INTRODUZIONE. L’arresto cardiaco (AC) è tra le principali cause di morte a livello globale, con rilevanti differenze tra l’ambito intraospedaliero (IHCA) ed extraospedaliero (OHCA). I protocolli di “Advanced life Support” (ALS) mirano al ripristino spontaneo della circolazione (ROSC) tramite una rianimazione cardio-polmonare (RCP) di alta qualità e l’identificazione precoce di cause reversibili ("4I e 4T"). La POCUS è uno strumento diagnostico e prognostico potenzialmente determinante nel rilevare eziologie trattabili, come tamponamento cardiaco e ipovolemia; inoltre, recenti evidenze suggeriscono che il POCUS Pulse Check possa costituire un’alternativa più affidabile rispetto alla palpazione manuale del polso. OBIETTIVI DELLO STUDIO. Lo scopo principale del nostro studio è analizzare l’impiego della POCUS nei pazienti in AC presso il Pronto Soccorso (PS) di Reggio Emilia, focalizzandosi sull’identificazione delle cause reversibili e sull’impatto prognostico. Gli obiettivi secondari includono la valutazione dell’incidenza delle varie forme di attività elettrica senza polso (PEA) e il tasso di utilizzo della POCUS per il Pulse Check. MATERIALI E METODI. Lo studio ha carattere retrospettivo, osservazionale e monocentrico, includendo 81 pazienti adulti in AC nel periodo compreso tra Settembre 2022 e Settembre 2025. I dati sono stati estratti da cartelle cliniche cartacee e informatizzate. L’analisi statistica ha utilizzato il Test Chi-Quadro, il test U di Mann-Whitney e il Test Esatto di Fisher per confrontare variabili categoriche e continue; è stata svolta una regressione logistica binaria per identificare i predittori di ROSC, con valutazione della capacità discriminante tramite curve ROC. RISULTATI. Su 81 pazienti, il tasso di ROSC è stato del 30,9%. La PEA rappresenta il ritmo d’esordio predominante (45,7%). La ricerca ecografica di cause reversibili, effettuata in 36 pazienti (44,4%) ha identificato un’eziologia trattabile nel 72,2% dei casi, mentre il Pulse Check ecografico è stato effettuato nel 12,3% dei pazienti sottoposti a POCUS. Il tempo di Low Flow è risultato l’unico predittore indipendente di ROSC (p=0,001; OR 0,92 per minuto), con una forte capacità discriminante (AUC>0,75). Nel nostro studio non è emersa una correlazione significativa tra POCUS e tasso di ROSC (OR=0,7; p=0,435). CONCLUSIONI. L’utilizzo della POCUS è diffuso ma ancora poco standardizzato nella gestione dell’AC in PS. Sebbene possa risultare utile nell’identificazione di cause reversibili e nel miglioramento dell’accuratezza del Pulse Check, il principale determinante prognostico rimane il tempo di Low Flow. È auspicabile, in futuro, la definizione di criteri condivisi per il corretto utilizzo della POCUS nei protocolli ALS, al fine di favorire interventi terapeutici precoci e mirati e migliorare gli outcomes clinici.
L'utilizzo dell'ecografia Point of Care (POCUS) nella gestione del paziente in arresto cardiaco nel setting di Pronto Soccorso
MAGGI, ALESSANDRO
2025/2026
Abstract
INTRODUZIONE. L’arresto cardiaco (AC) è tra le principali cause di morte a livello globale, con rilevanti differenze tra l’ambito intraospedaliero (IHCA) ed extraospedaliero (OHCA). I protocolli di “Advanced life Support” (ALS) mirano al ripristino spontaneo della circolazione (ROSC) tramite una rianimazione cardio-polmonare (RCP) di alta qualità e l’identificazione precoce di cause reversibili ("4I e 4T"). La POCUS è uno strumento diagnostico e prognostico potenzialmente determinante nel rilevare eziologie trattabili, come tamponamento cardiaco e ipovolemia; inoltre, recenti evidenze suggeriscono che il POCUS Pulse Check possa costituire un’alternativa più affidabile rispetto alla palpazione manuale del polso. OBIETTIVI DELLO STUDIO. Lo scopo principale del nostro studio è analizzare l’impiego della POCUS nei pazienti in AC presso il Pronto Soccorso (PS) di Reggio Emilia, focalizzandosi sull’identificazione delle cause reversibili e sull’impatto prognostico. Gli obiettivi secondari includono la valutazione dell’incidenza delle varie forme di attività elettrica senza polso (PEA) e il tasso di utilizzo della POCUS per il Pulse Check. MATERIALI E METODI. Lo studio ha carattere retrospettivo, osservazionale e monocentrico, includendo 81 pazienti adulti in AC nel periodo compreso tra Settembre 2022 e Settembre 2025. I dati sono stati estratti da cartelle cliniche cartacee e informatizzate. L’analisi statistica ha utilizzato il Test Chi-Quadro, il test U di Mann-Whitney e il Test Esatto di Fisher per confrontare variabili categoriche e continue; è stata svolta una regressione logistica binaria per identificare i predittori di ROSC, con valutazione della capacità discriminante tramite curve ROC. RISULTATI. Su 81 pazienti, il tasso di ROSC è stato del 30,9%. La PEA rappresenta il ritmo d’esordio predominante (45,7%). La ricerca ecografica di cause reversibili, effettuata in 36 pazienti (44,4%) ha identificato un’eziologia trattabile nel 72,2% dei casi, mentre il Pulse Check ecografico è stato effettuato nel 12,3% dei pazienti sottoposti a POCUS. Il tempo di Low Flow è risultato l’unico predittore indipendente di ROSC (p=0,001; OR 0,92 per minuto), con una forte capacità discriminante (AUC>0,75). Nel nostro studio non è emersa una correlazione significativa tra POCUS e tasso di ROSC (OR=0,7; p=0,435). CONCLUSIONI. L’utilizzo della POCUS è diffuso ma ancora poco standardizzato nella gestione dell’AC in PS. Sebbene possa risultare utile nell’identificazione di cause reversibili e nel miglioramento dell’accuratezza del Pulse Check, il principale determinante prognostico rimane il tempo di Low Flow. È auspicabile, in futuro, la definizione di criteri condivisi per il corretto utilizzo della POCUS nei protocolli ALS, al fine di favorire interventi terapeutici precoci e mirati e migliorare gli outcomes clinici.| File | Dimensione | Formato | |
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