Il presente lavoro di tesi si articola in quattro capitoli concepiti come tappe di un percorso che procede dal generale al particolare: dalla letteratura per l'infanzia come genere, alla biografia di Roald Dahl, dalla sua carriera letteraria all'analisi del romanzo che ne rappresenta, a mio avviso, il vertice. Il primo capitolo, "Storia ed evoluzione della letteratura per l'infanzia", ripercorre le tappe fondamentali della nascita e dello sviluppo di un genere la cui storia si intreccia con quella del concetto stesso d'infanzia. Il percorso muove dalle origini nella tradizione orale della fiaba, con le raccolte di Perrault e dei fratelli Grimm, attraversa la nascita ottocentesca del romanzo per ragazzi (Collodi, Salgari, Carroll) e giunge al Novecento, mostrando come il genere si sia emancipato dalla funzione puramente didattica per affermarsi con dignità propria. Il significato formativo di questa letteratura viene esaminato attraverso le riflessioni di Nicola Barbieri sulle teorie pedagogiche e il contributo di Bruno Bettelheim sull'importanza della fiaba. Il capitolo costruisce il quadro di riferimento entro cui si colloca l'opera dahliana. Il secondo capitolo, "Le esperienze che formano un autore: la vita di Roald Dahl", ricostruisce la biografia dello scrittore dalle origini norvegesi alla morte a Gipsy House nel 1990. L'infanzia in Galles, la perdita precoce del padre e della sorella, gli anni nei collegi inglesi con le loro punizioni crudeli, il periodo in Africa presso la Shell, l'arruolamento nella Royal Air Force e l'incidente aereo nel deserto, il soggiorno diplomatico a Washington e l'incontro con Forrester, il matrimonio con Patricia, i cinque figli, i traumi familiari, il secondo matrimonio e l'impegno sociale: ciascuna esperienza ha lasciato una traccia riconoscibile nella produzione letteraria, evidenziata attraverso il confronto con le fonti biografiche e critiche. Il terzo capitolo, "Roald Dahl nel mondo della letteratura per l'infanzia", segue la carriera dell'autore, dagli esordi come narratore per adulti sulle riviste americane fino alla consacrazione internazionale. Si parte dai racconti bellici pubblicati dal 1942, attraverso le raccolte "Someone Like You" e "Kiss Kiss" che lo imposero come maestro del racconto breve, fino alla svolta verso la letteratura per l'infanzia, maturata negli anni Cinquanta dalle storie raccontate ai figli. Vengono analizzati i romanzi principali, da "James and the Giant Peach" a "Charlie and the Chocolate Factory", da "Danny the Champion of the World" al "BFG" e "The Witches". Ampio spazio è dedicato alla collaborazione con l'illustratore Quentin Blake e alle trasposizioni cinematografiche. Il quarto capitolo, "Matilda: i temi pedagogici fondamentali del romanzo", costituisce il cuore della tesi. L'analisi del romanzo del 1988 muove dalla ricostruzione della trama per concentrarsi sulla protagonista nelle sue dimensioni di intelligenza, autonomia e resilienza. Il rapporto disfunzionale con i Dalverme è letto come rappresentazione dell'inadeguatezza e dell'indifferenza genitoriale. Due paragrafi sono dedicati ai modelli educativi contrapposti della Dolcemiele e della Spezzindue, e all'analisi di autorità e disciplina, con attenzione alle punizioni della direttrice e alla loro inefficacia pedagogica, messa in relazione con l'esperienza autobiografica di Dahl. Il cibo è esaminato come sistema simbolico delle relazioni affettive, la lettura come strumento di emancipazione, la magia come metafora della forza interiore del bambino. Il capitolo si chiude con l'analisi del film del 1996 di Danny De Vito.

