Introduzione I disordini ereditari da sovraccarico di ferro sono un gruppo eterogeneo di patologie con accumulo marziale parenchimale, con interessamento prevalente di fegato, cuore e organi endocrini. La forma più frequente è l'emocromatosi HFE-correlata, generalmente più lieve rispetto alle forme non-HFE, più aggressive e a esordio precoce. La malattia da ferroportina presenta un quadro distinto, con accumulo prevalentemente splenico e macrofagico. Altre rare condizioni genetiche presentano quadri differenti. Il sospetto clinico si basa su alcuni marcatori sierici, in particolare saturazione della transferrina e ferritinemia, entrambi aumentati nell’emocromatosi, mentre nella malattia da ferroportina la saturazione della transferrina è tipicamente nella norma. L'iter diagnostico prevede l’esecuzione di test genetici e indagini strumentali per accertare il sovraccarico di ferro. I test genetici per emocromatosi includono la ricerca della variante C282Y del gene HFE, come primo step estendendo l’indagine ad altri geni nei pazienti risultati negativi o con quadro clinico più precoce o severo. La risonanza magnetica è il gold standard per la quantificazione del ferro tissutale e permette di studiarne la localizzazione, orientando sia la diagnosi clinica e genetica sia l'approccio terapeutico. Nonostante la ridotta invasività e il ruolo cardine nella diagnostica e gestione dei pazienti affetti da disordini ereditari da sovraccarico di ferro, la RM presenta ancora limitazioni legate alla disponibilità delle apparecchiature, ai costi e alla necessità di sequenze dedicate per la quantificazione del ferro tissutale. Obiettivi L'obiettivo principale era la caratterizzazione dei pazienti affetti da disordini ereditari da sovraccarico di ferro integrando lo studio di distribuzione e quantificazione del ferro tramite risonanza magnetica. In una seconda fase sono state ricercate correlazioni tra i principali marcatori biochimici del metabolismo del ferro e l'accumulo epatico e cardiaco. In presenza di correlazioni statisticamente significative sono state elaborate curve ROC finalizzate all'identificazione di valori soglia in grado di predire la presenza di accumulo patologico marziale a livello epatico e cardiaco. Materiali e metodi Lo studio è stato condotto su 103 pazienti seguiti presso l'ambulatorio "Malattie Rare-Emocromatosi" afferente alla UOC di Medicina Interna dell'AOU di Modena-Policlinico. I pazienti sono stati caratterizzati dal punto di vista molecolare e fenotipico mediante raccolta sistematica di dati anamnestici, clinici, laboratoristici e radiologici. La popolazione è stata analizzata nella sua interezza e successivamente stratificata in sottogruppi sulla base del sesso biologico e del genotipo. Risultati La caratterizzazione dei pazienti ha mostrato risultati sostanzialmente in linea con la letteratura. È emersa una forte correlazione positiva tra ferritinemia e accumulo marziale epatico, riscontrata in tutti i gruppi analizzati, e cardiaco, nei gruppi in cui tale associazione era valutabile. La successiva analisi ROC ha consentito di ottenere dati originali, identificando valori soglia di ferritinemia oltre i quali è altamente probabile la presenza di accumulo patologico di ferro parenchimale. Altri marcatori biochimici, quali i valori sierici di ferro, saturazione della transferrina e transferrina, non si sono dimostrati altrettanto efficaci. Questi risultati preliminari rafforzano l’utilità della risonanza magnetica nella pratica clinica e suggeriscono la possibilità di sviluppare strumenti predittivi in grado di stimare il sovraccarico marziale mediante un semplice prelievo ematico, riducendo il ricorso alla RM. Sono tuttavia necessari studi multicentrici su popolazioni più ampie per consolidare e validare i risultati ottenuti.

