Background: Le patologie di confine sono caratterizzate dalla coesistenza di sintomi psichiatrici e deterioramento cognitivo; esse rappresentano una sfida nella pratica clinica geriatrica. La sovrapposizione tra manifestazioni neuropsichiatriche e disturbi neurocognitivi rende complessa la diagnosi differenziale, ritarda la definizione di un corretto percorso assistenziale e può ostacolare la pianificazione terapeutica e il follow-up. L’obiettivo dello studio è stato descrivere le caratteristiche cliniche dei pazienti afferenti all’ambulatorio di Psicogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara. Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico che ha incluso 111 pazienti valutati dal team di psicogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara tra il 2013 e il 2026 con patologia psichiatrica nota o sintomi psichiatrici meritevoli di approfondimento specialistico. Per ciascun paziente sono stati raccolti dati demografici, anamnestici, clinici e neuropsicologici, comprendenti diagnosi psichiatriche, valutazione cognitiva mediante Mini Mental State Examination (MMSE), sintomi neuropsichiatrici mediante Neuropsychiatric Inventory (NPI), sintomatologia depressiva mediante Geriatric Depression Scale (GDS), eventuali episodi di delirium, trattamenti psicofarmacologici e dati relativi alla presa in carico psicogeriatrica. Nei pazienti rivalutati sono state confrontate le scale cliniche tra prima valutazione (T0) e il follow-up a 3 mesi (T1). Risultati: L’età media del campione era 77,3 ± 7,4 anni; il 58,6% dei pazienti era di sesso femminile. La diagnosi psichiatrica più frequente era la depressione, presente nel 67,6% pazienti, seguita dai disturbi d’ansia/ossessivi compulsivi/fobici nel 25,2 %. Il 21,5% dei pazienti è stato preso in carico a seguito di tentativo di suicidio. Alla prima valutazione il deterioramento cognitivo, misurato con MMSE, risultava assente nel 28% dei pazienti, lieve nel 52%, moderato nel 18% e severo nel 2%. Al tempo T1 non si osservava una variazione significativa del MMSE, mentre si registrava una riduzione significativa della sintomatologia depressiva e dei disturbi neuropsichiatrici, con una diminuzione dei punteggi medi di GDS da 7,1 ± 4,2 a 5,2 ± 4,0 (p=0,004) e dei punteggi medi di NPI da 33,6 ± 19,4 a 20,1 ± 14,1 (p<0,001). Una quota rilevante di soggetti (21,6%) risultava persa al follow-up. Conclusioni: I pazienti affetti da patologie di confine rappresentano una popolazione particolarmente complessa, caratterizzata dalla frequente sovrapposizione tra sintomi psichiatrici, disturbi cognitivi e manifestazioni neuropsichiatriche. Il miglioramento di GDS e NPI nei pazienti rivalutati suggerisce una possibile evoluzione favorevole del quadro affettivo-comportamentale durante la presa in carico, pur in assenza di modificazioni significative del profilo cognitivo medio. L’elevata quota di pazienti persi al follow-up evidenzia le difficoltà nel garantire la continuità assistenziale di questa popolazione fragile. I risultati supportano la necessità di percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari e standardizzati per intercettare precocemente i quadri di sovrapposizione tra patologia psichiatrica e deterioramento cognitivo, orientare le decisioni terapeutiche e garantire un follow-up strutturato.

Caratteristiche cliniche dei pazienti affetti da patologia di confine: i dati dell’ambulatorio di psicogeriatria dell’ospedale di Baggiovara.

ABBATI, MARGHERITA
2025/2026

Abstract

Background: Le patologie di confine sono caratterizzate dalla coesistenza di sintomi psichiatrici e deterioramento cognitivo; esse rappresentano una sfida nella pratica clinica geriatrica. La sovrapposizione tra manifestazioni neuropsichiatriche e disturbi neurocognitivi rende complessa la diagnosi differenziale, ritarda la definizione di un corretto percorso assistenziale e può ostacolare la pianificazione terapeutica e il follow-up. L’obiettivo dello studio è stato descrivere le caratteristiche cliniche dei pazienti afferenti all’ambulatorio di Psicogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara. Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico che ha incluso 111 pazienti valutati dal team di psicogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara tra il 2013 e il 2026 con patologia psichiatrica nota o sintomi psichiatrici meritevoli di approfondimento specialistico. Per ciascun paziente sono stati raccolti dati demografici, anamnestici, clinici e neuropsicologici, comprendenti diagnosi psichiatriche, valutazione cognitiva mediante Mini Mental State Examination (MMSE), sintomi neuropsichiatrici mediante Neuropsychiatric Inventory (NPI), sintomatologia depressiva mediante Geriatric Depression Scale (GDS), eventuali episodi di delirium, trattamenti psicofarmacologici e dati relativi alla presa in carico psicogeriatrica. Nei pazienti rivalutati sono state confrontate le scale cliniche tra prima valutazione (T0) e il follow-up a 3 mesi (T1). Risultati: L’età media del campione era 77,3 ± 7,4 anni; il 58,6% dei pazienti era di sesso femminile. La diagnosi psichiatrica più frequente era la depressione, presente nel 67,6% pazienti, seguita dai disturbi d’ansia/ossessivi compulsivi/fobici nel 25,2 %. Il 21,5% dei pazienti è stato preso in carico a seguito di tentativo di suicidio. Alla prima valutazione il deterioramento cognitivo, misurato con MMSE, risultava assente nel 28% dei pazienti, lieve nel 52%, moderato nel 18% e severo nel 2%. Al tempo T1 non si osservava una variazione significativa del MMSE, mentre si registrava una riduzione significativa della sintomatologia depressiva e dei disturbi neuropsichiatrici, con una diminuzione dei punteggi medi di GDS da 7,1 ± 4,2 a 5,2 ± 4,0 (p=0,004) e dei punteggi medi di NPI da 33,6 ± 19,4 a 20,1 ± 14,1 (p<0,001). Una quota rilevante di soggetti (21,6%) risultava persa al follow-up. Conclusioni: I pazienti affetti da patologie di confine rappresentano una popolazione particolarmente complessa, caratterizzata dalla frequente sovrapposizione tra sintomi psichiatrici, disturbi cognitivi e manifestazioni neuropsichiatriche. Il miglioramento di GDS e NPI nei pazienti rivalutati suggerisce una possibile evoluzione favorevole del quadro affettivo-comportamentale durante la presa in carico, pur in assenza di modificazioni significative del profilo cognitivo medio. L’elevata quota di pazienti persi al follow-up evidenzia le difficoltà nel garantire la continuità assistenziale di questa popolazione fragile. I risultati supportano la necessità di percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari e standardizzati per intercettare precocemente i quadri di sovrapposizione tra patologia psichiatrica e deterioramento cognitivo, orientare le decisioni terapeutiche e garantire un follow-up strutturato.
2025
Psicogeriatria
Neuropsichiatria
Disturbi cognitvi
BPSD
Multidisciplinare
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