Abstract Introduzione: L’invecchiamento della popolazione ha determinato un progressivo aumento del numero di pazienti anziani caratterizzati da multimorbilità, fragilità e complessità assistenziale. In questo contesto, la Valutazione Multidimensionale Geriatrica (VMD) rappresenta uno strumento fondamentale per la stratificazione prognostica, consentendo di integrare informazioni funzionali, cognitive, nutrizionali e cliniche in una visione globale del paziente. Obiettivo del presente studio è stato identificare i principali determinanti della mortalità a 6 e 12 mesi nei pazienti anziani ricoverati in un reparto di Geriatria per acuti e individuare il dominio prognostico maggiormente associato all’outcome. Materiali e Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale monocentrico su 181 pazienti di età ≥ 65 anni consecutivamente ricoverati presso il reparto di Geriatria del Nuovo Ospedale Civile Sant’Agostino Estense di Baggiovara tra il 1° novembre 2025 e il 31 marzo 2026. Per ciascun paziente sono stati raccolti dati anamnestici, clinici e assistenziali, comprensivi di setting abitativo, modalità di dimissione e diagnosi di ricovero e Valutazione Multidimensionale Geriatrica comprensiva di valutazione funzionale, nutrizionale, cognitiva, di comorbidità, di rischio di lesioni da decubito, di necessità palliative e di fragilità complessiva attraverso scale validate. L’associazione tra le variabili considerate e la mortalità a 6 e 12 mesi è stata valutata mediante analisi univariate e regressione logistica multivariata. Risultati: L’età media della popolazione studiata era di 84,8 ± 6,3 anni; il 46,6% dei pazienti era di sesso femminile. La mortalità è risultata pari al 28,7% a 6 mesi e al 31,5% a 12 mesi. Sono state riscontrate associazioni tra mortalità e numerosi domini della VMD tra i quali spiccavano la comorbidità calcolata tramite CIRS S.I. (OR 6 mesi = 5,32; IC95% 2,06–13,70 e OR 12 mesi = 4,78; IC95% 1,91–11,95) e la fragilità calcolata tramite CSF (OR 6 mesi = 3,09; IC95% 2,04–4,66 e OR 12 mesi = 2,49; IC95% 1,76–3,52). Tra le comorbidità anamnestiche, demenza (mortalità a 6 mesi del 35,2% vs 22,6%; p = 0,071), arteriopatia obliterante periferica (mortalità a 6 mesi del 41,9% vs 26,0%; p = 0,084), scompenso cardiaco (mortalità a 6 mesi del 37,5% vs 26,8%; p = 0,281) e BPCO (mortalità a 6 mesi del 41,2% vs 26,0%; p = 0,094) hanno mostrato le associazioni prognostiche più rilevanti. Per quanto concerne il setting di dimissione, i pazienti dimessi a domicilio (mortalità a 12 mesi del 19,4% vs 46,3%; p < 0,001) hanno mostrato prognosi migliore rispetto a quelli dimessi in struttura (mortalità a 12 mesi 43,5% vs 29,9%; p = 0,231). Nei modelli di regressione logistica multivariata, la Clinical Frailty Scale è risultata l’unico predittore indipendente di mortalità, sia a 6 mesi (OR 2,77; IC95% 1,75–4,37; p<0,001) sia a 12 mesi (OR 2,19; IC95% 1,50–3,21; p<0,001). Conclusioni: I risultati confermano che la prognosi del paziente geriatrico ospedalizzato dipende principalmente dal grado di compromissione multidimensionale e dalla fragilità clinica globale, più che dalle singole patologie o dall’età anagrafica. La Clinical Frailty Scale si è dimostrata il più solido predittore indipendente di mortalità a breve e medio termine. La Valutazione Multidimensionale Geriatrica si conferma pertanto uno strumento essenziale per la stratificazione prognostica, la pianificazione assistenziale e l’identificazione precoce dei pazienti più vulnerabili.

