Lo stigma verso le malattie mentali, fin dalla sua origine, è stato analizzato e approfondito in tutte le sue accezioni e conseguenze. Le sue varie tipologie infatti, oltre ad avere ripercussioni negative sulla salute mentale e fisica degli individui, ne impediscono anche la recovery, ne limitano la vita sociale, le possibilità in ambito lavorativo, abitativo, relazionale e in svariati altri campi. Nello stesso contesto è oggi in corso l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, con applicazioni pressoché in ogni settore. Si pone pertanto il quesito sul modo in cui tali algoritmi si rapportano con lo stigma. La presente tesi, a questo proposito, fa riferimento ad un più ampio studio sperimentale che ha indagato la modalità con la quale le persone valutano immagini di soggetti con disturbi mentali gravi create dall’IA, dal punto di vista della distanza sociale desiderata. Nello specifico, l’elaborato, dopo una revisione della letteratura in materia, approfondisce la sezione di suddetto studio volta ad analizzare il ruolo assunto in tale quadro dalla conoscenza (MAKS), il suo impatto differenziale sull’interpretazione di figure generate sulla base di indicazioni stereotipate o in assenza di esse (con solo indicazioni diagnostiche) e l’influenza di una eventuale formazione in campo psichiatrico. Le patologie considerate sono: schizofrenia, disturbo bipolare e depressione. Per ognuna sono state mostrate al campione due immagini, che si discostano nella metodologia di generazione da parte dell’IA per l’utilizzo o meno di Prompt stereotipici. Ai partecipanti è stato richiesto di osservarle e rispondere a domande inerenti ad esse, dopo aver compilato un questionario più generico che prendeva in considerazione anagrafica e conoscenza. I risultati mostrano una diminuzione dei livelli di stigma all’aumentare della conoscenza in linea generale, ma con dati disomogenei tra i disturbi. Il paradigma esposto è valido soprattutto per la depressione, mentre disturbo bipolare e rappresentazioni stereotipate della schizofrenia sono carenti in tale effetto protettivo. Emerge inoltre, come variabile, anche l’impatto della conoscenza sull’elaborazione delle immagini con o senza Prompt, con risultati significativi solo per la schizofrenia, nella quale l’immagine Prompt è associata a minor distanza sociale rispetto alla No-Prompt. I dati raccolti confermano anche l’ipotesi che associa la dichiarazione di formazione con la diminuzione dello stigma, mentre la sua eventuale attenuazione del divario tra distanza sociale legata a immagini Prompt versus distanza legata a immagini No-Prompt risulta non significativa in tutti e tre i disturbi. Il ruolo della conoscenza e della formazione nell’ambito della salute mentale, in conclusione, appaiono non completamente intuitivi e omogenei, suggerendo talora l’influenza di fattori diversi, esterni e interni, con un potere sui processi mentali attivati. Ciò pone la base per studi futuri volti ad indagare suddetti elementi e ad approfondire il campo d’azione dell’IA sullo stigma.
Stigma in salute mentale: il ruolo della formazione della valutazione di immagini generate dall'intelligenza artificiale
LANZI, NICOLE
2025/2026
Abstract
Lo stigma verso le malattie mentali, fin dalla sua origine, è stato analizzato e approfondito in tutte le sue accezioni e conseguenze. Le sue varie tipologie infatti, oltre ad avere ripercussioni negative sulla salute mentale e fisica degli individui, ne impediscono anche la recovery, ne limitano la vita sociale, le possibilità in ambito lavorativo, abitativo, relazionale e in svariati altri campi. Nello stesso contesto è oggi in corso l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, con applicazioni pressoché in ogni settore. Si pone pertanto il quesito sul modo in cui tali algoritmi si rapportano con lo stigma. La presente tesi, a questo proposito, fa riferimento ad un più ampio studio sperimentale che ha indagato la modalità con la quale le persone valutano immagini di soggetti con disturbi mentali gravi create dall’IA, dal punto di vista della distanza sociale desiderata. Nello specifico, l’elaborato, dopo una revisione della letteratura in materia, approfondisce la sezione di suddetto studio volta ad analizzare il ruolo assunto in tale quadro dalla conoscenza (MAKS), il suo impatto differenziale sull’interpretazione di figure generate sulla base di indicazioni stereotipate o in assenza di esse (con solo indicazioni diagnostiche) e l’influenza di una eventuale formazione in campo psichiatrico. Le patologie considerate sono: schizofrenia, disturbo bipolare e depressione. Per ognuna sono state mostrate al campione due immagini, che si discostano nella metodologia di generazione da parte dell’IA per l’utilizzo o meno di Prompt stereotipici. Ai partecipanti è stato richiesto di osservarle e rispondere a domande inerenti ad esse, dopo aver compilato un questionario più generico che prendeva in considerazione anagrafica e conoscenza. I risultati mostrano una diminuzione dei livelli di stigma all’aumentare della conoscenza in linea generale, ma con dati disomogenei tra i disturbi. Il paradigma esposto è valido soprattutto per la depressione, mentre disturbo bipolare e rappresentazioni stereotipate della schizofrenia sono carenti in tale effetto protettivo. Emerge inoltre, come variabile, anche l’impatto della conoscenza sull’elaborazione delle immagini con o senza Prompt, con risultati significativi solo per la schizofrenia, nella quale l’immagine Prompt è associata a minor distanza sociale rispetto alla No-Prompt. I dati raccolti confermano anche l’ipotesi che associa la dichiarazione di formazione con la diminuzione dello stigma, mentre la sua eventuale attenuazione del divario tra distanza sociale legata a immagini Prompt versus distanza legata a immagini No-Prompt risulta non significativa in tutti e tre i disturbi. Il ruolo della conoscenza e della formazione nell’ambito della salute mentale, in conclusione, appaiono non completamente intuitivi e omogenei, suggerendo talora l’influenza di fattori diversi, esterni e interni, con un potere sui processi mentali attivati. Ciò pone la base per studi futuri volti ad indagare suddetti elementi e ad approfondire il campo d’azione dell’IA sullo stigma.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6765