Background. La protesi totale d'anca rappresenta uno degli interventi di maggior successo della chirurgia ortopedica, ma il suo esito a lungo termine dipende in modo cruciale dalla stabilità dell'impianto, oggi non più riconducibile alla sola "zona sicura" di Lewinnek. È infatti ormai riconosciuto che i rapporti spino-pelvici e la mobilità del bacino modifichino l'orientamento funzionale delle componenti nei passaggi posturali, condizionando il rischio di lussazione: un orientamento basato esclusivamente sull’orientamento della pelvi in stazione eretta può rivelarsi a rischio in posizione seduta, soprattutto nei pazienti con rigidità della cerniera spinopelvica o patologia del rachide. In questo scenario, la pianificazione robotica basata su TC, che integra il calcolo della mobilità pelvica e la simulazione funzionale del conflitto protesico, consente un posizionamento paziente-specifico dei componenti. Obiettivo. Il presente studio si è proposto di valutare se il posizionamento delle componenti protesiche paziente-specifico basato su TC con calcolo della mobilità pelvica e su simulazione funzionale del conflitto risulta protettivo in caso di alterazioni anatomiche o funzionali del complesso pelvico-femorale e quali parametri ne guidino l'adozione; come endpoint secondario è stato analizzato il rapporto tra la variazione del sacral slope e quella del piano pelvico anteriore. Materiali e metodi. È stata condotta un'analisi retrospettiva monocentrica su 438 pazienti, sottoposte a protesi totale d'anca con tecnologia robotica MAKO; i parametri spino-pelvici, raccolti a partire da radiografie in proiezione laterale in ortostatismo e in posizione seduta per ogni paziente, assieme ai valori di pianificazione, sono stati studiati con metodi statistici non parametrici (correlazione di Spearman, confronti tra gruppi e regressione logistica). Risultati. La coorte ha mostrato un'ampia variabilità della mobilità pelvica, con il 21,0% di bacini rigidi, il 65,3% di mobilità normale e il 13,7% di pattern ipermobili. Nonostante questa eterogeneità, l'orientamento pianificato del cotile si è mantenuto entro una finestra molto ristretta di valori (inclinazione 40,4°±1,8; versione 21,0°±2,1; antiversione combinata 34,9°±5,0), con correlazioni deboli o trascurabili rispetto ai parametri anatomici pre-operatori (|ρ|≤0,18). L'inserto a doppia mobilità, impiegato nel 15,1% dei casi, è risultato predetto in modo indipendente da una maggiore pelvic incidence (OR 1,38) e da una ridotta mobilità pelvica (OR 0,62), cioè da un bacino più rigido, mentre il posizionamento del cotile in zona protettiva (8,9%) non è risultato guidato da alcun parametro specifico. La variazione del sacral slope e quella del piano pelvico anteriore sono risultate fortemente ma non perfettamente correlate (ρ = −0,75), a conferma che le due misure descrivono lo stesso movimento da riferimenti opposti senza essere però completamente sovrapponibili. Conclusioni. La pianificazione robotica funzionale attualmente in uso non determina una modifica del posizionamento delle componenti nel caso delle deformità anatomiche considerate e mantiene i componenti entro una zona sicura nella maggioranza dei pazienti, riservando le misure protettive, in particolare la doppia mobilità, ai bacini anatomicamente e funzionalmente più a rischio.

Valutazione della variabilità posturale dell’allineamento sagittale della cintura spino-pelvica in pazienti affetti da artrosi dell’anca e sottoposti ad impianto di protesi d’anca con tecnologia robotica

MASTRANGELO, ANDREA
2025/2026

Abstract

Background. La protesi totale d'anca rappresenta uno degli interventi di maggior successo della chirurgia ortopedica, ma il suo esito a lungo termine dipende in modo cruciale dalla stabilità dell'impianto, oggi non più riconducibile alla sola "zona sicura" di Lewinnek. È infatti ormai riconosciuto che i rapporti spino-pelvici e la mobilità del bacino modifichino l'orientamento funzionale delle componenti nei passaggi posturali, condizionando il rischio di lussazione: un orientamento basato esclusivamente sull’orientamento della pelvi in stazione eretta può rivelarsi a rischio in posizione seduta, soprattutto nei pazienti con rigidità della cerniera spinopelvica o patologia del rachide. In questo scenario, la pianificazione robotica basata su TC, che integra il calcolo della mobilità pelvica e la simulazione funzionale del conflitto protesico, consente un posizionamento paziente-specifico dei componenti. Obiettivo. Il presente studio si è proposto di valutare se il posizionamento delle componenti protesiche paziente-specifico basato su TC con calcolo della mobilità pelvica e su simulazione funzionale del conflitto risulta protettivo in caso di alterazioni anatomiche o funzionali del complesso pelvico-femorale e quali parametri ne guidino l'adozione; come endpoint secondario è stato analizzato il rapporto tra la variazione del sacral slope e quella del piano pelvico anteriore. Materiali e metodi. È stata condotta un'analisi retrospettiva monocentrica su 438 pazienti, sottoposte a protesi totale d'anca con tecnologia robotica MAKO; i parametri spino-pelvici, raccolti a partire da radiografie in proiezione laterale in ortostatismo e in posizione seduta per ogni paziente, assieme ai valori di pianificazione, sono stati studiati con metodi statistici non parametrici (correlazione di Spearman, confronti tra gruppi e regressione logistica). Risultati. La coorte ha mostrato un'ampia variabilità della mobilità pelvica, con il 21,0% di bacini rigidi, il 65,3% di mobilità normale e il 13,7% di pattern ipermobili. Nonostante questa eterogeneità, l'orientamento pianificato del cotile si è mantenuto entro una finestra molto ristretta di valori (inclinazione 40,4°±1,8; versione 21,0°±2,1; antiversione combinata 34,9°±5,0), con correlazioni deboli o trascurabili rispetto ai parametri anatomici pre-operatori (|ρ|≤0,18). L'inserto a doppia mobilità, impiegato nel 15,1% dei casi, è risultato predetto in modo indipendente da una maggiore pelvic incidence (OR 1,38) e da una ridotta mobilità pelvica (OR 0,62), cioè da un bacino più rigido, mentre il posizionamento del cotile in zona protettiva (8,9%) non è risultato guidato da alcun parametro specifico. La variazione del sacral slope e quella del piano pelvico anteriore sono risultate fortemente ma non perfettamente correlate (ρ = −0,75), a conferma che le due misure descrivono lo stesso movimento da riferimenti opposti senza essere però completamente sovrapponibili. Conclusioni. La pianificazione robotica funzionale attualmente in uso non determina una modifica del posizionamento delle componenti nel caso delle deformità anatomiche considerate e mantiene i componenti entro una zona sicura nella maggioranza dei pazienti, riservando le misure protettive, in particolare la doppia mobilità, ai bacini anatomicamente e funzionalmente più a rischio.
2025
Protesi d'anca
Coxartrosi
Cintura spinopelvica
Sacral slope
Tecnologia robotica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6779