Introduzione: La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa, progressiva e appartenente al gruppo delle malattie del motoneurone. Nonostante decenni di ricerca, la SLA rimane ancora in larga parte poco compresa, sia per quanto riguarda l’eziologia, la patogenesi che per l’assenza di terapie curative. Tra i fattori ambientali l’esposizione agli spazi verdi rappresenta un ambito di ricerca relativamente recente e ancora poco esplorato. L’interesse verso questo tema deriva dalle evidenze epidemiologiche che hanno documentato associazioni favorevoli tra la presenza di aree verdi e diversi esiti di salute, in particolare nell’ambito delle malattie neurodegenerative. Metodi: Abbiamo condotto uno studio caso-controllo basato sulla popolazione residente nelle province di Modena, Reggio Emilia e Parma. Sono stati inclusi 499 casi di SLA diagnosticati tra il 1998 e il 2011 e 1.935 controlli. L’associazione tra rischio di SLA ed esposizione al verde nelle vicinanze della residenza è stata valutata mediante diversi indicatori: il Normalized Difference Vegetation Index annuale (NDVIannuale), stagionale (NDVIamj) e ponderato per le aree verdi (NDVIgreen) e il Green Exposure Index (GEI). Il rischio di malattia è stato stimato calcolando gli odds ratio (OR) e i relativi intervalli di confidenza al 95% (IC95%) mediante modelli di regressione logistica multivariata per dati appaiati, tenendo conto di sesso, età e provincia di residenza. I modelli sono stati inoltre aggiustati per l’esposizione ai campi magnetici, alla luce artificiale notturna. La relazione tra esposizione al verde e SLA è stata infine analizzata mediante modelli di regressione con spline cubiche ristrette. Risultati: Abbiamo evidenziato un’associazione non lineare tra esposizione al verde residenziale e rischio di SLA. Gli odds ratio sono risultati aumentati sia ai livelli più bassi sia a quelli più elevati di esposizione, mentre il rischio minimo è stato osservato a livelli intermedi. Tale andamento è risultato particolarmente evidente per gli indicatori basati sull’NDVI. Per gli indici GEI la medesima relazione è apparsa più attenuata ed è stata osservata solo tra le donne. Il maggiore rischio osservato alle basse esposizioni, generalmente riferibili alle aree più urbanizzate e centrali delle città, potrebbe essere attribuito a livelli più elevati di inquinamento atmosferico. L’incremento del rischio riscontrato nelle aree con un’elevata esposizione al verde, generalmente corrispondenti a zone periferiche o rurali, potrebbe essere riconducibile a una maggiore presenza di soggetti impiegati in attività agricole e, di conseguenza, maggiormente esposti per motivi occupazionali a pesticidi, lavoro fisicamente gravoso e a traumi. Conclusioni: i risultati dello studio suggeriscono un possibile ruolo dell’esposizione agli spazi verdi nell’eziologia della SLA, con un potenziale effetto protettivo ai livelli intermedi di esposizione, mediato dalla capacità di ridurre l'inquinamento delle piante, e un possibile aumento del rischio alle esposizioni più basse e più elevate. Futuri studi per approfondire tale relazione dovrebbero integrare informazioni relative alle attività lavorative dei soggetti, all’esposizione ai pesticidi, alla mobilità sia lavorativa sia ricreativa, al tempo effettivamente trascorso presso la propria abitazione e alla durata della residenza nello stesso luogo e ai livelli di inquinamento atmosferico.
DETERMINANTI AMBIENTALI E SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA: STUDIO CASO-CONTROLLO SUL RUOLO DEGLI SPAZI VERDI NELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
BOCCALETTI, MARTINA
2025/2026
Abstract
Introduzione: La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa, progressiva e appartenente al gruppo delle malattie del motoneurone. Nonostante decenni di ricerca, la SLA rimane ancora in larga parte poco compresa, sia per quanto riguarda l’eziologia, la patogenesi che per l’assenza di terapie curative. Tra i fattori ambientali l’esposizione agli spazi verdi rappresenta un ambito di ricerca relativamente recente e ancora poco esplorato. L’interesse verso questo tema deriva dalle evidenze epidemiologiche che hanno documentato associazioni favorevoli tra la presenza di aree verdi e diversi esiti di salute, in particolare nell’ambito delle malattie neurodegenerative. Metodi: Abbiamo condotto uno studio caso-controllo basato sulla popolazione residente nelle province di Modena, Reggio Emilia e Parma. Sono stati inclusi 499 casi di SLA diagnosticati tra il 1998 e il 2011 e 1.935 controlli. L’associazione tra rischio di SLA ed esposizione al verde nelle vicinanze della residenza è stata valutata mediante diversi indicatori: il Normalized Difference Vegetation Index annuale (NDVIannuale), stagionale (NDVIamj) e ponderato per le aree verdi (NDVIgreen) e il Green Exposure Index (GEI). Il rischio di malattia è stato stimato calcolando gli odds ratio (OR) e i relativi intervalli di confidenza al 95% (IC95%) mediante modelli di regressione logistica multivariata per dati appaiati, tenendo conto di sesso, età e provincia di residenza. I modelli sono stati inoltre aggiustati per l’esposizione ai campi magnetici, alla luce artificiale notturna. La relazione tra esposizione al verde e SLA è stata infine analizzata mediante modelli di regressione con spline cubiche ristrette. Risultati: Abbiamo evidenziato un’associazione non lineare tra esposizione al verde residenziale e rischio di SLA. Gli odds ratio sono risultati aumentati sia ai livelli più bassi sia a quelli più elevati di esposizione, mentre il rischio minimo è stato osservato a livelli intermedi. Tale andamento è risultato particolarmente evidente per gli indicatori basati sull’NDVI. Per gli indici GEI la medesima relazione è apparsa più attenuata ed è stata osservata solo tra le donne. Il maggiore rischio osservato alle basse esposizioni, generalmente riferibili alle aree più urbanizzate e centrali delle città, potrebbe essere attribuito a livelli più elevati di inquinamento atmosferico. L’incremento del rischio riscontrato nelle aree con un’elevata esposizione al verde, generalmente corrispondenti a zone periferiche o rurali, potrebbe essere riconducibile a una maggiore presenza di soggetti impiegati in attività agricole e, di conseguenza, maggiormente esposti per motivi occupazionali a pesticidi, lavoro fisicamente gravoso e a traumi. Conclusioni: i risultati dello studio suggeriscono un possibile ruolo dell’esposizione agli spazi verdi nell’eziologia della SLA, con un potenziale effetto protettivo ai livelli intermedi di esposizione, mediato dalla capacità di ridurre l'inquinamento delle piante, e un possibile aumento del rischio alle esposizioni più basse e più elevate. Futuri studi per approfondire tale relazione dovrebbero integrare informazioni relative alle attività lavorative dei soggetti, all’esposizione ai pesticidi, alla mobilità sia lavorativa sia ricreativa, al tempo effettivamente trascorso presso la propria abitazione e alla durata della residenza nello stesso luogo e ai livelli di inquinamento atmosferico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6714