Contesto e obiettivi La dissezione delle arterie cervicali (CAD) rappresenta una delle principali cause di ictus ischemico giovanile (< 60 anni), ed è responsabile del 10-25% degli eventi ischemici in questa fascia di popolazione. Le CAD originano da una lacerazione dell'intima, con formazione di un ematoma intramurale che può determinare stenosi, occlusione o pseudoaneurisma del vaso con rischio di embolia. Le dissecazioni extracraniche sono le più frequenti, mentre quelle intracraniche sono più rare e comportano un maggior rischio di emorragia subaracnoidea. Nei pazienti con ictus ischemico acuto da dissezione con occlusione di grande vaso, lo stenting endovascolare è un trattamento di crescente interesse: consente di trattare il vaso dissecato ricanalizzandolo e stabilizzandone lo strato intimale. I dati sulla sua efficacia e sicurezza rimangono limitati, derivando da casistiche osservazionali di piccole dimensioni in assenza di studi randomizzati. Il presente studio osservazionale retrospettivo valuta efficacia e sicurezza dello stenting e delle altre strategie terapeutiche (mediche e di riperfusione) nella casistica di pazienti con CAD seguiti dalla Stroke Unit dell'Ospedale Civile di Baggiovara. Materiali e metodi Sono stati selezionati 265 pazienti con CAD (carotidea o vertebrale, extracranica o intracranica) ricoverati presso la Stroke Unit di Baggiovara tra il 2002 e il 2026, escludendo le dissecazioni iatrogene. Per ogni paziente sono stati raccolti dati demografici, anamnestici relativi a fattori di rischio, caratteristiche cliniche e di neuroimaging (gravità di NIHSS, sede della dissezione, occlusione tandem), tipologia di trattamento (antiaggregante, eparina a basso peso molecolare, dicumarolici, anticoagulanti diretti, trombolisi endovenosa, trombectomia endovascolare, stenting o approccio combinato), complicanze intraricovero e follow-up a 90 giorni (autonomia valutata con la modified Rankin Scale - mRS). I dati sono stati elaborati in tabelle descrittive, di confronto tra gruppi, di regressione lineare e logistica, univariata e multivariata. Risultati Il gruppo comprende 265 pazienti (67,2% maschi), con dissezione prevalentemente carotidea (71,7%) ed extracranica (63,0%), mentre il 33,2% presenta occlusione tandem. Il 34,1% è stato sottoposto a terapia di riperfusione; tra i 70 pazienti trattati per via endovascolare, il 51,4% ha effettuato trombectomia con stenting, il 28,6% stenting isolato e il 20,0% sola trombectomia. Il tasso di ricanalizzazione è stato dell'81,1%, con complicanze endovascolari nel 7,5% e emorragia intracranica sintomatica nello 0,8%. Al follow-up a 90 giorni, l'88,1% ha raggiunto un outcome favorevole (mRS 0-2), con una mortalità del 2,4%. BMI >25 e NIHSS >15 all'ingresso sono risultati predittori indipendenti di esito sfavorevole, mentre l'approccio combinato, trombolitico ed endovascolare, si conferma il principale predittore di ricanalizzazione (OR 6,47; IC 95% 1,42-29,6; p=0,016). Conclusioni Lo stenting endovascolare per l'ictus ischemico acuto da CAD si è dimostrato sicuro ed efficace, con tassi di ricanalizzazione elevati e complicanze limitate. L'approccio combinato con trombolisi endovenosa e stenting ottimizza la ricanalizzazione e rappresenta la strategia di scelta nelle forme più gravi. Il profilo di outcome a 90 giorni è favorevole e in linea con la letteratura. Studi prospettici multicentrici sono necessari per definire criteri di selezione e timing ottimale dell'intervento.
