L’osteonecrosi delle ossa mascellari, o ONJ, rappresenta una condizione patologica severa caratterizzata dalla persistenza di tessuto osseo necrotico nel distretto maxillo-facciale. Quando tale lesione si sviluppa in pazienti esposti a farmaci anti-riassorbitivi o antiangiogenici, viene definita medication-related osteonecrosis of the jaw, o MRONJ. Sebbene la patogenesi della MRONJ sia multifattoriale, la soppressione del turnover osseo e della funzione osteoclastica rappresenta un elemento biologico rilevante, poiché può compromettere la rimozione dell’osso danneggiato o necrotico e ostacolare i processi riparativi locali. In questo contesto, la modulazione controllata dell’osteoclastogenesi nel sito della lesione potrebbe rappresentare una strategia sperimentale di interesse per favorire il ripristino locale del rimodellamento osseo. Il presente lavoro di tesi ha valutato gli effetti del litio sul differenziamento osteoclastico in modelli cellulari umani di derivazione monocito-macrofagica. Il razionale dello studio deriva dalla capacità del litio di modulare vie intracellulari coinvolte nel differenziamento cellulare, tra cui la via GSK-3β/NFATc1, già implicata nella regolazione dell’osteoclastogenesi RANKL-dipendente. Le cellule sono state trattate con cloruro di litio e confrontate con cellule di controllo e con trattamenti a base di cloruro di magnesio e cloruro di calcio. Gli effetti dei trattamenti sono stati valutati mediante analisi dell’espressione genica di marcatori osteoclastici e monocito-macrofagici, analisi immunofenotipica, colorazione citochimica per TRAP e osservazione morfologica. L’analisi mediante qRT-PCR ha evidenziato che il litio induce una modulazione selettiva dei marcatori osteoclastici. In particolare, il trattamento con LiCl ha determinato un aumento significativo dell’espressione di CTSK e MMP9, insieme ad un incremento di ACP5, mentre NFATC1 e DCST1 sono risultati solo lievemente aumentati e non significativamente modulati. Parallelamente, l’analisi dei marcatori monocito-macrofagici ha mostrato una marcata riduzione di CD14 e un aumento significativo di CD163, suggerendo che il litio possa orientare le cellule verso un profilo fenotipico specifico. La riduzione di CD14 è stata confermata anche mediante analisi immunofenotipica. Inoltre, la colorazione TRAP ha mostrato un aumento delle cellule TRAP-positive nei campioni trattati con LiCl rispetto al controllo, mentre l’osservazione morfologica ha evidenziato modificazioni compatibili con un maggiore grado di differenziamento. Nel complesso, i risultati indicano che il litio non agisce come induttore globale e coordinato dell’osteoclastogenesi, ma come modulatore selettivo di alcuni aspetti del fenotipo osteoclastico e monocito-macrofagico. L’assenza di una significativa induzione di marcatori regolatori centrali, come NFATC1 e DCST1, suggerisce che il trattamento non determini una piena maturazione osteoclastica nelle condizioni sperimentali analizzate. Tuttavia, l’aumento di marcatori funzionali, della positività TRAP e le modificazioni morfologiche osservate supportano l’interesse sperimentale del litio come composto da approfondire in future strategie topiche volte alla modulazione controllata del rimodellamento osseo locale nelle lesioni da MRONJ. Ulteriori studi saranno necessari per chiarire i meccanismi molecolari coinvolti e verificare la reale capacità funzionale delle cellule trattate.
Analisi degli effetti determinati dal cloruro di litio sul differenziamento osteoclastico
CASELLI, LORENZO
2025/2026
Abstract
L’osteonecrosi delle ossa mascellari, o ONJ, rappresenta una condizione patologica severa caratterizzata dalla persistenza di tessuto osseo necrotico nel distretto maxillo-facciale. Quando tale lesione si sviluppa in pazienti esposti a farmaci anti-riassorbitivi o antiangiogenici, viene definita medication-related osteonecrosis of the jaw, o MRONJ. Sebbene la patogenesi della MRONJ sia multifattoriale, la soppressione del turnover osseo e della funzione osteoclastica rappresenta un elemento biologico rilevante, poiché può compromettere la rimozione dell’osso danneggiato o necrotico e ostacolare i processi riparativi locali. In questo contesto, la modulazione controllata dell’osteoclastogenesi nel sito della lesione potrebbe rappresentare una strategia sperimentale di interesse per favorire il ripristino locale del rimodellamento osseo. Il presente lavoro di tesi ha valutato gli effetti del litio sul differenziamento osteoclastico in modelli cellulari umani di derivazione monocito-macrofagica. Il razionale dello studio deriva dalla capacità del litio di modulare vie intracellulari coinvolte nel differenziamento cellulare, tra cui la via GSK-3β/NFATc1, già implicata nella regolazione dell’osteoclastogenesi RANKL-dipendente. Le cellule sono state trattate con cloruro di litio e confrontate con cellule di controllo e con trattamenti a base di cloruro di magnesio e cloruro di calcio. Gli effetti dei trattamenti sono stati valutati mediante analisi dell’espressione genica di marcatori osteoclastici e monocito-macrofagici, analisi immunofenotipica, colorazione citochimica per TRAP e osservazione morfologica. L’analisi mediante qRT-PCR ha evidenziato che il litio induce una modulazione selettiva dei marcatori osteoclastici. In particolare, il trattamento con LiCl ha determinato un aumento significativo dell’espressione di CTSK e MMP9, insieme ad un incremento di ACP5, mentre NFATC1 e DCST1 sono risultati solo lievemente aumentati e non significativamente modulati. Parallelamente, l’analisi dei marcatori monocito-macrofagici ha mostrato una marcata riduzione di CD14 e un aumento significativo di CD163, suggerendo che il litio possa orientare le cellule verso un profilo fenotipico specifico. La riduzione di CD14 è stata confermata anche mediante analisi immunofenotipica. Inoltre, la colorazione TRAP ha mostrato un aumento delle cellule TRAP-positive nei campioni trattati con LiCl rispetto al controllo, mentre l’osservazione morfologica ha evidenziato modificazioni compatibili con un maggiore grado di differenziamento. Nel complesso, i risultati indicano che il litio non agisce come induttore globale e coordinato dell’osteoclastogenesi, ma come modulatore selettivo di alcuni aspetti del fenotipo osteoclastico e monocito-macrofagico. L’assenza di una significativa induzione di marcatori regolatori centrali, come NFATC1 e DCST1, suggerisce che il trattamento non determini una piena maturazione osteoclastica nelle condizioni sperimentali analizzate. Tuttavia, l’aumento di marcatori funzionali, della positività TRAP e le modificazioni morfologiche osservate supportano l’interesse sperimentale del litio come composto da approfondire in future strategie topiche volte alla modulazione controllata del rimodellamento osseo locale nelle lesioni da MRONJ. Ulteriori studi saranno necessari per chiarire i meccanismi molecolari coinvolti e verificare la reale capacità funzionale delle cellule trattate.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6681