La presente ricerca si inserisce in un percorso di studio continuativo sulla comprensione del testo e sullo sviluppo delle competenze inferenziali nei bambini della scuola dell'infanzia, proseguendo il lavoro avviato da Giulia Benetti nell'anno scolastico 2024/2025. Il quadro teorico di riferimento muove dalla distinzione tra decodifica e comprensione linguistica — centrale nel modello Simple View of Reading (Hoover & Gough, 1990) — e dalla prospettiva, ampiamente documentata in letteratura, che la comprensione del testo sia una competenza allenabile fin dalla prima infanzia attraverso pratiche di lettura condivisa e domande inferenziali mirate (Oakhill, Cain & Elbro, 2015; Levorato, 2000; Bertolini 2012). La sperimentazione, condotta nell'anno scolastico 2025/2026 con un campione di 12 bambini — 6 dell'ultimo anno di scuola dell'infanzia e 6 della classe prima della scuola primaria — ha adottato un disegno pre-post a gruppo singolo. Come strumento di misurazione quantitativa è stato utilizzato il Test di comprensione del testo orale (TOR, forma B; Levorato & Roch, 2007), somministrato prima e dopo un percorso di 12 incontri con testi visivi — silent book e albi illustrati utilizzati come silent book — accompagnati da domande inferenziali elaborate per ciascun testo. I 12 testi visivi sono stati selezionati in parte autonomamente, privilegiando storie costruite su meccanismi di rovesciamento delle aspettative, e in parte dalla sperimentazione precedente di Benetti, garantendo la comparabilità dei risultati tra le due ricerche. L'analisi qualitativa si è avvalsa della trascrizione integrale delle registrazioni audio degli incontri, dalla quale sono stati ricavati due indici sintetici per ciascun testo: l'indice di coinvolgimento e l'indice di attivazione inferenziale. I risultati mostrano un miglioramento diffuso nelle competenze di comprensione del testo orale in entrambi i gruppi. Nel gruppo della scuola dell'infanzia, il totale degli errori TOR si riduce del 35,3% sul primo brano e del 41,2% sul secondo, con una riduzione particolarmente significativa degli errori di tipo inferenziale. Nel gruppo della scuola primaria, il miglioramento è più marcato sul primo brano (-65,2%), mentre sul secondo — narrativamente più complesso — risulta più contenuto (-32,3%), con una riduzione prevalente degli errori testuali e una maggiore persistenza di quelli inferenziali. Il confronto tra i due gruppi evidenzia come le competenze inferenziali continuino a richiedere un sostegno didattico intenzionale anche dopo il passaggio alla scuola primaria, confermando la prospettiva di continuità educativa tra i due ordini scolastici che costituisce uno dei fondamenti teorici della ricerca. I dati qualitativi raccolti durante gli incontri documentano la vivacità dei processi inferenziali attivati dai testi visivi in entrambe le fasce d'età: i bambini attingono continuamente al proprio bagaglio di esperienze personali per dare senso alle sequenze narrative, producono inferenze spontanee prima ancora che le domande dell'adulto le sollecitino, e costruiscono collaborativamente il significato attraverso il confronto tra interpretazioni diverse. Il silent book si conferma uno strumento didattico accessibile e inferenzialmente ricco, capace di promuovere competenze di comprensione profonda in entrambi i contesti scolastici e di costituire un naturale punto di raccordo tra la scuola dell'infanzia e la scuola primaria.

LA COMPRENSIONE DEL TESTO NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA. Validazione di testi visivi e domande inferenziali verso la creazione di una guida per insegnanti.

REHO, SIMONA
2025/2026

Abstract

La presente ricerca si inserisce in un percorso di studio continuativo sulla comprensione del testo e sullo sviluppo delle competenze inferenziali nei bambini della scuola dell'infanzia, proseguendo il lavoro avviato da Giulia Benetti nell'anno scolastico 2024/2025. Il quadro teorico di riferimento muove dalla distinzione tra decodifica e comprensione linguistica — centrale nel modello Simple View of Reading (Hoover & Gough, 1990) — e dalla prospettiva, ampiamente documentata in letteratura, che la comprensione del testo sia una competenza allenabile fin dalla prima infanzia attraverso pratiche di lettura condivisa e domande inferenziali mirate (Oakhill, Cain & Elbro, 2015; Levorato, 2000; Bertolini 2012). La sperimentazione, condotta nell'anno scolastico 2025/2026 con un campione di 12 bambini — 6 dell'ultimo anno di scuola dell'infanzia e 6 della classe prima della scuola primaria — ha adottato un disegno pre-post a gruppo singolo. Come strumento di misurazione quantitativa è stato utilizzato il Test di comprensione del testo orale (TOR, forma B; Levorato & Roch, 2007), somministrato prima e dopo un percorso di 12 incontri con testi visivi — silent book e albi illustrati utilizzati come silent book — accompagnati da domande inferenziali elaborate per ciascun testo. I 12 testi visivi sono stati selezionati in parte autonomamente, privilegiando storie costruite su meccanismi di rovesciamento delle aspettative, e in parte dalla sperimentazione precedente di Benetti, garantendo la comparabilità dei risultati tra le due ricerche. L'analisi qualitativa si è avvalsa della trascrizione integrale delle registrazioni audio degli incontri, dalla quale sono stati ricavati due indici sintetici per ciascun testo: l'indice di coinvolgimento e l'indice di attivazione inferenziale. I risultati mostrano un miglioramento diffuso nelle competenze di comprensione del testo orale in entrambi i gruppi. Nel gruppo della scuola dell'infanzia, il totale degli errori TOR si riduce del 35,3% sul primo brano e del 41,2% sul secondo, con una riduzione particolarmente significativa degli errori di tipo inferenziale. Nel gruppo della scuola primaria, il miglioramento è più marcato sul primo brano (-65,2%), mentre sul secondo — narrativamente più complesso — risulta più contenuto (-32,3%), con una riduzione prevalente degli errori testuali e una maggiore persistenza di quelli inferenziali. Il confronto tra i due gruppi evidenzia come le competenze inferenziali continuino a richiedere un sostegno didattico intenzionale anche dopo il passaggio alla scuola primaria, confermando la prospettiva di continuità educativa tra i due ordini scolastici che costituisce uno dei fondamenti teorici della ricerca. I dati qualitativi raccolti durante gli incontri documentano la vivacità dei processi inferenziali attivati dai testi visivi in entrambe le fasce d'età: i bambini attingono continuamente al proprio bagaglio di esperienze personali per dare senso alle sequenze narrative, producono inferenze spontanee prima ancora che le domande dell'adulto le sollecitino, e costruiscono collaborativamente il significato attraverso il confronto tra interpretazioni diverse. Il silent book si conferma uno strumento didattico accessibile e inferenzialmente ricco, capace di promuovere competenze di comprensione profonda in entrambi i contesti scolastici e di costituire un naturale punto di raccordo tra la scuola dell'infanzia e la scuola primaria.
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