Introduzione: La Violenza di Genere (VDG), seppur interpretata per anni come un problema solamente sociale è, a tutti gli effetti, un problema di salute globale: sistemico, endemico e altamente impattante come numerosità delle vittime. L’OMS dichiara che “la violenza rappresenta un determinante sociale della salute fisica e mentale della donna”, poiché “la violenza in ambito domestico rappresenta, per le donne di età tra i 16 e i 44 anni, la principale causa di decesso e di invalidità”. La campagna delle Nazioni Unite “UNiTE” richiama l’attenzione sull’allarmante escalation della violenza contro le donne dove “ogni 10 minuti una donna viene uccisa”. La tesi in questione analizza inizialmente come, le radici della Violenza di Genere, affondino all’interno di quella che più ampiamente viene definita come “cultura patriarcale”; per poi approfondire tutte le diverse forme di violenza e le differenze principali tra esse. Per quanto concerne i dati locali, le donne giunte presso il nosocomio di Baggiovara, solamente durante il 2025, risultano essere 64. Obiettivi: Gli obiettivi della tesi sono principalmente: analizzare la tematica della Violenza di Genere e valutare l’attuazione del Protocollo riguardante la gestione della VDG nell’ambito del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile Sant’Agostino di Baggiovara. Il protocollo studiato risale all’Ottobre del 2022 e riguarda la gestione delle donne vittime di violenza: dall’intervento sul posto (FFOO, Centrale Operativa), al Triage, all’aggancio con la Medicina Legale e la Psicologia Clinica, per poi arrivare alla collaborazione con la rete territoriale (PRIS, Centri Antiviolenza). Materiali e metodi: I materiali utilizzati per la ricerca sono stati gli accessi eseguiti dalle donne negli anni 2024 e 2025. L’anno principalmente analizzato risulta però essere nello specifico il 2025. Sono stati analizzati tutti i referti di tutte le pazienti donne che sono transitate presso il Pronto Soccorso di Baggiovara che presentassero un “Motivo di Accesso” tra: “Opera Terzi”, “Violenza Sessuale” o “Violenza di Genere”. È stata fatta una ricerca minuziosa di informazioni, tutelando però la privacy individuale della donna, che permettesse di capire nel complesso quante fossero le donne vittime di violenza recatesi, le loro età, la cittadinanza, con quale mezzo sono giunte presso l’ospedale, come sono state dimesse, chi fosse l’autore della violenza, quale fosse il legame affettivo con la vittima, se i figli fossero eventualmente presenti (violenza assistita) e se la donna fosse in uno stato di gravidanza. Si sono utilizzati inoltre materiali quali: le convenzioni internazionali, la legge italiana, il codice penale e civile, e altre risorse normative e legislative inerenti al tema. Risultati e Conclusioni: Tale ricerca ha permesso di fare emergere i dati reali e totali degli accessi presso il Pronto Soccorso delle vittime di VDG che, per motivi tecnici legati alla privacy, non possono essere sommati in modalità automatica dal sistema informatico. Ha permesso altresì di capire se il protocollo viene attuato correttamente e quali siano le eventuali lacune di attuazione. L’elaborato, poiché presenta un’analisi globalmente più ampia rispetto al solo dato sanitario, si conclude con una possibile “cura” della VDG – intesa come “malattia endemica” - quali l’educazione sessuo-affettiva ed una corretta informazione e formazione, che può partire anche dallo stesso personale sanitario.
Studio sulla Gestione della Violenza di Genere presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale Civile Sant'Agostino
MEDICI, LAURA
2025/2026
Abstract
Introduzione: La Violenza di Genere (VDG), seppur interpretata per anni come un problema solamente sociale è, a tutti gli effetti, un problema di salute globale: sistemico, endemico e altamente impattante come numerosità delle vittime. L’OMS dichiara che “la violenza rappresenta un determinante sociale della salute fisica e mentale della donna”, poiché “la violenza in ambito domestico rappresenta, per le donne di età tra i 16 e i 44 anni, la principale causa di decesso e di invalidità”. La campagna delle Nazioni Unite “UNiTE” richiama l’attenzione sull’allarmante escalation della violenza contro le donne dove “ogni 10 minuti una donna viene uccisa”. La tesi in questione analizza inizialmente come, le radici della Violenza di Genere, affondino all’interno di quella che più ampiamente viene definita come “cultura patriarcale”; per poi approfondire tutte le diverse forme di violenza e le differenze principali tra esse. Per quanto concerne i dati locali, le donne giunte presso il nosocomio di Baggiovara, solamente durante il 2025, risultano essere 64. Obiettivi: Gli obiettivi della tesi sono principalmente: analizzare la tematica della Violenza di Genere e valutare l’attuazione del Protocollo riguardante la gestione della VDG nell’ambito del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile Sant’Agostino di Baggiovara. Il protocollo studiato risale all’Ottobre del 2022 e riguarda la gestione delle donne vittime di violenza: dall’intervento sul posto (FFOO, Centrale Operativa), al Triage, all’aggancio con la Medicina Legale e la Psicologia Clinica, per poi arrivare alla collaborazione con la rete territoriale (PRIS, Centri Antiviolenza). Materiali e metodi: I materiali utilizzati per la ricerca sono stati gli accessi eseguiti dalle donne negli anni 2024 e 2025. L’anno principalmente analizzato risulta però essere nello specifico il 2025. Sono stati analizzati tutti i referti di tutte le pazienti donne che sono transitate presso il Pronto Soccorso di Baggiovara che presentassero un “Motivo di Accesso” tra: “Opera Terzi”, “Violenza Sessuale” o “Violenza di Genere”. È stata fatta una ricerca minuziosa di informazioni, tutelando però la privacy individuale della donna, che permettesse di capire nel complesso quante fossero le donne vittime di violenza recatesi, le loro età, la cittadinanza, con quale mezzo sono giunte presso l’ospedale, come sono state dimesse, chi fosse l’autore della violenza, quale fosse il legame affettivo con la vittima, se i figli fossero eventualmente presenti (violenza assistita) e se la donna fosse in uno stato di gravidanza. Si sono utilizzati inoltre materiali quali: le convenzioni internazionali, la legge italiana, il codice penale e civile, e altre risorse normative e legislative inerenti al tema. Risultati e Conclusioni: Tale ricerca ha permesso di fare emergere i dati reali e totali degli accessi presso il Pronto Soccorso delle vittime di VDG che, per motivi tecnici legati alla privacy, non possono essere sommati in modalità automatica dal sistema informatico. Ha permesso altresì di capire se il protocollo viene attuato correttamente e quali siano le eventuali lacune di attuazione. L’elaborato, poiché presenta un’analisi globalmente più ampia rispetto al solo dato sanitario, si conclude con una possibile “cura” della VDG – intesa come “malattia endemica” - quali l’educazione sessuo-affettiva ed una corretta informazione e formazione, che può partire anche dallo stesso personale sanitario.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Medici.Laura.pdf
Accesso riservato
Dimensione
3.34 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.34 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/6780