UTILITA’ DELLA VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE GERIATRICA NELLA DEFINIZIONE DELLA PROGNOSI DEL PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO NEI PAZIENTI RICOVERATI IN UN REPARTO DI GERIATRIA PER ACUTI

MARIANO, CARLO
2025/2026

Abstract

Abstract Introduzione: L’invecchiamento della popolazione ha determinato un progressivo aumento del numero di pazienti anziani caratterizzati da multimorbilità, fragilità e complessità assistenziale. In questo contesto, la Valutazione Multidimensionale Geriatrica (VMD) rappresenta uno strumento fondamentale per la stratificazione prognostica, consentendo di integrare informazioni funzionali, cognitive, nutrizionali e cliniche in una visione globale del paziente. Obiettivo del presente studio è stato identificare i principali determinanti della mortalità a 6 e 12 mesi nei pazienti anziani ricoverati in un reparto di Geriatria per acuti e individuare il dominio prognostico maggiormente associato all’outcome. Materiali e Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale monocentrico su 181 pazienti di età ≥ 65 anni consecutivamente ricoverati presso il reparto di Geriatria del Nuovo Ospedale Civile Sant’Agostino Estense di Baggiovara tra il 1° novembre 2025 e il 31 marzo 2026. Per ciascun paziente sono stati raccolti dati anamnestici, clinici e assistenziali, comprensivi di setting abitativo, modalità di dimissione e diagnosi di ricovero e Valutazione Multidimensionale Geriatrica comprensiva di valutazione funzionale, nutrizionale, cognitiva, di comorbidità, di rischio di lesioni da decubito, di necessità palliative e di fragilità complessiva attraverso scale validate. L’associazione tra le variabili considerate e la mortalità a 6 e 12 mesi è stata valutata mediante analisi univariate e regressione logistica multivariata. Risultati: L’età media della popolazione studiata era di 84,8 ± 6,3 anni; il 46,6% dei pazienti era di sesso femminile. La mortalità è risultata pari al 28,7% a 6 mesi e al 31,5% a 12 mesi. Sono state riscontrate associazioni tra mortalità e numerosi domini della VMD tra i quali spiccavano la comorbidità calcolata tramite CIRS S.I. (OR 6 mesi = 5,32; IC95% 2,06–13,70 e OR 12 mesi = 4,78; IC95% 1,91–11,95) e la fragilità calcolata tramite CSF (OR 6 mesi = 3,09; IC95% 2,04–4,66 e OR 12 mesi = 2,49; IC95% 1,76–3,52). Tra le comorbidità anamnestiche, demenza (mortalità a 6 mesi del 35,2% vs 22,6%; p = 0,071), arteriopatia obliterante periferica (mortalità a 6 mesi del 41,9% vs 26,0%; p = 0,084), scompenso cardiaco (mortalità a 6 mesi del 37,5% vs 26,8%; p = 0,281) e BPCO (mortalità a 6 mesi del 41,2% vs 26,0%; p = 0,094) hanno mostrato le associazioni prognostiche più rilevanti. Per quanto concerne il setting di dimissione, i pazienti dimessi a domicilio (mortalità a 12 mesi del 19,4% vs 46,3%; p < 0,001) hanno mostrato prognosi migliore rispetto a quelli dimessi in struttura (mortalità a 12 mesi 43,5% vs 29,9%; p = 0,231). Nei modelli di regressione logistica multivariata, la Clinical Frailty Scale è risultata l’unico predittore indipendente di mortalità, sia a 6 mesi (OR 2,77; IC95% 1,75–4,37; p<0,001) sia a 12 mesi (OR 2,19; IC95% 1,50–3,21; p<0,001). Conclusioni: I risultati confermano che la prognosi del paziente geriatrico ospedalizzato dipende principalmente dal grado di compromissione multidimensionale e dalla fragilità clinica globale, più che dalle singole patologie o dall’età anagrafica. La Clinical Frailty Scale si è dimostrata il più solido predittore indipendente di mortalità a breve e medio termine. La Valutazione Multidimensionale Geriatrica si conferma pertanto uno strumento essenziale per la stratificazione prognostica, la pianificazione assistenziale e l’identificazione precoce dei pazienti più vulnerabili.
2025
VMD
Fragilità
CFS
Geriatria
prognosi
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi completa CARLO MARIANO.pdf

Accesso riservato

Dimensione 2.9 MB
Formato Adobe PDF
2.9 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6775