“I libri le aprivano mondi nuovi e le facevano conoscere persone straordinarie che vivevano una vita piena di avventure” Roald Dahl: dalla vita dell’autore ai temi pedagogici nel romanzo "Matilda"

MESINI, LUCIA
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro di tesi si articola in quattro capitoli concepiti come tappe di un percorso che procede dal generale al particolare: dalla letteratura per l'infanzia come genere, alla biografia di Roald Dahl, dalla sua carriera letteraria all'analisi del romanzo che ne rappresenta, a mio avviso, il vertice. Il primo capitolo, "Storia ed evoluzione della letteratura per l'infanzia", ripercorre le tappe fondamentali della nascita e dello sviluppo di un genere la cui storia si intreccia con quella del concetto stesso d'infanzia. Il percorso muove dalle origini nella tradizione orale della fiaba, con le raccolte di Perrault e dei fratelli Grimm, attraversa la nascita ottocentesca del romanzo per ragazzi (Collodi, Salgari, Carroll) e giunge al Novecento, mostrando come il genere si sia emancipato dalla funzione puramente didattica per affermarsi con dignità propria. Il significato formativo di questa letteratura viene esaminato attraverso le riflessioni di Nicola Barbieri sulle teorie pedagogiche e il contributo di Bruno Bettelheim sull'importanza della fiaba. Il capitolo costruisce il quadro di riferimento entro cui si colloca l'opera dahliana. Il secondo capitolo, "Le esperienze che formano un autore: la vita di Roald Dahl", ricostruisce la biografia dello scrittore dalle origini norvegesi alla morte a Gipsy House nel 1990. L'infanzia in Galles, la perdita precoce del padre e della sorella, gli anni nei collegi inglesi con le loro punizioni crudeli, il periodo in Africa presso la Shell, l'arruolamento nella Royal Air Force e l'incidente aereo nel deserto, il soggiorno diplomatico a Washington e l'incontro con Forrester, il matrimonio con Patricia, i cinque figli, i traumi familiari, il secondo matrimonio e l'impegno sociale: ciascuna esperienza ha lasciato una traccia riconoscibile nella produzione letteraria, evidenziata attraverso il confronto con le fonti biografiche e critiche. Il terzo capitolo, "Roald Dahl nel mondo della letteratura per l'infanzia", segue la carriera dell'autore, dagli esordi come narratore per adulti sulle riviste americane fino alla consacrazione internazionale. Si parte dai racconti bellici pubblicati dal 1942, attraverso le raccolte "Someone Like You" e "Kiss Kiss" che lo imposero come maestro del racconto breve, fino alla svolta verso la letteratura per l'infanzia, maturata negli anni Cinquanta dalle storie raccontate ai figli. Vengono analizzati i romanzi principali, da "James and the Giant Peach" a "Charlie and the Chocolate Factory", da "Danny the Champion of the World" al "BFG" e "The Witches". Ampio spazio è dedicato alla collaborazione con l'illustratore Quentin Blake e alle trasposizioni cinematografiche. Il quarto capitolo, "Matilda: i temi pedagogici fondamentali del romanzo", costituisce il cuore della tesi. L'analisi del romanzo del 1988 muove dalla ricostruzione della trama per concentrarsi sulla protagonista nelle sue dimensioni di intelligenza, autonomia e resilienza. Il rapporto disfunzionale con i Dalverme è letto come rappresentazione dell'inadeguatezza e dell'indifferenza genitoriale. Due paragrafi sono dedicati ai modelli educativi contrapposti della Dolcemiele e della Spezzindue, e all'analisi di autorità e disciplina, con attenzione alle punizioni della direttrice e alla loro inefficacia pedagogica, messa in relazione con l'esperienza autobiografica di Dahl. Il cibo è esaminato come sistema simbolico delle relazioni affettive, la lettura come strumento di emancipazione, la magia come metafora della forza interiore del bambino. Il capitolo si chiude con l'analisi del film del 1996 di Danny De Vito.
2025
Roald Dahl
Letteratura infanzia
Matilda
Pedagogia
Lettura
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Mesini.Lucia.pdf

Accesso riservato

Dimensione 1.53 MB
Formato Adobe PDF
1.53 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6606