Introduzione: La fibrillazione atriale è tra le aritmie più frequenti nella popolazione, la cui incidenza aumenta significativamente all’aumentare dell’età. Nel paziente anziano il trattamento di questa patologia risulta complessa dato che nella scelta dell’anticoagulante va bilanciato il rischio emorragico e tromboembolico in paziente fragili, pluricomorbidi e in polifarmacoterapia. Obiettivo dello studio: Valutare l’incidenza e la gravità degli eventi emorragici in una coorte di pazienti anziani con FA di nuovo riscontro trattati con anticoagulanti orali diretti (DOAC), durante un follow-up a 6 mesi e a 1 anno. Materali e metodi: Il presente studio descrive in modo prospettico una coorte di 69 pazienti dell’ambulatorio di cardiogeriatria dell’ospedale civile di Baggiovara con FA di nuovo riscontro sottoposti a terapia anticoagulante orale con anticoagulanti orali diretti (DOAC), con età media di 87,3 ± 6,2 anni, prevalenza femminile (60,9%) e alto carico di fragilità (64,9% fragili tra i valutabili). Risultati: Alla prima visita sono stati osservati 3 eventi emorragici su 69 pazienti (4,3%). Al follow-up di 6 mesi gli eventi emorragici sono 8/57 (14,0%) e i decessi 5/57 (8,8%); entro 1 anno gli eventi emorragici salgono a 13/47 (27,7%) e i decessi a 9/47 (19,1%). Una quota rilevante dei pazienti deceduti aveva avuto un evento emorragico: 4/5 entro 6 mesi e 5/9 entro 1 anno, con predominanza di eventi maggiori o clinicamente rilevanti. Andando a valutare la fragilità dei pazienti si osserva che la maggior parte degli eventi avversi si è verificata nel gruppo dei pazienti più fragili, Entro 6 mesi gli eventi emorragici sono 7/30 nei fragili contro 1/18 nei fit/pre-fragili, mentre i decessi entro 6 mesi sono 5/30 nei fragili e nessuno nei fit/pre-fragili. Tra i pazienti arrivati vivi al follow-up annuale, il segnale è più netto: gli eventi emorragici sono 7/18 nei fragili contro 1/15 nei fit/pre-fragili, con p = 0,046. Conclusioni: In questa coorte di pazienti anziani con FA di nuovo riscontro, gli eventi emorragici risultano frequenti nel follow-up, soprattutto nel sottogruppo dei pazienti più fragili. Inoltre, la maggioranza dei pazienti deceduti prima del follow-up a 6 mesi aveva presentato un evento emorragico prima del decesso. Questi dati, pur derivando da una casistica limitata, sottolineano la necessità di un’attenta valutazione prognostica e della fragilità prima di intraprendere una terapia anticoagulante nei pazienti anziani fragili. Sono necessari ulteriori studi prospettici con campioni più ampi per meglio definire il reale rapporto rischio-beneficio della terapia anticoagulante in questa popolazione.

La terapia anticoagulante in pazienti anziani con fibrillazione atriale: i dati dell’ambulatorio di Cardiogeriatria dell’Ospedale di Baggiovara.

CORRADINI, SILVIA
2025/2026

Abstract

Introduzione: La fibrillazione atriale è tra le aritmie più frequenti nella popolazione, la cui incidenza aumenta significativamente all’aumentare dell’età. Nel paziente anziano il trattamento di questa patologia risulta complessa dato che nella scelta dell’anticoagulante va bilanciato il rischio emorragico e tromboembolico in paziente fragili, pluricomorbidi e in polifarmacoterapia. Obiettivo dello studio: Valutare l’incidenza e la gravità degli eventi emorragici in una coorte di pazienti anziani con FA di nuovo riscontro trattati con anticoagulanti orali diretti (DOAC), durante un follow-up a 6 mesi e a 1 anno. Materali e metodi: Il presente studio descrive in modo prospettico una coorte di 69 pazienti dell’ambulatorio di cardiogeriatria dell’ospedale civile di Baggiovara con FA di nuovo riscontro sottoposti a terapia anticoagulante orale con anticoagulanti orali diretti (DOAC), con età media di 87,3 ± 6,2 anni, prevalenza femminile (60,9%) e alto carico di fragilità (64,9% fragili tra i valutabili). Risultati: Alla prima visita sono stati osservati 3 eventi emorragici su 69 pazienti (4,3%). Al follow-up di 6 mesi gli eventi emorragici sono 8/57 (14,0%) e i decessi 5/57 (8,8%); entro 1 anno gli eventi emorragici salgono a 13/47 (27,7%) e i decessi a 9/47 (19,1%). Una quota rilevante dei pazienti deceduti aveva avuto un evento emorragico: 4/5 entro 6 mesi e 5/9 entro 1 anno, con predominanza di eventi maggiori o clinicamente rilevanti. Andando a valutare la fragilità dei pazienti si osserva che la maggior parte degli eventi avversi si è verificata nel gruppo dei pazienti più fragili, Entro 6 mesi gli eventi emorragici sono 7/30 nei fragili contro 1/18 nei fit/pre-fragili, mentre i decessi entro 6 mesi sono 5/30 nei fragili e nessuno nei fit/pre-fragili. Tra i pazienti arrivati vivi al follow-up annuale, il segnale è più netto: gli eventi emorragici sono 7/18 nei fragili contro 1/15 nei fit/pre-fragili, con p = 0,046. Conclusioni: In questa coorte di pazienti anziani con FA di nuovo riscontro, gli eventi emorragici risultano frequenti nel follow-up, soprattutto nel sottogruppo dei pazienti più fragili. Inoltre, la maggioranza dei pazienti deceduti prima del follow-up a 6 mesi aveva presentato un evento emorragico prima del decesso. Questi dati, pur derivando da una casistica limitata, sottolineano la necessità di un’attenta valutazione prognostica e della fragilità prima di intraprendere una terapia anticoagulante nei pazienti anziani fragili. Sono necessari ulteriori studi prospettici con campioni più ampi per meglio definire il reale rapporto rischio-beneficio della terapia anticoagulante in questa popolazione.
2025
FA
anticoagulanti
emorragie
geriatrico
fragilità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6727