BACKGROUND: Il trapianto di fegato rappresenta la terapia di scelta per numerose patologie epatiche in fase terminale. Le innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni hanno permesso l'introduzione della chirurgia robotica nell'ambito dei trapianti d'organo, con l'obiettivo di ridurre il trauma chirurgico e migliorare il recupero postoperatorio. Tuttavia, la letteratura attuale sul trapianto di fegato robotico è ancora limitata e mancano studi comparativi di ampie dimensioni che ne valutino efficacia e sicurezza rispetto all'approccio open tradizionale. OBIETTIVI: L’obiettivo di questo lavoro è un’analisi sistematica degli esiti a breve e a lungo termine tra trapianto di fegato intero robotico e open mediante confronto diretto degli outcome a breve termine (complicanze postoperatorie, degenza in terapia intensiva e ospedaliera, mortalità a 90 giorni) e a lungo termine (sopravvivenza globale del paziente). Un ulteriore obiettivo è l'analisi della curva di apprendimento della procedura robotica. METODI: È stato condotto uno studio retrospettivo monocentrico presso l'Unità di Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell'Università di Modena e Reggio Emilia, includendo 159 pazienti sottoposti a trapianto di fegato da donatore deceduto: 117 con tecnica open e 42 con approccio completamente robotico. Sono stati esclusi i trapianti da donatore vivente, i ritrapianti e gli split. Per ciascun paziente sono state raccolte variabili demografiche, epatologiche, laboratoristiche, intraoperatorie e postoperatorie, incluse le complicanze classificate secondo Clavien-Dindo e CCI. Il confronto tra i gruppi è stato pianificato mediante propensity score matching basato su: tipologia di donazione, MELD, BMI, età del ricevente, ASA, presenza di HCC, ipertensione portale clinicamente significativa e peso del graft. RISULTATI: Dopo PSM 1:1 sono state ottenute 34 coppie bilanciate. Il tempo operatorio era maggiore nel gruppo robotico (573 vs 345 min, p<0,001), così come il WIT (53 vs 31 min, p<0,001), mentre il tempo di ischemia totale era sovrapponibile (p=0,29). La degenza postoperatoria era significativamente più breve nel gruppo robotico (6 vs 9 giorni, p=0,004), con degenza in terapia intensiva analoga. Le complicanze postoperatorie erano comparabili (44% vs 38%, p=0,81), con distribuzione Clavien-Dindo sovrapponibile a 30 e 90 giorni. Le complicanze tardive mostravano un trend favorevole per il robotico (13% vs 30%, p=0,14). Nessun ritrapianto nel gruppo robotico (0% vs 6%). La mortalità a 90 giorni era 0% in entrambi i gruppi. La sopravvivenza a 24 mesi era del 100% (robotico) vs 97% (open, log-rank p=0,527). La curva di apprendimento ha documentato una riduzione significativa del tempo operatorio (beta -3,4 min/caso, p=0,024) e del WIT (beta -0,46 min/caso, p=0,008), nonostante il progressivo ampliamento dei criteri di selezione verso pazienti più complessi. DISCUSSIONE: L'approccio robotico si è dimostrato fattibile e sicuro, con degenza ridotta e morbilità sovrapponibile nonostante tempi operatori più lunghi. Il miglioramento progressivo delle performance, contestuale all'inclusione di pazienti più complessi, suggerisce il superamento della fase iniziale della curva di apprendimento. Questi dati preliminari evidenziano un potenziale ruolo della chirurgia robotica nel trapianto di fegato, sebbene un follow-up più prolungato sia necessario per confermare i risultati.

TRAPIANTO DI FEGATO: CONFRONTO DEI RISULTATI PERI- E POST-OPERATORI TRA TECNICA OPEN E ROBOTICA

GRAZIOSI, CATERINA
2025/2026

Abstract

BACKGROUND: Il trapianto di fegato rappresenta la terapia di scelta per numerose patologie epatiche in fase terminale. Le innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni hanno permesso l'introduzione della chirurgia robotica nell'ambito dei trapianti d'organo, con l'obiettivo di ridurre il trauma chirurgico e migliorare il recupero postoperatorio. Tuttavia, la letteratura attuale sul trapianto di fegato robotico è ancora limitata e mancano studi comparativi di ampie dimensioni che ne valutino efficacia e sicurezza rispetto all'approccio open tradizionale. OBIETTIVI: L’obiettivo di questo lavoro è un’analisi sistematica degli esiti a breve e a lungo termine tra trapianto di fegato intero robotico e open mediante confronto diretto degli outcome a breve termine (complicanze postoperatorie, degenza in terapia intensiva e ospedaliera, mortalità a 90 giorni) e a lungo termine (sopravvivenza globale del paziente). Un ulteriore obiettivo è l'analisi della curva di apprendimento della procedura robotica. METODI: È stato condotto uno studio retrospettivo monocentrico presso l'Unità di Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell'Università di Modena e Reggio Emilia, includendo 159 pazienti sottoposti a trapianto di fegato da donatore deceduto: 117 con tecnica open e 42 con approccio completamente robotico. Sono stati esclusi i trapianti da donatore vivente, i ritrapianti e gli split. Per ciascun paziente sono state raccolte variabili demografiche, epatologiche, laboratoristiche, intraoperatorie e postoperatorie, incluse le complicanze classificate secondo Clavien-Dindo e CCI. Il confronto tra i gruppi è stato pianificato mediante propensity score matching basato su: tipologia di donazione, MELD, BMI, età del ricevente, ASA, presenza di HCC, ipertensione portale clinicamente significativa e peso del graft. RISULTATI: Dopo PSM 1:1 sono state ottenute 34 coppie bilanciate. Il tempo operatorio era maggiore nel gruppo robotico (573 vs 345 min, p<0,001), così come il WIT (53 vs 31 min, p<0,001), mentre il tempo di ischemia totale era sovrapponibile (p=0,29). La degenza postoperatoria era significativamente più breve nel gruppo robotico (6 vs 9 giorni, p=0,004), con degenza in terapia intensiva analoga. Le complicanze postoperatorie erano comparabili (44% vs 38%, p=0,81), con distribuzione Clavien-Dindo sovrapponibile a 30 e 90 giorni. Le complicanze tardive mostravano un trend favorevole per il robotico (13% vs 30%, p=0,14). Nessun ritrapianto nel gruppo robotico (0% vs 6%). La mortalità a 90 giorni era 0% in entrambi i gruppi. La sopravvivenza a 24 mesi era del 100% (robotico) vs 97% (open, log-rank p=0,527). La curva di apprendimento ha documentato una riduzione significativa del tempo operatorio (beta -3,4 min/caso, p=0,024) e del WIT (beta -0,46 min/caso, p=0,008), nonostante il progressivo ampliamento dei criteri di selezione verso pazienti più complessi. DISCUSSIONE: L'approccio robotico si è dimostrato fattibile e sicuro, con degenza ridotta e morbilità sovrapponibile nonostante tempi operatori più lunghi. Il miglioramento progressivo delle performance, contestuale all'inclusione di pazienti più complessi, suggerisce il superamento della fase iniziale della curva di apprendimento. Questi dati preliminari evidenziano un potenziale ruolo della chirurgia robotica nel trapianto di fegato, sebbene un follow-up più prolungato sia necessario per confermare i risultati.
2025
Trapianto di fegato
Chirurgia robotica
Tecnica mininvasiva
Outcome
Complicanze
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6757