi sottolineano l'importanza di un approccio che unisca competenze tecniche e sensibilità psicologica, suggerendo che il futuro della relazione tra banca e cliente risieda nella capacità di gestire non solo i capitali, ma anche le emozioni e le percezioni dei risparmiatori per guidarli verso scelte più consapevoli e coerenti con i propri obiettivi di vita.
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