Il presente lavoro nasce dal desiderio di indagare in che modo la lettura ad alta voce possa configurarsi come una pratica educativa inclusiva, capace di sostenere la partecipazione di tutti gli alunni anche in contesti scolastici attraversati dalla presenza di condizioni complesse, come le malattie rare. In questa prospettiva, l’elaborato ha l’obiettivo di approfondire il tema integrando il punto di vista teorico e normativo con quello didattico. Per quanto attiene l’inquadramento teorico, il lavoro offre un approfondimento sul tema delle malattie rare dal punto di vista clinico, normativo e pedagogico. A seguire, vengono ripercorsi i contributi della letteratura teorica ed empirica in merito ai benefici cognitivi, linguistici, emotivi e relazionali della lettura ad alta voce, insieme alle evidenze neuroscientifiche che ne supportano l'efficacia ed alle buone pratiche che ne caratterizzano un utilizzo consapevole. L’elaborato approfondisce inoltre la dimensione inclusiva della lettura ad alta voce, con particolare attenzione all'accessibilità e alle strategie di adattamento nei contesti di disabilità complessa, per proseguire con il tema della qualità della relazione educativa come fondamento dei processi inclusivi. Dal punto di vista didattico, lo studio si concentra sulla lettura ad alta voce come possibile strategia educativa capace di promuovere partecipazione, relazione e inclusione all’interno del gruppo classe. Alla luce delle premesse teoriche e metodologiche è stata progettata, realizzata e monitorata una proposta didattica di lettura ad alta voce in una classe quarta di una scuola primaria nel quale è presente un bambino affetto da una malattia genetica rara con grave compromissione motoria e assenza di linguaggio verbale. Lo studio esplorativo è stato condotto tramite due modalità di lettura ad alta voce: quella effettuata dall'insegnante all'intero gruppo classe e la lettura realizzata dai compagni con il supporto di strumenti visivi a favore dell’alunno. L’ipotesi di ricerca ha considerato la possibilità che entrambe le modalità di lettura si configurassero come inclusive e capaci di sostenere l’attenzione; si è inoltre supposto che la modalità mediata dai pari potesse risultare maggiormente efficace nel favorire livelli più elevati di attenzione condivisa, partecipazione e coinvolgimento emotivo. L’osservazione sistematica, strumento di ricerca privilegiato in questo lavoro, ha mostrato segnali significativi di partecipazione e coinvolgimento anche in assenza di linguaggio verbale, come l’orientamento dello sguardo, le vocalizzazioni ed i movimenti corporei. La modalità di lettura che ha previsto l’intervento dei pari ha portato ad un maggiore coinvolgimento, rendendo più accessibile l'esperienza narrativa ed incrementando le occasioni di interazione, mentre la lettura a grande gruppo ha garantito a tutti la possibilità di partecipare con le proprie modalità ad un'esperienza condivisa, rafforzando il senso di appartenenza al contesto classe. Sulla base dei risultati ottenuti, emerge con chiarezza come la lettura ad alta voce possa costituire uno spazio educativo in cui la partecipazione può manifestarsi attraverso una pluralità di forme comunicative, spostando l'attenzione dalla prestazione alla possibilità di essere presenti e riconosciuti all'interno di un contesto condiviso, configurando la lettura ad alta voce non come strumento compensativo, ma come pratica orientata all’equità educativa.
Malattie rare e inclusione scolastica: il ruolo della lettura ad alta voce nei processi educativi.
SPANO, FRANCESCA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro nasce dal desiderio di indagare in che modo la lettura ad alta voce possa configurarsi come una pratica educativa inclusiva, capace di sostenere la partecipazione di tutti gli alunni anche in contesti scolastici attraversati dalla presenza di condizioni complesse, come le malattie rare. In questa prospettiva, l’elaborato ha l’obiettivo di approfondire il tema integrando il punto di vista teorico e normativo con quello didattico. Per quanto attiene l’inquadramento teorico, il lavoro offre un approfondimento sul tema delle malattie rare dal punto di vista clinico, normativo e pedagogico. A seguire, vengono ripercorsi i contributi della letteratura teorica ed empirica in merito ai benefici cognitivi, linguistici, emotivi e relazionali della lettura ad alta voce, insieme alle evidenze neuroscientifiche che ne supportano l'efficacia ed alle buone pratiche che ne caratterizzano un utilizzo consapevole. L’elaborato approfondisce inoltre la dimensione inclusiva della lettura ad alta voce, con particolare attenzione all'accessibilità e alle strategie di adattamento nei contesti di disabilità complessa, per proseguire con il tema della qualità della relazione educativa come fondamento dei processi inclusivi. Dal punto di vista didattico, lo studio si concentra sulla lettura ad alta voce come possibile strategia educativa capace di promuovere partecipazione, relazione e inclusione all’interno del gruppo classe. Alla luce delle premesse teoriche e metodologiche è stata progettata, realizzata e monitorata una proposta didattica di lettura ad alta voce in una classe quarta di una scuola primaria nel quale è presente un bambino affetto da una malattia genetica rara con grave compromissione motoria e assenza di linguaggio verbale. Lo studio esplorativo è stato condotto tramite due modalità di lettura ad alta voce: quella effettuata dall'insegnante all'intero gruppo classe e la lettura realizzata dai compagni con il supporto di strumenti visivi a favore dell’alunno. L’ipotesi di ricerca ha considerato la possibilità che entrambe le modalità di lettura si configurassero come inclusive e capaci di sostenere l’attenzione; si è inoltre supposto che la modalità mediata dai pari potesse risultare maggiormente efficace nel favorire livelli più elevati di attenzione condivisa, partecipazione e coinvolgimento emotivo. L’osservazione sistematica, strumento di ricerca privilegiato in questo lavoro, ha mostrato segnali significativi di partecipazione e coinvolgimento anche in assenza di linguaggio verbale, come l’orientamento dello sguardo, le vocalizzazioni ed i movimenti corporei. La modalità di lettura che ha previsto l’intervento dei pari ha portato ad un maggiore coinvolgimento, rendendo più accessibile l'esperienza narrativa ed incrementando le occasioni di interazione, mentre la lettura a grande gruppo ha garantito a tutti la possibilità di partecipare con le proprie modalità ad un'esperienza condivisa, rafforzando il senso di appartenenza al contesto classe. Sulla base dei risultati ottenuti, emerge con chiarezza come la lettura ad alta voce possa costituire uno spazio educativo in cui la partecipazione può manifestarsi attraverso una pluralità di forme comunicative, spostando l'attenzione dalla prestazione alla possibilità di essere presenti e riconosciuti all'interno di un contesto condiviso, configurando la lettura ad alta voce non come strumento compensativo, ma come pratica orientata all’equità educativa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6621