La presente tesi si inserisce nel quadro degli studi sulle Life Skills e sull’educazione affettiva. In questo ambito, la Lettura ad Alta Voce (LAV) è ampiamente riconosciuta dalla letteratura scientifica come una vera e propria "palestra" per lo sviluppo delle competenze trasversali, in particolare per il potenziamento dell'empatia, dell'ascolto e della comprensione dell'alterità. A partire da queste premesse, il lavoro nasce dall’osservazione sul campo di una classe terza numerosa ed eterogenea, nella quale, accanto a un clima generalmente accogliente, emergono frequenti difficoltà relazionali legate al rispetto dei turni di parola, alla gestione del disaccordo e alle tensioni spontanee tra pari. In tale scenario, la pratica della lettura si configura come un mediatore educativo e uno spazio protetto, capace di offrire un terreno simbolico condiviso entro cui riconoscere le emozioni, interpretare i conflitti e co-costruire strategie comunicative più consapevoli. L'obiettivo generale dello studio consiste dunque nell'indagare il valore della lettura ad alta voce nella promozione delle Life Skills nella gestione educativa del conflitto. Più nello specifico, l'intervento mira ad ampliare il lessico emotivo degli alunni, sviluppare l'ascolto e la partecipazione dialogica, favorire l'accoglienza del punto di vista altrui e promuovere strategie condivise di mediazione, cooperazione e rielaborazione metacognitiva. Per rispondere alla domanda di ricerca, che interroga l'effettivo impatto di un percorso narrativo integrato da metodologie collaborative nell'evoluzione delle competenze utili alla gestione del disaccordo all'interno del gruppo classe, si ipotizza che un itinerario strutturato e guidato favorisca il passaggio da reazioni impulsive a condotte relazionali più attente e mediate. Adottando un approccio di tipo qualitativo, l'elaborato si articola in quattro capitoli, muovendo dalla definizione della cornice teorico-normativa fino all'approfondimento delle mediazioni didattiche utilizzate, per poi presentare l'intervento sul campo e la successiva analisi dell'esperienza. L'intervento didattico si è sviluppato in dieci incontri focalizzati sulla lettura condivisa di tre estratti narrativi tratti dal libro “Giò denti di ferro” di Janna Carioli. Attraverso l'attivazione di discussioni guidate, Circle Time, Role Playing e mediatori simbolici, la classe è stata accompagnata lungo una progressione articolata in tre macro-fasi: il riconoscimento del conflitto, l'accoglienza del punto di vista dell'altro e la costruzione di strategie comuni. I dati, rilevati mediante breve questionario ad hoc somministrato in entrata e in uscita, osservazioni sistematiche condotte dal docente, documentazione dei prodotti dei bambini e dei diari di bordo compilati al termine di ogni attività, descrivono le forme che assumono nel corso dell’intervento le competenze relazionali e comunicative, la consapevolezza emotiva e la strutturazione collettiva di strumenti d'azione condivisi. Pur risentendo dei limiti intrinseci alla natura situata e circoscritta dell'esperienza, l’indagine conferma il valore del gruppo dei pari come possibile risorsa fondamentale per l'apprendimento ed evidenzia le potenzialità che il dispositivo narrativo può avere per l'esercizio della convivenza democratica nella scuola primaria.
“Giò denti di ferro”: un progetto di lettura ad alta voce alla Scuola Primaria per educare alla gestione del conflitto
VENEZIANO, MARIASTELLA
2025/2026
Abstract
La presente tesi si inserisce nel quadro degli studi sulle Life Skills e sull’educazione affettiva. In questo ambito, la Lettura ad Alta Voce (LAV) è ampiamente riconosciuta dalla letteratura scientifica come una vera e propria "palestra" per lo sviluppo delle competenze trasversali, in particolare per il potenziamento dell'empatia, dell'ascolto e della comprensione dell'alterità. A partire da queste premesse, il lavoro nasce dall’osservazione sul campo di una classe terza numerosa ed eterogenea, nella quale, accanto a un clima generalmente accogliente, emergono frequenti difficoltà relazionali legate al rispetto dei turni di parola, alla gestione del disaccordo e alle tensioni spontanee tra pari. In tale scenario, la pratica della lettura si configura come un mediatore educativo e uno spazio protetto, capace di offrire un terreno simbolico condiviso entro cui riconoscere le emozioni, interpretare i conflitti e co-costruire strategie comunicative più consapevoli. L'obiettivo generale dello studio consiste dunque nell'indagare il valore della lettura ad alta voce nella promozione delle Life Skills nella gestione educativa del conflitto. Più nello specifico, l'intervento mira ad ampliare il lessico emotivo degli alunni, sviluppare l'ascolto e la partecipazione dialogica, favorire l'accoglienza del punto di vista altrui e promuovere strategie condivise di mediazione, cooperazione e rielaborazione metacognitiva. Per rispondere alla domanda di ricerca, che interroga l'effettivo impatto di un percorso narrativo integrato da metodologie collaborative nell'evoluzione delle competenze utili alla gestione del disaccordo all'interno del gruppo classe, si ipotizza che un itinerario strutturato e guidato favorisca il passaggio da reazioni impulsive a condotte relazionali più attente e mediate. Adottando un approccio di tipo qualitativo, l'elaborato si articola in quattro capitoli, muovendo dalla definizione della cornice teorico-normativa fino all'approfondimento delle mediazioni didattiche utilizzate, per poi presentare l'intervento sul campo e la successiva analisi dell'esperienza. L'intervento didattico si è sviluppato in dieci incontri focalizzati sulla lettura condivisa di tre estratti narrativi tratti dal libro “Giò denti di ferro” di Janna Carioli. Attraverso l'attivazione di discussioni guidate, Circle Time, Role Playing e mediatori simbolici, la classe è stata accompagnata lungo una progressione articolata in tre macro-fasi: il riconoscimento del conflitto, l'accoglienza del punto di vista dell'altro e la costruzione di strategie comuni. I dati, rilevati mediante breve questionario ad hoc somministrato in entrata e in uscita, osservazioni sistematiche condotte dal docente, documentazione dei prodotti dei bambini e dei diari di bordo compilati al termine di ogni attività, descrivono le forme che assumono nel corso dell’intervento le competenze relazionali e comunicative, la consapevolezza emotiva e la strutturazione collettiva di strumenti d'azione condivisi. Pur risentendo dei limiti intrinseci alla natura situata e circoscritta dell'esperienza, l’indagine conferma il valore del gruppo dei pari come possibile risorsa fondamentale per l'apprendimento ed evidenzia le potenzialità che il dispositivo narrativo può avere per l'esercizio della convivenza democratica nella scuola primaria.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Veneziano.Mariastella.pdfa.pdf
Accesso riservato
Dimensione
2.72 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.72 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/6622