Introduzione. I tumori infantili rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie rare, ma di notevole rilevanza clinica e sanitaria. Nonostante i progressi terapeutici ne abbiano migliorato la sopravvivenza, l’eziologia della maggior parte dei tumori pediatrici rimane in larga parte ignota, comprendendo fattori genetici ed ambientali. Tra questi ultimi, l’inquinamento atmosferico correlato al traffico veicolare ha ricevuto crescente attenzione, specie per quanto riguarda benzene e particolato. In particolare, recenti studi condotti nel territorio modenese e reggiano hanno contribuito a suggerire un’associazione tra esposizione residenziale a benzene e aumento del rischio di leucemia infantile. Obiettivo. In questo studio, ci siamo proposti di valutare l’associazione tra esposizione residenziale a inquinanti atmosferici da traffico veicolare, in particolare a benzene e PM10, e rischio di tumori cerebrali e linfonodali infantili nella provincia di Modena. Metodi. Abbiamo condotto uno studio caso-controllo di popolazione nei bambini di età compresa tra 0 e 14 anni, residenti in provincia di Modena e con diagnosi di tumore cerebrale e linfonodale nel periodo 1998-2024. I casi sono stati identificati dal registro AIEOP, mentre i controlli appaiati per sesso e anno di nascita in rapporto 1:4 grazie ai registri dell’AUSL di Modena. Abbiamo stimato l’esposizione residenziale a benzene e PM10 (valori medi e massimi orari) presso la residenza alla data di diagnosi mediante georeferenziazione e modello di dispersione CALINE4, usando modelli di regressione logistica condizionata (mediante analisi continue, per quartili e categorie fisse) e modelli non-lineari ‘spline’ per calcolare l’odds ratio (OR) e l’intervallo di confidenza al 95%, stratificando l’analisi per età. Risultati. Abbiamo incluso nell’analisi 120 casi di tumori cerebrali e 480 controlli, 18 casi di tumori linfonodali e 72 controlli. Nei tumori cerebrali, l’analisi per categorie fisse ha evidenziato OR superiori all’unità per benzene e PM10 medi. Nei bambini con età <5 anni, l’OR per PM10 medio aggiustato per confondenti è risultato pari a 2,88 nel terzo quartile e a 2,92 nella categoria fissa più elevata, mentre per i valori massimi di PM10 gli OR sono risultati rispettivamente pari a 2,53, 3,58 e 2,27. Nei tumori linfonodali non sono invece emersi evidenti incrementi del rischio. L’analisi non lineare ha confermato questi risultati in riferimento al rischio di tumore cerebrale, in particolare per i bambini di età <5 anni, confermando l’assenza di associazione per i tumori linfonodali. Conclusioni. I risultati ottenuti suggeriscono come l’esposizione a traffico veicolare negli ultimi decenni in una realtà quale quella modenese sia risultata associata al rischio di tumori cerebrali infantili, in particolare sotto i 5 anni, confermando risultati già ottenuti con riferimento alle leucemie, e con particolare riferimento al ruolo del PM10. Per i tumori linfonodali, i nostri risultati non hanno invece suggerito un ruolo eziologico significativo dell’inquinamento atmosferico, pur a fronte di una ridotta precisione statistica delle stime. I risultati emersi sembrano confermare come l’inquinamento da traffico rappresenti un fattore di rischio ambientale per alcuni tumori infantili, suggerendo l’importanza di appropriate misure di prevenzione.

Fattori di rischio dei tumori infantili nel territorio modenese: uno studio caso controllo di popolazione

MENDICINI, FILIPPO
2025/2026

Abstract

Introduzione. I tumori infantili rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie rare, ma di notevole rilevanza clinica e sanitaria. Nonostante i progressi terapeutici ne abbiano migliorato la sopravvivenza, l’eziologia della maggior parte dei tumori pediatrici rimane in larga parte ignota, comprendendo fattori genetici ed ambientali. Tra questi ultimi, l’inquinamento atmosferico correlato al traffico veicolare ha ricevuto crescente attenzione, specie per quanto riguarda benzene e particolato. In particolare, recenti studi condotti nel territorio modenese e reggiano hanno contribuito a suggerire un’associazione tra esposizione residenziale a benzene e aumento del rischio di leucemia infantile. Obiettivo. In questo studio, ci siamo proposti di valutare l’associazione tra esposizione residenziale a inquinanti atmosferici da traffico veicolare, in particolare a benzene e PM10, e rischio di tumori cerebrali e linfonodali infantili nella provincia di Modena. Metodi. Abbiamo condotto uno studio caso-controllo di popolazione nei bambini di età compresa tra 0 e 14 anni, residenti in provincia di Modena e con diagnosi di tumore cerebrale e linfonodale nel periodo 1998-2024. I casi sono stati identificati dal registro AIEOP, mentre i controlli appaiati per sesso e anno di nascita in rapporto 1:4 grazie ai registri dell’AUSL di Modena. Abbiamo stimato l’esposizione residenziale a benzene e PM10 (valori medi e massimi orari) presso la residenza alla data di diagnosi mediante georeferenziazione e modello di dispersione CALINE4, usando modelli di regressione logistica condizionata (mediante analisi continue, per quartili e categorie fisse) e modelli non-lineari ‘spline’ per calcolare l’odds ratio (OR) e l’intervallo di confidenza al 95%, stratificando l’analisi per età. Risultati. Abbiamo incluso nell’analisi 120 casi di tumori cerebrali e 480 controlli, 18 casi di tumori linfonodali e 72 controlli. Nei tumori cerebrali, l’analisi per categorie fisse ha evidenziato OR superiori all’unità per benzene e PM10 medi. Nei bambini con età <5 anni, l’OR per PM10 medio aggiustato per confondenti è risultato pari a 2,88 nel terzo quartile e a 2,92 nella categoria fissa più elevata, mentre per i valori massimi di PM10 gli OR sono risultati rispettivamente pari a 2,53, 3,58 e 2,27. Nei tumori linfonodali non sono invece emersi evidenti incrementi del rischio. L’analisi non lineare ha confermato questi risultati in riferimento al rischio di tumore cerebrale, in particolare per i bambini di età <5 anni, confermando l’assenza di associazione per i tumori linfonodali. Conclusioni. I risultati ottenuti suggeriscono come l’esposizione a traffico veicolare negli ultimi decenni in una realtà quale quella modenese sia risultata associata al rischio di tumori cerebrali infantili, in particolare sotto i 5 anni, confermando risultati già ottenuti con riferimento alle leucemie, e con particolare riferimento al ruolo del PM10. Per i tumori linfonodali, i nostri risultati non hanno invece suggerito un ruolo eziologico significativo dell’inquinamento atmosferico, pur a fronte di una ridotta precisione statistica delle stime. I risultati emersi sembrano confermare come l’inquinamento da traffico rappresenti un fattore di rischio ambientale per alcuni tumori infantili, suggerendo l’importanza di appropriate misure di prevenzione.
2025
ambiente
epidemiologia
prevenzione
tumori infantili
fattori di rischio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6781