Oggigiorno, la sempre più rapida diffusione di “fake news” o bufale attraverso Internet e i social media, ha causato un aumento della disinformazione in ambito sanitario, in particolare sui vaccini, generando così misconcezioni difficili da eradicare anche nei giovani. Questo fenomeno rappresenta una minaccia per la salute globale, rendendo necessario intervenire precocemente per arginare il problema. Per rispondere a questa sfida, è stato implementato un percorso didattico della durata di 15 ore in una classe prima di una scuola secondaria di primo grado. Il lavoro si è articolato in lezioni teoriche, laboratori didattici per smascherare notizie false, tramite l’uso di una griglia pratica di valutazione e attività di cooperative learning. Gli studenti, infine, sono stati chiamati a realizzare prodotti divulgativi destinati a un’attività di peer-education rivolta a bambini delle classi quinte della scuola primaria, per favorire le loro competenze comunicative. Il progetto ha registrato buoni risultati: gli studenti hanno colmato le loro lacune scientifiche e hanno interiorizzato il valore sociale dell’immunità di gregge. Dal punto di vista dello sviluppo del pensiero critico, è aumentata la diffidenza verso le fonti digitali informali e, in particolar modo, verso quelle familiari, consolidando invece fiducia verso medici e scienziati. Questi risultati sono in linea con quelli di La Torre et al e Sansone et al, i quali confermano che gli interventi didattici strutturati di natura laboratoriale migliorano le conoscenze sulla vaccinazione. Tuttavia, in accordo con lo studio effettuato da Orosz et al, per garantire la durabilità a lungo termine di queste competenze critiche e decisionali sarebbero necessari continui richiami nel tempo.
Dalla comprensione del meccanismo biologico all'analisi critica delle fake news: un percorso didattico sulla vaccinazione ed il contrasto alla disinformazione in una scuola secondaria di primo grado.
CENCI, SOFIA
2025/2026
Abstract
Oggigiorno, la sempre più rapida diffusione di “fake news” o bufale attraverso Internet e i social media, ha causato un aumento della disinformazione in ambito sanitario, in particolare sui vaccini, generando così misconcezioni difficili da eradicare anche nei giovani. Questo fenomeno rappresenta una minaccia per la salute globale, rendendo necessario intervenire precocemente per arginare il problema. Per rispondere a questa sfida, è stato implementato un percorso didattico della durata di 15 ore in una classe prima di una scuola secondaria di primo grado. Il lavoro si è articolato in lezioni teoriche, laboratori didattici per smascherare notizie false, tramite l’uso di una griglia pratica di valutazione e attività di cooperative learning. Gli studenti, infine, sono stati chiamati a realizzare prodotti divulgativi destinati a un’attività di peer-education rivolta a bambini delle classi quinte della scuola primaria, per favorire le loro competenze comunicative. Il progetto ha registrato buoni risultati: gli studenti hanno colmato le loro lacune scientifiche e hanno interiorizzato il valore sociale dell’immunità di gregge. Dal punto di vista dello sviluppo del pensiero critico, è aumentata la diffidenza verso le fonti digitali informali e, in particolar modo, verso quelle familiari, consolidando invece fiducia verso medici e scienziati. Questi risultati sono in linea con quelli di La Torre et al e Sansone et al, i quali confermano che gli interventi didattici strutturati di natura laboratoriale migliorano le conoscenze sulla vaccinazione. Tuttavia, in accordo con lo studio effettuato da Orosz et al, per garantire la durabilità a lungo termine di queste competenze critiche e decisionali sarebbero necessari continui richiami nel tempo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6501