Background L'ipertensione portale e le varici esofagee rappresentano complicanze rilevanti che spesso coesistono nei pazienti con cirrosi ed epatocarcinoma (HCC), in particolare in quelli con malattia avanzata candidati a terapia sistemica, popolazione gravata da un rischio emorragico aumentato, soprattutto in corso di trattamento con atezolizumab–bevacizumab. La diagnosi di riferimento dell'ipertensione portale (misurazione dell'HVPG) e delle varici (esofagogastroduodenoscopia, EGD) è invasiva e non sempre disponibile. I metodi non invasivi, quali la misurazione della rigidità epatica (Liver Stiffness Measurement, LSM) e splenica (Spleen Stiffness Measurement, SSM) e l’utilizzo dei criteri di Baveno, sono ampiamente validati nei pazienti cirrotici senza HCC, ma le evidenze sulla loro applicabilità nei pazienti con HCC avanzato sono ancora limitate. Obiettivo Il presente studio ha l'obiettivo di valutare l'accuratezza di LSM e SSM nel predire la presenza di varici esofagee ad alto rischio che necessitano di trattamento (Varices Needing Treatment, VNT). Si propone inoltre di verificare l'applicabilità dei criteri di Baveno VI in questa popolazione, analizzandone la capacità di identificare i pazienti a basso rischio di VNT che potrebbero evitare l'EGD di screening. Metodi È stato condotto uno studio osservazionale prospettico multicentrico. Sono stati arruolati pazienti con cirrosi e HCC avanzato candidati a terapia sistemica, sottoposti a valutazione basale comprendente EGD come gold standard e LSM e SSM, misurati mediante elastografia transitoria (TE) e 2D-SWE. È stata analizzata l'accuratezza diagnostica di LSM e SSM (AUROC) per le VNT e la performance dei criteri di Baveno VI, della SSM ≤40 kPa e dell'approccio combinato - che applica la SSM ai pazienti non classificabili come a basso rischio secondo Baveno VI - in termini di sensibilità, valore predittivo negativo (NPV) ed endoscopie risparmiate. Risultati Sono stati analizzati 136 pazienti (età mediana 68 anni, 88% maschi); le eziologie più frequenti erano MASLD (46%), HCV (40%) ed epatopatia alcol-correlata (32%); in una quota di pazienti coesistevano più eziologie; il 54% riceveva atezolizumab–bevacizumab. La prevalenza di VNT era del 10%. LSM e SSM hanno mostrato una buona accuratezza per le VNT, con AUROC pari a 0,82 e 0,83, rispettivamente. Nel sottogruppo di pazienti con LSM >10 kPa, la SSM ha mantenuto una buona accuratezza (AUROC 0,81), mentre quella della LSM si è ridotta (AUROC 0,76). Nella popolazione generale i criteri di Baveno VI hanno permesso di risparmiare il 32% delle endoscopie (NPV 98%); la SSM ≤40 kPa il 57% (NPV 98%) e l'approccio combinato il 64% (NPV 98%). In tutti gli approcci la quota di VNT non identificate è rimasta al di sotto della soglia di sicurezza del 5%. Conclusioni Nei pazienti con HCC avanzato candidati a terapia sistemica, la SSM si è dimostrata uno strumento promettente per la stratificazione non invasiva del rischio di varici, consentendo di risparmiare un numero maggiore di endoscopie rispetto ai criteri di Baveno VI a parità di valore predittivo negativo. Sono necessari studi su casistiche più ampie per confermarne il ruolo come strumento di screening in questa popolazione; il follow-up dello studio, attualmente in corso, contribuirà a valutarne il valore prognostico.

Accuratezza dell'elastografia epato-splenica nel predire la presenza di varici esofagee che richiedono trattamento nei pazienti cirrotici con HCC avanzato sottoposti a terapia sistemica

CARBONI, BIANCA
2025/2026

Abstract

Background L'ipertensione portale e le varici esofagee rappresentano complicanze rilevanti che spesso coesistono nei pazienti con cirrosi ed epatocarcinoma (HCC), in particolare in quelli con malattia avanzata candidati a terapia sistemica, popolazione gravata da un rischio emorragico aumentato, soprattutto in corso di trattamento con atezolizumab–bevacizumab. La diagnosi di riferimento dell'ipertensione portale (misurazione dell'HVPG) e delle varici (esofagogastroduodenoscopia, EGD) è invasiva e non sempre disponibile. I metodi non invasivi, quali la misurazione della rigidità epatica (Liver Stiffness Measurement, LSM) e splenica (Spleen Stiffness Measurement, SSM) e l’utilizzo dei criteri di Baveno, sono ampiamente validati nei pazienti cirrotici senza HCC, ma le evidenze sulla loro applicabilità nei pazienti con HCC avanzato sono ancora limitate. Obiettivo Il presente studio ha l'obiettivo di valutare l'accuratezza di LSM e SSM nel predire la presenza di varici esofagee ad alto rischio che necessitano di trattamento (Varices Needing Treatment, VNT). Si propone inoltre di verificare l'applicabilità dei criteri di Baveno VI in questa popolazione, analizzandone la capacità di identificare i pazienti a basso rischio di VNT che potrebbero evitare l'EGD di screening. Metodi È stato condotto uno studio osservazionale prospettico multicentrico. Sono stati arruolati pazienti con cirrosi e HCC avanzato candidati a terapia sistemica, sottoposti a valutazione basale comprendente EGD come gold standard e LSM e SSM, misurati mediante elastografia transitoria (TE) e 2D-SWE. È stata analizzata l'accuratezza diagnostica di LSM e SSM (AUROC) per le VNT e la performance dei criteri di Baveno VI, della SSM ≤40 kPa e dell'approccio combinato - che applica la SSM ai pazienti non classificabili come a basso rischio secondo Baveno VI - in termini di sensibilità, valore predittivo negativo (NPV) ed endoscopie risparmiate. Risultati Sono stati analizzati 136 pazienti (età mediana 68 anni, 88% maschi); le eziologie più frequenti erano MASLD (46%), HCV (40%) ed epatopatia alcol-correlata (32%); in una quota di pazienti coesistevano più eziologie; il 54% riceveva atezolizumab–bevacizumab. La prevalenza di VNT era del 10%. LSM e SSM hanno mostrato una buona accuratezza per le VNT, con AUROC pari a 0,82 e 0,83, rispettivamente. Nel sottogruppo di pazienti con LSM >10 kPa, la SSM ha mantenuto una buona accuratezza (AUROC 0,81), mentre quella della LSM si è ridotta (AUROC 0,76). Nella popolazione generale i criteri di Baveno VI hanno permesso di risparmiare il 32% delle endoscopie (NPV 98%); la SSM ≤40 kPa il 57% (NPV 98%) e l'approccio combinato il 64% (NPV 98%). In tutti gli approcci la quota di VNT non identificate è rimasta al di sotto della soglia di sicurezza del 5%. Conclusioni Nei pazienti con HCC avanzato candidati a terapia sistemica, la SSM si è dimostrata uno strumento promettente per la stratificazione non invasiva del rischio di varici, consentendo di risparmiare un numero maggiore di endoscopie rispetto ai criteri di Baveno VI a parità di valore predittivo negativo. Sono necessari studi su casistiche più ampie per confermarne il ruolo come strumento di screening in questa popolazione; il follow-up dello studio, attualmente in corso, contribuirà a valutarne il valore prognostico.
2025
HCC
Varici esofagee
LSM
SSM
terapia sistemica
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