Caratterizzazione del deposito di ferro epatico e cardiaco mediante risonanza magnetica in pazienti con patologie da sovraccarico di ferro

GALLO, FEDERICO
2025/2026

Abstract

Introduzione I disordini ereditari da sovraccarico di ferro sono un gruppo eterogeneo di patologie con accumulo marziale parenchimale, con interessamento prevalente di fegato, cuore e organi endocrini. La forma più frequente è l'emocromatosi HFE-correlata, generalmente più lieve rispetto alle forme non-HFE, più aggressive e a esordio precoce. La malattia da ferroportina presenta un quadro distinto, con accumulo prevalentemente splenico e macrofagico. Altre rare condizioni genetiche presentano quadri differenti. Il sospetto clinico si basa su alcuni marcatori sierici, in particolare saturazione della transferrina e ferritinemia, entrambi aumentati nell’emocromatosi, mentre nella malattia da ferroportina la saturazione della transferrina è tipicamente nella norma. L'iter diagnostico prevede l’esecuzione di test genetici e indagini strumentali per accertare il sovraccarico di ferro. I test genetici per emocromatosi includono la ricerca della variante C282Y del gene HFE, come primo step estendendo l’indagine ad altri geni nei pazienti risultati negativi o con quadro clinico più precoce o severo. La risonanza magnetica è il gold standard per la quantificazione del ferro tissutale e permette di studiarne la localizzazione, orientando sia la diagnosi clinica e genetica sia l'approccio terapeutico. Nonostante la ridotta invasività e il ruolo cardine nella diagnostica e gestione dei pazienti affetti da disordini ereditari da sovraccarico di ferro, la RM presenta ancora limitazioni legate alla disponibilità delle apparecchiature, ai costi e alla necessità di sequenze dedicate per la quantificazione del ferro tissutale. Obiettivi L'obiettivo principale era la caratterizzazione dei pazienti affetti da disordini ereditari da sovraccarico di ferro integrando lo studio di distribuzione e quantificazione del ferro tramite risonanza magnetica. In una seconda fase sono state ricercate correlazioni tra i principali marcatori biochimici del metabolismo del ferro e l'accumulo epatico e cardiaco. In presenza di correlazioni statisticamente significative sono state elaborate curve ROC finalizzate all'identificazione di valori soglia in grado di predire la presenza di accumulo patologico marziale a livello epatico e cardiaco. Materiali e metodi Lo studio è stato condotto su 103 pazienti seguiti presso l'ambulatorio "Malattie Rare-Emocromatosi" afferente alla UOC di Medicina Interna dell'AOU di Modena-Policlinico. I pazienti sono stati caratterizzati dal punto di vista molecolare e fenotipico mediante raccolta sistematica di dati anamnestici, clinici, laboratoristici e radiologici. La popolazione è stata analizzata nella sua interezza e successivamente stratificata in sottogruppi sulla base del sesso biologico e del genotipo. Risultati La caratterizzazione dei pazienti ha mostrato risultati sostanzialmente in linea con la letteratura. È emersa una forte correlazione positiva tra ferritinemia e accumulo marziale epatico, riscontrata in tutti i gruppi analizzati, e cardiaco, nei gruppi in cui tale associazione era valutabile. La successiva analisi ROC ha consentito di ottenere dati originali, identificando valori soglia di ferritinemia oltre i quali è altamente probabile la presenza di accumulo patologico di ferro parenchimale. Altri marcatori biochimici, quali i valori sierici di ferro, saturazione della transferrina e transferrina, non si sono dimostrati altrettanto efficaci. Questi risultati preliminari rafforzano l’utilità della risonanza magnetica nella pratica clinica e suggeriscono la possibilità di sviluppare strumenti predittivi in grado di stimare il sovraccarico marziale mediante un semplice prelievo ematico, riducendo il ricorso alla RM. Sono tuttavia necessari studi multicentrici su popolazioni più ampie per consolidare e validare i risultati ottenuti.
2025
Ferro
Malattie genetiche
Risonanza magnetica
Fegato
Cuore
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