Introduzione: Il melanoma è una neoplasia maligna ad elevata aggressività biologica e significativo potenziale metastatico. La diagnosi precoce riveste un ruolo fondamentale. Oltre all'esame clinico, tra le principali metodiche diagnostiche non invasive rientrano la dermatoscopia e la microscopia laser confocale (RCM). Tra i pattern visibili in RCM vi sono i nidi cerebriformi, aggregati cellulari caratterizzati da un aspetto che richiama le circonvoluzioni cerebrali. Tali strutture presentano bassa riflettività, citoplasma granulare privo di nuclei evidenti e margini poco definiti. Questo pattern, descritto esclusivamente nei melanomi e soprattutto nelle forme invasive, è considerato altamente suggestivo di malignità. Una volta confermato il sospetto diagnostico, la lesione viene sottoposta a escissione chirurgica e a successiva valutazione istopatologica. Nei casi indicati, viene inoltre eseguita la biopsia del linfonodo sentinella (SLN), definito come il primo linfonodo che riceve il drenaggio linfatico dall’area del melanoma primitivo. La valutazione dello SLN rappresenta un importante fattore prognostico, correlato alla sopravvivenza del paziente. Scopo dello studio: Lo scopo del presente studio è analizzare le caratteristiche istologiche, dermatoscopiche (valutate mediante la Revised 7-point checklist), e i reperti di RCM dei melanomi caratterizzati dalla presenza di nidi cerebriformi. Inoltre, si intende valutare l’eventuale associazione tra tale pattern e la positività del linfonodo sentinella nei pazienti esaminati. Materiali e Metodi: è stata condotta una selezione retrospettiva di casi di melanoma dal database della clinica dermatologica dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che avessero nidi a morfologia cerebriforme in RCM e per i quali fosse disponibile un set completo di immagini in dermatoscopia e in RCM nel periodo 2016-2023. Risultati: Sono stati inclusi 21 pazienti affetti da melanoma caratterizzato da nidi dermici cerebriformi. Lo spessore medio di Breslow era pari a 2,07 ± 1,20 mm e l’ulcerazione è presente nel 42,9% dei casi. La maggior parte dei tumori mostra crescita verticale (92,9%) e livello di Clark IV (66,7%), con un’elevata prevalenza di infiltrato linfocitario tumorale (84,2%). Il SLN risulta negativo nella maggior parte dei pazienti (76,2%), mentre metastasi a distanza sono presenti nel 15,0% dei casi. All’esame dermoscopico, i reperti più frequenti sono il velo blu-biancastro e il pattern vascolare atipico (entrambi 76,2%). In RCM, le cellule pagetoidi sono presenti nel 95,2% dei casi e distribuzione prevalentemente diffusa (76,2%). Tutti i melanomi mostrano pattern giunzionale disordinato. L’analisi univariata non ha evidenziato associazioni statisticamente significative tra variabili clinicopatologiche, dermoscopiche o confocali e la presenza di metastasi. Analogamente, non sono emerse associazioni clinicamente significative con lo stato del SLN. Conclusioni: i melanomi con nidi cerebriformi presentano caratteristiche dermoscopiche e RCM relativamente omogenee, mentre le variabili analizzate non risultano globalmente predittive della presenza di metastasi.
“Nidi cerebriformi in microscopia laser confocale: correlazione con pattern dermatoscopici e positività di linfonodo sentinella in una popolazione selezionata di melanomi”
GALLO, FEDERICA
2025/2026
Abstract
Introduzione: Il melanoma è una neoplasia maligna ad elevata aggressività biologica e significativo potenziale metastatico. La diagnosi precoce riveste un ruolo fondamentale. Oltre all'esame clinico, tra le principali metodiche diagnostiche non invasive rientrano la dermatoscopia e la microscopia laser confocale (RCM). Tra i pattern visibili in RCM vi sono i nidi cerebriformi, aggregati cellulari caratterizzati da un aspetto che richiama le circonvoluzioni cerebrali. Tali strutture presentano bassa riflettività, citoplasma granulare privo di nuclei evidenti e margini poco definiti. Questo pattern, descritto esclusivamente nei melanomi e soprattutto nelle forme invasive, è considerato altamente suggestivo di malignità. Una volta confermato il sospetto diagnostico, la lesione viene sottoposta a escissione chirurgica e a successiva valutazione istopatologica. Nei casi indicati, viene inoltre eseguita la biopsia del linfonodo sentinella (SLN), definito come il primo linfonodo che riceve il drenaggio linfatico dall’area del melanoma primitivo. La valutazione dello SLN rappresenta un importante fattore prognostico, correlato alla sopravvivenza del paziente. Scopo dello studio: Lo scopo del presente studio è analizzare le caratteristiche istologiche, dermatoscopiche (valutate mediante la Revised 7-point checklist), e i reperti di RCM dei melanomi caratterizzati dalla presenza di nidi cerebriformi. Inoltre, si intende valutare l’eventuale associazione tra tale pattern e la positività del linfonodo sentinella nei pazienti esaminati. Materiali e Metodi: è stata condotta una selezione retrospettiva di casi di melanoma dal database della clinica dermatologica dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che avessero nidi a morfologia cerebriforme in RCM e per i quali fosse disponibile un set completo di immagini in dermatoscopia e in RCM nel periodo 2016-2023. Risultati: Sono stati inclusi 21 pazienti affetti da melanoma caratterizzato da nidi dermici cerebriformi. Lo spessore medio di Breslow era pari a 2,07 ± 1,20 mm e l’ulcerazione è presente nel 42,9% dei casi. La maggior parte dei tumori mostra crescita verticale (92,9%) e livello di Clark IV (66,7%), con un’elevata prevalenza di infiltrato linfocitario tumorale (84,2%). Il SLN risulta negativo nella maggior parte dei pazienti (76,2%), mentre metastasi a distanza sono presenti nel 15,0% dei casi. All’esame dermoscopico, i reperti più frequenti sono il velo blu-biancastro e il pattern vascolare atipico (entrambi 76,2%). In RCM, le cellule pagetoidi sono presenti nel 95,2% dei casi e distribuzione prevalentemente diffusa (76,2%). Tutti i melanomi mostrano pattern giunzionale disordinato. L’analisi univariata non ha evidenziato associazioni statisticamente significative tra variabili clinicopatologiche, dermoscopiche o confocali e la presenza di metastasi. Analogamente, non sono emerse associazioni clinicamente significative con lo stato del SLN. Conclusioni: i melanomi con nidi cerebriformi presentano caratteristiche dermoscopiche e RCM relativamente omogenee, mentre le variabili analizzate non risultano globalmente predittive della presenza di metastasi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Gallo.Federica.pdf.pdf
accesso aperto
Dimensione
3.35 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.35 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/6749