Gestione medica ed endovascolare dei pazienti con ictus ischemico acuto da dissezione arteriosa dei vasi extra- o intracranici. L’esperienza della Stroke Unit di Modena
BIGI, ALBERTO
2025/2026
Abstract
Contesto e obiettivi La dissezione delle arterie cervicali (CAD) rappresenta una delle principali cause di ictus ischemico giovanile (< 60 anni), ed è responsabile del 10-25% degli eventi ischemici in questa fascia di popolazione. Le CAD originano da una lacerazione dell'intima, con formazione di un ematoma intramurale che può determinare stenosi, occlusione o pseudoaneurisma del vaso con rischio di embolia. Le dissecazioni extracraniche sono le più frequenti, mentre quelle intracraniche sono più rare e comportano un maggior rischio di emorragia subaracnoidea. Nei pazienti con ictus ischemico acuto da dissezione con occlusione di grande vaso, lo stenting endovascolare è un trattamento di crescente interesse: consente di trattare il vaso dissecato ricanalizzandolo e stabilizzandone lo strato intimale. I dati sulla sua efficacia e sicurezza rimangono limitati, derivando da casistiche osservazionali di piccole dimensioni in assenza di studi randomizzati. Il presente studio osservazionale retrospettivo valuta efficacia e sicurezza dello stenting e delle altre strategie terapeutiche (mediche e di riperfusione) nella casistica di pazienti con CAD seguiti dalla Stroke Unit dell'Ospedale Civile di Baggiovara. Materiali e metodi Sono stati selezionati 265 pazienti con CAD (carotidea o vertebrale, extracranica o intracranica) ricoverati presso la Stroke Unit di Baggiovara tra il 2002 e il 2026, escludendo le dissecazioni iatrogene. Per ogni paziente sono stati raccolti dati demografici, anamnestici relativi a fattori di rischio, caratteristiche cliniche e di neuroimaging (gravità di NIHSS, sede della dissezione, occlusione tandem), tipologia di trattamento (antiaggregante, eparina a basso peso molecolare, dicumarolici, anticoagulanti diretti, trombolisi endovenosa, trombectomia endovascolare, stenting o approccio combinato), complicanze intraricovero e follow-up a 90 giorni (autonomia valutata con la modified Rankin Scale - mRS). I dati sono stati elaborati in tabelle descrittive, di confronto tra gruppi, di regressione lineare e logistica, univariata e multivariata. Risultati Il gruppo comprende 265 pazienti (67,2% maschi), con dissezione prevalentemente carotidea (71,7%) ed extracranica (63,0%), mentre il 33,2% presenta occlusione tandem. Il 34,1% è stato sottoposto a terapia di riperfusione; tra i 70 pazienti trattati per via endovascolare, il 51,4% ha effettuato trombectomia con stenting, il 28,6% stenting isolato e il 20,0% sola trombectomia. Il tasso di ricanalizzazione è stato dell'81,1%, con complicanze endovascolari nel 7,5% e emorragia intracranica sintomatica nello 0,8%. Al follow-up a 90 giorni, l'88,1% ha raggiunto un outcome favorevole (mRS 0-2), con una mortalità del 2,4%. BMI >25 e NIHSS >15 all'ingresso sono risultati predittori indipendenti di esito sfavorevole, mentre l'approccio combinato, trombolitico ed endovascolare, si conferma il principale predittore di ricanalizzazione (OR 6,47; IC 95% 1,42-29,6; p=0,016). Conclusioni Lo stenting endovascolare per l'ictus ischemico acuto da CAD si è dimostrato sicuro ed efficace, con tassi di ricanalizzazione elevati e complicanze limitate. L'approccio combinato con trombolisi endovenosa e stenting ottimizza la ricanalizzazione e rappresenta la strategia di scelta nelle forme più gravi. Il profilo di outcome a 90 giorni è favorevole e in linea con la letteratura. Studi prospettici multicentrici sono necessari per definire criteri di selezione e timing ottimale dell'intervento.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Bigi.Alberto.pdf
embargo fino al 08/07/2029
Dimensione
2.32 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.32 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/6712