Il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) è una condizione del neurosviluppo, caratterizzata da difficoltà nelle interazioni sociali, nella comunicazione e dalla presenza di interessi ristretti, che accompagna il soggetto durante tutta la sua vita, anche se le caratteristiche del deficit possono cambiare nel corso del tempo. Questa condizione influisce significativamente sullo sviluppo e sull’apprendimento dei bambini, in particolare nella scuola primaria. Questa tesi analizza la storia dell’autismo, da quando è stato descritto per la prima volta negli anni Quaranta da Kanner e Asperger fino ai giorni nostri, mettendo in risalto il ruolo che hanno la genetica e alcuni fattori ambientali nello sviluppo del disturbo. Particolare attenzione è rivolta all’evoluzione dei sistemi diagnostici, soprattutto sul passaggio dal DSM-IV al DSM-5, che ha introdotto il concetto di "spettro" riferendosi alla varietà e alle innumerevoli sfumature in cui può manifestarsi l’autismo nei diversi individui. Questa sezione introduce inoltre i tre livelli di gravità del disturbo, fondamentali per definire l’intensità di supporto necessaria all’individuo e l'importanza della diagnosi precoce, per incrementare le probabilità di successo scolastico a lungo termine. Nel secondo capitolo viene affrontato il tema dell’inclusione degli alunni con ASD, partendo dalla legge 517 del 1977 che ha sancito il superamento delle classi speciali e introdotto l’integrazione degli alunni con disabilità nelle classi comuni. Nonostante questi cambiamenti, a livello pratico, nelle scuole, rimangono spesso enormi problemi quotidiani da affrontare come la presenza di insegnanti di sostegno non formati o barriere strutturali negli edifici scolastici che impediscono lo sviluppo e la partecipazione degli alunni. La risorsa più preziosa per l’inclusione effettiva degli alunni con ASD è costituita dai compagni, il cui supporto è fondamentale per favorire un ambiente accogliente. A ciò si aggiunge il compito dei docenti che devono riuscire a creare un clima accogliente in classe ed educare gli alunni all’assertività e alla prosocialità. È importante sottolineare che il successo dell’inclusione non dipende solo dai singoli interventi, ma dalla sinergia della "comunità educante", ovvero dalla collaborazione attiva tra i docenti, gli specialisti e la famiglia. Il terzo capitolo si concentra sugli interventi didattici efficaci, in quanto ogni studente con ASD è pienamente capace di apprendere, purché inserito in un contesto strutturato, prevedibile e flessibile. A tal proposito viene analizzato l’approccio metodologico dell’insegnamento strutturato, considerato uno dei metodi didattici più efficaci per l’autismo. Viene inoltre enfatizzata la necessità di utilizzare strategie didattiche personalizzate e individualizzate, con particolare riferimento ai modelli ABA e TEACCH, allo scopo di rendere la formazione dell’alunno efficace e duratura nel tempo. L’ultima parte della tesi è stata dedicata all’uso, all’interno del sistema scolastico, delle tecnologie assistive, evidenziando come questi strumenti siano in grado di facilitare l’apprendimento e migliorare l’esperienza educativa degli alunni autistici. Accanto a queste tecniche innovative, si affronta anche il tema della valutazione, che non deve limitarsi ad un semplice voto, ma deve essere concepita come un processo continuo, flessibile e personalizzato, che tenga conto del progresso individuale e delle potenzialità dell’alunno con ASD, piuttosto che degli standard della classe.

Il Disturbo dello Spettro Autistico nella scuola primaria: dalle radici storiche agli interventi didattici efficaci

BARTOLAI, ERIKA
2024/2025

Abstract

Il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) è una condizione del neurosviluppo, caratterizzata da difficoltà nelle interazioni sociali, nella comunicazione e dalla presenza di interessi ristretti, che accompagna il soggetto durante tutta la sua vita, anche se le caratteristiche del deficit possono cambiare nel corso del tempo. Questa condizione influisce significativamente sullo sviluppo e sull’apprendimento dei bambini, in particolare nella scuola primaria. Questa tesi analizza la storia dell’autismo, da quando è stato descritto per la prima volta negli anni Quaranta da Kanner e Asperger fino ai giorni nostri, mettendo in risalto il ruolo che hanno la genetica e alcuni fattori ambientali nello sviluppo del disturbo. Particolare attenzione è rivolta all’evoluzione dei sistemi diagnostici, soprattutto sul passaggio dal DSM-IV al DSM-5, che ha introdotto il concetto di "spettro" riferendosi alla varietà e alle innumerevoli sfumature in cui può manifestarsi l’autismo nei diversi individui. Questa sezione introduce inoltre i tre livelli di gravità del disturbo, fondamentali per definire l’intensità di supporto necessaria all’individuo e l'importanza della diagnosi precoce, per incrementare le probabilità di successo scolastico a lungo termine. Nel secondo capitolo viene affrontato il tema dell’inclusione degli alunni con ASD, partendo dalla legge 517 del 1977 che ha sancito il superamento delle classi speciali e introdotto l’integrazione degli alunni con disabilità nelle classi comuni. Nonostante questi cambiamenti, a livello pratico, nelle scuole, rimangono spesso enormi problemi quotidiani da affrontare come la presenza di insegnanti di sostegno non formati o barriere strutturali negli edifici scolastici che impediscono lo sviluppo e la partecipazione degli alunni. La risorsa più preziosa per l’inclusione effettiva degli alunni con ASD è costituita dai compagni, il cui supporto è fondamentale per favorire un ambiente accogliente. A ciò si aggiunge il compito dei docenti che devono riuscire a creare un clima accogliente in classe ed educare gli alunni all’assertività e alla prosocialità. È importante sottolineare che il successo dell’inclusione non dipende solo dai singoli interventi, ma dalla sinergia della "comunità educante", ovvero dalla collaborazione attiva tra i docenti, gli specialisti e la famiglia. Il terzo capitolo si concentra sugli interventi didattici efficaci, in quanto ogni studente con ASD è pienamente capace di apprendere, purché inserito in un contesto strutturato, prevedibile e flessibile. A tal proposito viene analizzato l’approccio metodologico dell’insegnamento strutturato, considerato uno dei metodi didattici più efficaci per l’autismo. Viene inoltre enfatizzata la necessità di utilizzare strategie didattiche personalizzate e individualizzate, con particolare riferimento ai modelli ABA e TEACCH, allo scopo di rendere la formazione dell’alunno efficace e duratura nel tempo. L’ultima parte della tesi è stata dedicata all’uso, all’interno del sistema scolastico, delle tecnologie assistive, evidenziando come questi strumenti siano in grado di facilitare l’apprendimento e migliorare l’esperienza educativa degli alunni autistici. Accanto a queste tecniche innovative, si affronta anche il tema della valutazione, che non deve limitarsi ad un semplice voto, ma deve essere concepita come un processo continuo, flessibile e personalizzato, che tenga conto del progresso individuale e delle potenzialità dell’alunno con ASD, piuttosto che degli standard della classe.
2024
Autismo
Inclusione
Scuola primaria
Interventi didattici
Tecnologie assistive
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6345