Il presente elaborato prende in esame il tema dell’Outdoor Education, un insieme eterogeneo di teorie e pratiche educative che valorizzano l’ambiente esterno, luogo privilegiato della formazione, e le metodologie di lavoro attive: esso indaga il valore educativo che le esperienze e gli apprendimenti resi possibili dall’educazione all’aperto assumono nella società contemporanea, dedicando particolare attenzione al rischio, dimensione fisiologica e imprescindibile di ogni percorso formativo, che nei contesti naturali assume una rinnovata centralità e spesso determina, a seconda di come percepita e assunta, l’attuazione o l’evitamento delle pratiche stesse. Attraverso un’analisi critica della letteratura di riferimento relativa alle tematiche affrontate, la tesi si propone di capire chi sia realmente il professionista dell’educazione outdoor e attraverso quali modalità, strumenti, competenze e posture l’adulto possa effettivamente gestire, valorizzare e implementare la dimensione del rischio, adeguatamente calibrata, nei processi educativi quotidiani, rendendola una necessaria e straordinaria opportunità di crescita per tutti coloro che prendono parte, a vario titolo, al percorso educativo delle bambine e dei bambini di oggi. Nel primo capitolo viene presentata la cornice teorica dell’Outdoor Education: vengono proposte le principali definizioni e i significati ad essa associati, vengono illustrate le caratteristiche teoriche e metodologiche degli approcci principali, nonché le origini storiche e i padri fondatori da cui derivano alcuni fondamentali principi pedagogici di riferimento. Inoltre, viene dato particolare risalto ai benefici educativi, sociali, fisici e psicofisici correlati all’educazione outdoor nella società odierna e all’evoluzione di tali pratiche nel contesto nazionale. Il secondo capitolo prevede un affondo sulla dimensione del rischio, spesso percepita con timore, e quindi evitata, all’interno della società contemporanea, anche definita dell’iperprotezione: viene sottolineato quanto il rischio rappresenti invece una componente intrinseca e doverosa di ogni pratica educativa che possa realmente essere considerata tale, nei contesti sia indoor sia outdoor. Oltre a illustrare il valore del rischio, quando adeguatamente impiegato e gestito, si tenta di definirlo, di mostrarne le caratteristiche peculiari e di evidenziarne le ragioni fondamentali. L’ultimo capitolo cerca di trovare una risposta alle domande guida dell’elaborato: si concentra quindi sul ruolo che l’adulto assume nelle pratiche educative all’aria aperta, mettendo in luce le competenze e gli atteggiamenti che caratterizzano tale figura e che appaiono come indispensabili per progettare e condurre esperienze educative in natura realmente significative; viene evidenziato il valore educativo che i professionisti assumono nei contesti scarsamente antropizzati e si indaga il tipo di formazione necessaria a sviluppare un bagaglio di saperi così vasto e articolato. Infine, cerca di mostrare come sia quindi possibile gestire la dimensione del rischio nelle pratiche educative all’aria aperta: a tal proposito, si esaminano le modalità e gli strumenti attraverso cui i professionisti dell’educazione in natura gestiscono e valorizzano, con consapevolezza, coraggio e responsabilità, il rischio nei percorsi educativi proposti, rendendoli ricchi, aperti al possibile e rispettosi sia del bisogno di sicurezza dei bambini, sia del bisogno di questi di vivere esperienze significative.
OUTDOOR EDUCATION E DIMENSIONE DEL RISCHIO: IL RUOLO DELL’ADULTO NELLE PRATICHE EDUCATIVE ALL’ARIA APERTA
CALZETTI, ELISA
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato prende in esame il tema dell’Outdoor Education, un insieme eterogeneo di teorie e pratiche educative che valorizzano l’ambiente esterno, luogo privilegiato della formazione, e le metodologie di lavoro attive: esso indaga il valore educativo che le esperienze e gli apprendimenti resi possibili dall’educazione all’aperto assumono nella società contemporanea, dedicando particolare attenzione al rischio, dimensione fisiologica e imprescindibile di ogni percorso formativo, che nei contesti naturali assume una rinnovata centralità e spesso determina, a seconda di come percepita e assunta, l’attuazione o l’evitamento delle pratiche stesse. Attraverso un’analisi critica della letteratura di riferimento relativa alle tematiche affrontate, la tesi si propone di capire chi sia realmente il professionista dell’educazione outdoor e attraverso quali modalità, strumenti, competenze e posture l’adulto possa effettivamente gestire, valorizzare e implementare la dimensione del rischio, adeguatamente calibrata, nei processi educativi quotidiani, rendendola una necessaria e straordinaria opportunità di crescita per tutti coloro che prendono parte, a vario titolo, al percorso educativo delle bambine e dei bambini di oggi. Nel primo capitolo viene presentata la cornice teorica dell’Outdoor Education: vengono proposte le principali definizioni e i significati ad essa associati, vengono illustrate le caratteristiche teoriche e metodologiche degli approcci principali, nonché le origini storiche e i padri fondatori da cui derivano alcuni fondamentali principi pedagogici di riferimento. Inoltre, viene dato particolare risalto ai benefici educativi, sociali, fisici e psicofisici correlati all’educazione outdoor nella società odierna e all’evoluzione di tali pratiche nel contesto nazionale. Il secondo capitolo prevede un affondo sulla dimensione del rischio, spesso percepita con timore, e quindi evitata, all’interno della società contemporanea, anche definita dell’iperprotezione: viene sottolineato quanto il rischio rappresenti invece una componente intrinseca e doverosa di ogni pratica educativa che possa realmente essere considerata tale, nei contesti sia indoor sia outdoor. Oltre a illustrare il valore del rischio, quando adeguatamente impiegato e gestito, si tenta di definirlo, di mostrarne le caratteristiche peculiari e di evidenziarne le ragioni fondamentali. L’ultimo capitolo cerca di trovare una risposta alle domande guida dell’elaborato: si concentra quindi sul ruolo che l’adulto assume nelle pratiche educative all’aria aperta, mettendo in luce le competenze e gli atteggiamenti che caratterizzano tale figura e che appaiono come indispensabili per progettare e condurre esperienze educative in natura realmente significative; viene evidenziato il valore educativo che i professionisti assumono nei contesti scarsamente antropizzati e si indaga il tipo di formazione necessaria a sviluppare un bagaglio di saperi così vasto e articolato. Infine, cerca di mostrare come sia quindi possibile gestire la dimensione del rischio nelle pratiche educative all’aria aperta: a tal proposito, si esaminano le modalità e gli strumenti attraverso cui i professionisti dell’educazione in natura gestiscono e valorizzano, con consapevolezza, coraggio e responsabilità, il rischio nei percorsi educativi proposti, rendendoli ricchi, aperti al possibile e rispettosi sia del bisogno di sicurezza dei bambini, sia del bisogno di questi di vivere esperienze significative.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6362