INTRODUZIONE I carcinoidi bronchiali sono neoplasie neuroendocrine polmonari a basso-intermedio grado di malignità che rappresentano l'1-2% di tutte le neoplasie polmonari. Si distinguono in carcinoide tipico (CT) e carcinoide atipico (CA) sulla base del numero di mitosi e sulla presenza di necrosi. Il CT è caratterizzato da un decorso generalmente indolente con prognosi favorevole, mentre il CA da un comportamento biologico più aggressivo con maggiore tendenza alla metastatizzazione e al coinvolgimento linfonodale. La resezione chirurgica completa rappresenta il gold standard terapeutico per la malattia locoregionale. Tuttavia, le differenze prognostiche tra i due istotipi in termini di sopravvivenza globale (OS) e sopravvivenza libera da malattia (DFS) necessitano di ulteriori approfondimenti, in particolare in casistiche chirurgiche monocentriche con follow-up prolungato. OBIETTIVO Il seguente studio si propone di valutare le differenze in termini di prognosi e outcome clinici tra CT e CA in un gruppo di pazienti trattati presso l'Unità Operativa di Chirurgia Toracica di Modena. MATERIALI E METODI È stato condotto uno studio retrospettivo osservazionale monocentrico su 92 pazienti sottoposti a resezione chirurgica per carcinoide bronchiale presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena (Policlinico e Ospedale Civile di Baggiovara) nel periodo 2007-2025. Sono state raccolte variabili demografiche, cliniche, istologiche e chirurgiche. Le curve di sopravvivenza sono state analizzate con lo stimatore di Kaplan-Meier e confrontate mediante test log-rank. L'associazione tra istotipo e rischio di morte o recidiva è stata valutata mediante regressione di Cox univariata. Per il sottogruppo CA è stata eseguita un’analisi univariata delle variabili clinico-patologiche associate alla recidiva mediante la regressione logistica e il test esatto di Fisher. RISULTATI L'analisi di OS non ha evidenziato differenze statisticamente significative tra CT e CA (log-rank p = 0,7739; HR = 1,25; IC95% 0,27–5,80). L'analisi di DFS ha invece mostrato una differenza altamente significativa: i CA presentano un rischio di recidiva circa 19 volte superiore rispetto ai CT (log-rank p = 0,0001; HR = 19,38; IC95% 4,02–93,42). L'analisi univariata condotta sul sottogruppo dei CA ha identificato il coinvolgimento linfonodale pN2 come unica variabile significativamente associata alla recidiva (5/5 recidive; test esatto di Fisher p = 0,021). Nessuna delle altre variabili analizzate (sesso, età, lato, lobo, tipo di chirurgia) ha raggiunto la significatività statistica. La ridotta numerosità del campione non ha consentito l'esecuzione di un'analisi multivariata. CONCLUSIONI I risultati confermano che l'istotipo atipico rappresenta un fattore prognostico sfavorevole significativo per la DFS, mentre non emerge un impatto statisticamente significativo sulla OS nella coorte analizzata. Emerge, inoltre, che il coinvolgimento linfonodale pN2 come variabile associata alla recidiva nei CA sia un fattore prognostico sfavorevole per quest’ultima.

Comportamento clinico dei tumori carcinoidi bronchiali

GEMELLI, REBECCA
2025/2026

Abstract

INTRODUZIONE I carcinoidi bronchiali sono neoplasie neuroendocrine polmonari a basso-intermedio grado di malignità che rappresentano l'1-2% di tutte le neoplasie polmonari. Si distinguono in carcinoide tipico (CT) e carcinoide atipico (CA) sulla base del numero di mitosi e sulla presenza di necrosi. Il CT è caratterizzato da un decorso generalmente indolente con prognosi favorevole, mentre il CA da un comportamento biologico più aggressivo con maggiore tendenza alla metastatizzazione e al coinvolgimento linfonodale. La resezione chirurgica completa rappresenta il gold standard terapeutico per la malattia locoregionale. Tuttavia, le differenze prognostiche tra i due istotipi in termini di sopravvivenza globale (OS) e sopravvivenza libera da malattia (DFS) necessitano di ulteriori approfondimenti, in particolare in casistiche chirurgiche monocentriche con follow-up prolungato. OBIETTIVO Il seguente studio si propone di valutare le differenze in termini di prognosi e outcome clinici tra CT e CA in un gruppo di pazienti trattati presso l'Unità Operativa di Chirurgia Toracica di Modena. MATERIALI E METODI È stato condotto uno studio retrospettivo osservazionale monocentrico su 92 pazienti sottoposti a resezione chirurgica per carcinoide bronchiale presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena (Policlinico e Ospedale Civile di Baggiovara) nel periodo 2007-2025. Sono state raccolte variabili demografiche, cliniche, istologiche e chirurgiche. Le curve di sopravvivenza sono state analizzate con lo stimatore di Kaplan-Meier e confrontate mediante test log-rank. L'associazione tra istotipo e rischio di morte o recidiva è stata valutata mediante regressione di Cox univariata. Per il sottogruppo CA è stata eseguita un’analisi univariata delle variabili clinico-patologiche associate alla recidiva mediante la regressione logistica e il test esatto di Fisher. RISULTATI L'analisi di OS non ha evidenziato differenze statisticamente significative tra CT e CA (log-rank p = 0,7739; HR = 1,25; IC95% 0,27–5,80). L'analisi di DFS ha invece mostrato una differenza altamente significativa: i CA presentano un rischio di recidiva circa 19 volte superiore rispetto ai CT (log-rank p = 0,0001; HR = 19,38; IC95% 4,02–93,42). L'analisi univariata condotta sul sottogruppo dei CA ha identificato il coinvolgimento linfonodale pN2 come unica variabile significativamente associata alla recidiva (5/5 recidive; test esatto di Fisher p = 0,021). Nessuna delle altre variabili analizzate (sesso, età, lato, lobo, tipo di chirurgia) ha raggiunto la significatività statistica. La ridotta numerosità del campione non ha consentito l'esecuzione di un'analisi multivariata. CONCLUSIONI I risultati confermano che l'istotipo atipico rappresenta un fattore prognostico sfavorevole significativo per la DFS, mentre non emerge un impatto statisticamente significativo sulla OS nella coorte analizzata. Emerge, inoltre, che il coinvolgimento linfonodale pN2 come variabile associata alla recidiva nei CA sia un fattore prognostico sfavorevole per quest’ultima.
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