Il corpo umano rappresenta per il bambino della scuola dell’infanzia il primo e più immediato oggetto di indagine scientifica. È attraverso il corpo che il bambino abita il mondo, entra in relazione con gli altri e costruisce progressivamente la propria identità. Tuttavia, se l’esperienza esterna del sé è quotidiana e tangibile, la comprensione di ciò che avviene "sotto la pelle" costituisce una delle sfide cognitive più affascinanti e complesse della prima infanzia. Il presente lavoro di tesi, dal titolo “Esplorare il corpo umano: progettazione di percorsi didattici museali per la scuola dell’infanzia”, nasce dall'intento di trasformare questa curiosità naturale in un percorso di scoperta strutturato, individuando nel museo scientifico il catalizzatore ideale per un apprendimento significativo. Il ruolo del Sistema dei Musei e Orto Botanico dell'Università di Modena e Reggio Emilia diventa fondamentale: in un'epoca dominata dal virtuale, il museo fisico riafferma la sua importanza come ambiente di apprendimento "incarnato" (embodied learning). Il museo smette di essere un luogo di conservazione statica o un tempio del sapere per soli adulti e diventa uno spazio dinamico, un "terzo educatore" che dialoga con la scuola. La sfida progettuale qui presentata consiste nel tradurre il rigore scientifico delle collezioni modenesi in un linguaggio accessibile, ludico e multisensoriale, capace di stimolare nei bambini non solo il sapere, ma il "saper guardare". Il primo capitolo delinea il quadro teorico dell’educazione scientifica nella prima infanzia. Si analizza come il concetto di schema corporeo si evolva in immagine corporea e come l’approccio ludico-esperienziale sia la chiave per sviluppare competenze motorie e cognitive integrate. Viene inoltre esplorato l'approccio didattico dell' Inquiry Based Science Education (IBSE) adattato ai bambini più piccoli. Il secondo capitolo descrive il contesto locale: il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata di Modena. Viene presentata la storia e il patrimonio della struttura, analizzando le potenzialità didattiche dei suoi reperti specifici (scheletri, preparati anatomici, modelli storici). Si riflette quindi sulla necessaria sinergia tra l'istituzione museale e le scuole per creare percorsi in grado di sviluppare una cittadinanza scientifica consapevole. Il terzo capitolo descrive la fase operativa e creativa: la progettazione di tre itinerari didattici originali focalizzati su tre nuclei fondamentali: lo scheletro (il sostegno), il cuore (il motore) e l’apparato digerente (l’energia). Vengono dettagliati gli obiettivi, le metodologie attive, i materiali e i tempi, prevedendo un ponte continuo tra l'esperienza in museo e la rielaborazione in sezione. In conclusione, la seguente tesi intende dimostrare che l’anatomia e la zoologia, se tradotte in un linguaggio vicino all'esperienza infantile e supportate da contesti d'eccellenza, possono diventare strumenti straordinari per educare al pensiero critico, al rispetto della vita e alla meraviglia verso la straordinaria macchina che è il corpo umano.
"Esplorare il corpo umano": progettazione di percorsi didattici museali per la scuola dell'infanzia
FREGNI, SARA
2025/2026
Abstract
Il corpo umano rappresenta per il bambino della scuola dell’infanzia il primo e più immediato oggetto di indagine scientifica. È attraverso il corpo che il bambino abita il mondo, entra in relazione con gli altri e costruisce progressivamente la propria identità. Tuttavia, se l’esperienza esterna del sé è quotidiana e tangibile, la comprensione di ciò che avviene "sotto la pelle" costituisce una delle sfide cognitive più affascinanti e complesse della prima infanzia. Il presente lavoro di tesi, dal titolo “Esplorare il corpo umano: progettazione di percorsi didattici museali per la scuola dell’infanzia”, nasce dall'intento di trasformare questa curiosità naturale in un percorso di scoperta strutturato, individuando nel museo scientifico il catalizzatore ideale per un apprendimento significativo. Il ruolo del Sistema dei Musei e Orto Botanico dell'Università di Modena e Reggio Emilia diventa fondamentale: in un'epoca dominata dal virtuale, il museo fisico riafferma la sua importanza come ambiente di apprendimento "incarnato" (embodied learning). Il museo smette di essere un luogo di conservazione statica o un tempio del sapere per soli adulti e diventa uno spazio dinamico, un "terzo educatore" che dialoga con la scuola. La sfida progettuale qui presentata consiste nel tradurre il rigore scientifico delle collezioni modenesi in un linguaggio accessibile, ludico e multisensoriale, capace di stimolare nei bambini non solo il sapere, ma il "saper guardare". Il primo capitolo delinea il quadro teorico dell’educazione scientifica nella prima infanzia. Si analizza come il concetto di schema corporeo si evolva in immagine corporea e come l’approccio ludico-esperienziale sia la chiave per sviluppare competenze motorie e cognitive integrate. Viene inoltre esplorato l'approccio didattico dell' Inquiry Based Science Education (IBSE) adattato ai bambini più piccoli. Il secondo capitolo descrive il contesto locale: il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata di Modena. Viene presentata la storia e il patrimonio della struttura, analizzando le potenzialità didattiche dei suoi reperti specifici (scheletri, preparati anatomici, modelli storici). Si riflette quindi sulla necessaria sinergia tra l'istituzione museale e le scuole per creare percorsi in grado di sviluppare una cittadinanza scientifica consapevole. Il terzo capitolo descrive la fase operativa e creativa: la progettazione di tre itinerari didattici originali focalizzati su tre nuclei fondamentali: lo scheletro (il sostegno), il cuore (il motore) e l’apparato digerente (l’energia). Vengono dettagliati gli obiettivi, le metodologie attive, i materiali e i tempi, prevedendo un ponte continuo tra l'esperienza in museo e la rielaborazione in sezione. In conclusione, la seguente tesi intende dimostrare che l’anatomia e la zoologia, se tradotte in un linguaggio vicino all'esperienza infantile e supportate da contesti d'eccellenza, possono diventare strumenti straordinari per educare al pensiero critico, al rispetto della vita e alla meraviglia verso la straordinaria macchina che è il corpo umano.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6602