Il presente elaborato offre un contributo circa la validità e il potenziale inclusivo dell’approccio narrativo-metaforico alle scienze, con particolare riferimento all’esperienza nell’ambito del progetto Piccoli Scienziati. La ricerca muove dalla seguente domanda: - L’approccio narrativo-metaforico alle scienze favorisce nei bambini lo sviluppo del pensiero critico e la comprensione dei concetti scientifici, risultando inclusivo anche per alunni di cultura altra e con differenti tipologie di Bisogni Educativi Speciali? Nel contesto contemporaneo, segnato dalla complessità, l’educazione scientifica assume un ruolo centrale non solo nello sviluppo di competenze cognitive, ma anche nella promozione di Skills relazionali ed emotive. In quest’ottica, l’insegnamento delle scienze può contribuire alla costruzione di un habitus mentale orientato al pensiero critico, necessario per abitare la complessità del mondo in modo libero, responsabile e partecipato. Il tema della complessità richiama inoltre la responsabilità educativa di accompagnare i bambini nell’incontro con dimensioni dell’esperienza umana spesso considerate un tabù, come la sessualità. Essa rappresenta un aspetto fondamentale dello sviluppo della persona, poiché riguarda identità, relazioni, emozioni e corporeità. A tal proposito, il copro si configura come punto di partenza privilegiato per la conoscenza, diventando occasione per “riconnettere” in modo indissolubile il dato bio-fisiologico con la dimensione affettiva, restituendo centralità alla persona nella sua globalità, quale insieme di “corpo, cuore e mente” (Di Chio, 2024). L’elaborato analizza i principali riferimenti teorici dell’approccio narrativo-metaforico alle scienze, focalizzandosi sulla teoria educativa della comprensione multipla elaborata da K. Egan, sul ruolo della metafora nei processi conoscitivi e sul contributo delle prospettive embodied. Su queste premesse è stata realizzata un’Unità di Apprendimento sull’apparato riproduttore in una classe V primaria dal profilo multiculturale e con la presenza di alunni con Bisogni Educativi Speciali. Il percorso è iniziato dalle domande spontanee dei bambini e si è sviluppato attraverso la narrazione della storia di L. Spallanzani e dei suoi studi sulla fecondazione animale. In particolare, è stato presentato l’esperimento condotto sugli anfibi, nel quale lo scienziato ideò un ingegnoso dispositivo sperimentale (mutande!) per dimostrare il ruolo del liquido seminale nel processo di fecondazione. La narrazione ha costituito il “gancio” generativo per la costruzione di un piano sperimentale che ha previsto la raccolta di uova provenienti da due diverse fonti (supermercato e fattoria), l’osservazione dello sviluppo embrionale attraverso un ovoscopio, l’utilizzo di un’incubatrice per garantire condizioni ambientali controllate e la registrazione sistematica delle osservazioni. L’esperienza laboratoriale è culminata con la nascita di due pulcini e l’analisi delle uova rimaste chiuse, per verificarne l’eventuale fecondazione. L’analogia con lo sviluppo dei pulcini ha infine consentito di affrontare il tema della riproduzione umana, approfondendo l’anatomia dell’apparato riproduttivo maschile e femminile fino al processo biologico della fecondazione. L’analisi delle conversazioni in classe e dei dati raccolti attraverso gli strumenti di valutazione evidenziano come l’intero gruppo classe abbia beneficiato dal percorso raggiungendo gli obiettivi preposti, suggerendo come l’approccio narrativo-metaforico possa costituire una strategia didattica efficace e inclusiva per l’insegnamento delle scienze nella scuola primaria.

DALL'UOVO AL PULCINO, DALL'UOVO AL BAMBINO UNA PROGETTAZIONE PER AFFRONTARE IL TEMA DELL’APPARATO RIPRODUTTORE IN UNA CLASSE V PRIMARIA

NANNINI, SARA
2024/2025

Abstract

Il presente elaborato offre un contributo circa la validità e il potenziale inclusivo dell’approccio narrativo-metaforico alle scienze, con particolare riferimento all’esperienza nell’ambito del progetto Piccoli Scienziati. La ricerca muove dalla seguente domanda: - L’approccio narrativo-metaforico alle scienze favorisce nei bambini lo sviluppo del pensiero critico e la comprensione dei concetti scientifici, risultando inclusivo anche per alunni di cultura altra e con differenti tipologie di Bisogni Educativi Speciali? Nel contesto contemporaneo, segnato dalla complessità, l’educazione scientifica assume un ruolo centrale non solo nello sviluppo di competenze cognitive, ma anche nella promozione di Skills relazionali ed emotive. In quest’ottica, l’insegnamento delle scienze può contribuire alla costruzione di un habitus mentale orientato al pensiero critico, necessario per abitare la complessità del mondo in modo libero, responsabile e partecipato. Il tema della complessità richiama inoltre la responsabilità educativa di accompagnare i bambini nell’incontro con dimensioni dell’esperienza umana spesso considerate un tabù, come la sessualità. Essa rappresenta un aspetto fondamentale dello sviluppo della persona, poiché riguarda identità, relazioni, emozioni e corporeità. A tal proposito, il copro si configura come punto di partenza privilegiato per la conoscenza, diventando occasione per “riconnettere” in modo indissolubile il dato bio-fisiologico con la dimensione affettiva, restituendo centralità alla persona nella sua globalità, quale insieme di “corpo, cuore e mente” (Di Chio, 2024). L’elaborato analizza i principali riferimenti teorici dell’approccio narrativo-metaforico alle scienze, focalizzandosi sulla teoria educativa della comprensione multipla elaborata da K. Egan, sul ruolo della metafora nei processi conoscitivi e sul contributo delle prospettive embodied. Su queste premesse è stata realizzata un’Unità di Apprendimento sull’apparato riproduttore in una classe V primaria dal profilo multiculturale e con la presenza di alunni con Bisogni Educativi Speciali. Il percorso è iniziato dalle domande spontanee dei bambini e si è sviluppato attraverso la narrazione della storia di L. Spallanzani e dei suoi studi sulla fecondazione animale. In particolare, è stato presentato l’esperimento condotto sugli anfibi, nel quale lo scienziato ideò un ingegnoso dispositivo sperimentale (mutande!) per dimostrare il ruolo del liquido seminale nel processo di fecondazione. La narrazione ha costituito il “gancio” generativo per la costruzione di un piano sperimentale che ha previsto la raccolta di uova provenienti da due diverse fonti (supermercato e fattoria), l’osservazione dello sviluppo embrionale attraverso un ovoscopio, l’utilizzo di un’incubatrice per garantire condizioni ambientali controllate e la registrazione sistematica delle osservazioni. L’esperienza laboratoriale è culminata con la nascita di due pulcini e l’analisi delle uova rimaste chiuse, per verificarne l’eventuale fecondazione. L’analogia con lo sviluppo dei pulcini ha infine consentito di affrontare il tema della riproduzione umana, approfondendo l’anatomia dell’apparato riproduttivo maschile e femminile fino al processo biologico della fecondazione. L’analisi delle conversazioni in classe e dei dati raccolti attraverso gli strumenti di valutazione evidenziano come l’intero gruppo classe abbia beneficiato dal percorso raggiungendo gli obiettivi preposti, suggerendo come l’approccio narrativo-metaforico possa costituire una strategia didattica efficace e inclusiva per l’insegnamento delle scienze nella scuola primaria.
2024
Piccoli Scienziati
Narrazione
Metafora
Embodiment
Educazione sessuale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6423