La malattia di Alzheimer è associata a un progressivo deterioramento della memoria episodica e a una maggiore suscettibilità a produrre false memorie, tra cui intrusioni. Le evidenze sui correlati neuropsicologici e neuroanatomici della tendenza a produrre false memorie risultano tuttavia ancora limitate. Il presente studio ha indagato le caratteristiche cliniche, cognitivo-comportamentali e anatomiche associate alle intrusioni nella rievocazione libera e guidata del Free and Cued Selective Reminding Test (FCSRT). Sono stati inclusi 43 controlli sani e 54 pazienti con disturbo cognitivo sotteso da patologia di tipo Alzheimer, reclutati tra il 2019 e il 2025 presso l’ambulatorio di neurologia cognitiva dell’ospedale civile di Baggiovara. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una valutazione neuropsicologica estesa volta a valutare il funzionamento cognitivo globale, la memoria, il linguaggio, l’attenzione, la riserva cognitiva, l’anosognosia e i sintomi depressivi. Le intrusioni al FCSRT sono state analizzate tenendo in considerazione tre sottogruppi di pazienti: coloro che non hanno prodotto intrusioni, coloro che le hanno prodotte durante la rievocazione guidata e coloro che le hanno prodotte durante la rievocazione libera, indipendentemente dalla produzione o meno di intrusioni durante la rievocazione guidata. Le correlazioni neuroanatomiche sono state investigate mediante risonanza magnetica strutturale T1 e analisi voxel-wise whole brain tramite Voxel Based Morphometry. Nei pazienti con malattia di Alzheimer, le intrusioni alla rievocazione libera sono risultate associate a migliori prestazioni di fluenza fonologica, maggiore scolarità e livelli più elevati di riserva cognitiva rispetto agli altri sottogruppi. Nei controlli sani, l’assenza di intrusioni è risultata significativamente correlata a punteggi migliori nel richiamo totale immediato del FCSRT, a livelli più elevati di riserva cognitiva e a una maggiore scolarità rispetto agli altri sottogruppi. Le analisi di neuroimaging hanno evidenziato correlazioni negative tra numero di intrusioni e volume della sostanza grigia in aree cerebrali differenti a seconda della modalità di richiamo e del gruppo di appartenenza. I risultati suggeriscono che la produzione di intrusioni nella malattia di Alzheimer non dipenda esclusivamente dal deficit amnestico, ma rifletta una complessa interazione tra i meccanismi di codifica e recupero, il controllo esecutivo e le caratteristiche individuali premorbose. Le differenze osservate tra rievocazione libera e guidata suggeriscono il coinvolgimento di meccanismi cognitivi e substrati neurali almeno in parte differenti. Nel complesso, tali evidenze contribuiscono a chiarire i meccanismi cognitivi alla base delle false memorie, offrendo nuovi spunti per comprendere il ruolo delle intrusioni nel profilo cognitivo dei disturbi neurodegenerativi.
False Memorie nella Malattia di Alzheimer: correlati neuropsicologici e cerebrali
IORI, ALICE
2025/2026
Abstract
La malattia di Alzheimer è associata a un progressivo deterioramento della memoria episodica e a una maggiore suscettibilità a produrre false memorie, tra cui intrusioni. Le evidenze sui correlati neuropsicologici e neuroanatomici della tendenza a produrre false memorie risultano tuttavia ancora limitate. Il presente studio ha indagato le caratteristiche cliniche, cognitivo-comportamentali e anatomiche associate alle intrusioni nella rievocazione libera e guidata del Free and Cued Selective Reminding Test (FCSRT). Sono stati inclusi 43 controlli sani e 54 pazienti con disturbo cognitivo sotteso da patologia di tipo Alzheimer, reclutati tra il 2019 e il 2025 presso l’ambulatorio di neurologia cognitiva dell’ospedale civile di Baggiovara. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una valutazione neuropsicologica estesa volta a valutare il funzionamento cognitivo globale, la memoria, il linguaggio, l’attenzione, la riserva cognitiva, l’anosognosia e i sintomi depressivi. Le intrusioni al FCSRT sono state analizzate tenendo in considerazione tre sottogruppi di pazienti: coloro che non hanno prodotto intrusioni, coloro che le hanno prodotte durante la rievocazione guidata e coloro che le hanno prodotte durante la rievocazione libera, indipendentemente dalla produzione o meno di intrusioni durante la rievocazione guidata. Le correlazioni neuroanatomiche sono state investigate mediante risonanza magnetica strutturale T1 e analisi voxel-wise whole brain tramite Voxel Based Morphometry. Nei pazienti con malattia di Alzheimer, le intrusioni alla rievocazione libera sono risultate associate a migliori prestazioni di fluenza fonologica, maggiore scolarità e livelli più elevati di riserva cognitiva rispetto agli altri sottogruppi. Nei controlli sani, l’assenza di intrusioni è risultata significativamente correlata a punteggi migliori nel richiamo totale immediato del FCSRT, a livelli più elevati di riserva cognitiva e a una maggiore scolarità rispetto agli altri sottogruppi. Le analisi di neuroimaging hanno evidenziato correlazioni negative tra numero di intrusioni e volume della sostanza grigia in aree cerebrali differenti a seconda della modalità di richiamo e del gruppo di appartenenza. I risultati suggeriscono che la produzione di intrusioni nella malattia di Alzheimer non dipenda esclusivamente dal deficit amnestico, ma rifletta una complessa interazione tra i meccanismi di codifica e recupero, il controllo esecutivo e le caratteristiche individuali premorbose. Le differenze osservate tra rievocazione libera e guidata suggeriscono il coinvolgimento di meccanismi cognitivi e substrati neurali almeno in parte differenti. Nel complesso, tali evidenze contribuiscono a chiarire i meccanismi cognitivi alla base delle false memorie, offrendo nuovi spunti per comprendere il ruolo delle intrusioni nel profilo cognitivo dei disturbi neurodegenerativi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6761