Introduzione. Il melanoma cutaneo è un tumore maligno derivante dai melanociti. La diagnosi nella fase di melanoma in situ (MIS), in cui il tumore è confinato all'epidermide, rappresenta l'obiettivo primario della sorveglianza dermatologica. La dermoscopia ha significativamente migliorato l'accuratezza diagnostica delle lesioni melanocitarie. La Seven-Point Checklist Rivisitata (7PCL Rivisitata) rispetto alla versione originale abbassa la soglia diagnostica alla presenza di un solo criterio, aumentando così la sensibilità per i melanomi precoci. La sua applicabilità in popolazioni con lesioni clinicamente sospette, dove MIS e nevi melanocitici atipici condividono caratteristiche morfologiche sovrapponibili, rimane tuttavia un quesito ancora aperto. Scopo dello studio. Valutare la capacità discriminativa della 7PCL Rivisitata nel distinguere i MIS dai nevi in un campione di lesioni equivoche dal punto di vista clinico-dermoscopico, verificando se i singoli criteri e il punteggio complessivo di questi si confermino indicatori affidabili di malignità. Materiali e metodi. È stato svolto uno studio prospettico osservazionale condotto dall’ottobre 2023 all’ottobre 2026 presso il reparto di Dermatologia del Policlinico di Modena. Sono state raccolte lesioni melanocitarie clinicamente equivoche; per ciascuna è stata condotta l’analisi dermatoscopica tramite la 7PCL Rivisitata e, per il sospetto emerso, tutte le lesioni sono state sottoposte ad asportazione chirurgica per l'esame istologico. L'analisi statistica è stata svolta con il test Chi-quadrato di Pearson e regressione logistica univariata. Risultati. Sono state incluse 113 lesioni melanocitarie, istologicamente valutate come MIS (n = 29, 25.7%) o nevi (n = 84, 74.3%). Nessuno dei sette criteri della 7PCL Rivisitata ha raggiunto la significatività statistica nel discriminare i nevi dai MIS. Tuttavia, tre criteri presentano un OR > 1 e maggiore frequenza nei MIS rispetto ai nevi: la pigmentazione irregolare, il reticolo pigmentato atipico e le strutture di regressione. Al contrario, le strie irregolari e i punti/globuli irregolari risultano più frequenti nei nevi, con un OR < 1. Si osserva una tendenza dei MIS a presentare più frequentemente 2 criteri positivi rispetto ai nevi (48.3% vs 35.7%), mentre i nevi mostrano prevalentemente solo 1 criterio (46.4% vs 31.0%). Conclusioni. La 7PCL Rivisitata non è risultata in grado di distinguere in modo statisticamente significativo i MIS dai nevi in un campione di lesioni clinicamente e dermoscopicamente dubbie, riflettendo un limite intrinseco di tale algoritmo in questa specifica popolazione. I risultati evidenziano la necessità di integrare la dermoscopia con dati clinico-anamnestici strutturati e di ricorrere, nelle lesioni clinicamente e dermoscopicamente dubbie, a tecniche di secondo livello come la microscopia laser confocale.
Nevi e melanomi in situ: differenze di presentazione dermatoscopica in una popolazione selezionata di pazienti
EUSEBI, FRANCESCA
2025/2026
Abstract
Introduzione. Il melanoma cutaneo è un tumore maligno derivante dai melanociti. La diagnosi nella fase di melanoma in situ (MIS), in cui il tumore è confinato all'epidermide, rappresenta l'obiettivo primario della sorveglianza dermatologica. La dermoscopia ha significativamente migliorato l'accuratezza diagnostica delle lesioni melanocitarie. La Seven-Point Checklist Rivisitata (7PCL Rivisitata) rispetto alla versione originale abbassa la soglia diagnostica alla presenza di un solo criterio, aumentando così la sensibilità per i melanomi precoci. La sua applicabilità in popolazioni con lesioni clinicamente sospette, dove MIS e nevi melanocitici atipici condividono caratteristiche morfologiche sovrapponibili, rimane tuttavia un quesito ancora aperto. Scopo dello studio. Valutare la capacità discriminativa della 7PCL Rivisitata nel distinguere i MIS dai nevi in un campione di lesioni equivoche dal punto di vista clinico-dermoscopico, verificando se i singoli criteri e il punteggio complessivo di questi si confermino indicatori affidabili di malignità. Materiali e metodi. È stato svolto uno studio prospettico osservazionale condotto dall’ottobre 2023 all’ottobre 2026 presso il reparto di Dermatologia del Policlinico di Modena. Sono state raccolte lesioni melanocitarie clinicamente equivoche; per ciascuna è stata condotta l’analisi dermatoscopica tramite la 7PCL Rivisitata e, per il sospetto emerso, tutte le lesioni sono state sottoposte ad asportazione chirurgica per l'esame istologico. L'analisi statistica è stata svolta con il test Chi-quadrato di Pearson e regressione logistica univariata. Risultati. Sono state incluse 113 lesioni melanocitarie, istologicamente valutate come MIS (n = 29, 25.7%) o nevi (n = 84, 74.3%). Nessuno dei sette criteri della 7PCL Rivisitata ha raggiunto la significatività statistica nel discriminare i nevi dai MIS. Tuttavia, tre criteri presentano un OR > 1 e maggiore frequenza nei MIS rispetto ai nevi: la pigmentazione irregolare, il reticolo pigmentato atipico e le strutture di regressione. Al contrario, le strie irregolari e i punti/globuli irregolari risultano più frequenti nei nevi, con un OR < 1. Si osserva una tendenza dei MIS a presentare più frequentemente 2 criteri positivi rispetto ai nevi (48.3% vs 35.7%), mentre i nevi mostrano prevalentemente solo 1 criterio (46.4% vs 31.0%). Conclusioni. La 7PCL Rivisitata non è risultata in grado di distinguere in modo statisticamente significativo i MIS dai nevi in un campione di lesioni clinicamente e dermoscopicamente dubbie, riflettendo un limite intrinseco di tale algoritmo in questa specifica popolazione. I risultati evidenziano la necessità di integrare la dermoscopia con dati clinico-anamnestici strutturati e di ricorrere, nelle lesioni clinicamente e dermoscopicamente dubbie, a tecniche di secondo livello come la microscopia laser confocale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6739