Introduzione: Gli stadi IIA-IIIC del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) rappresentano un gruppo eterogeneo di pazienti che richiede una valutazione multidisciplinare dedicata. L'introduzione dell'immunoterapia nei setting neoadiuvante, perioperatorio, adiuvante e di consolidamento ha ampliato le opzioni terapeutiche, rendendo il PDTA uno strumento essenziale per la definizione del percorso di cura. Obiettivo: Descrivere il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti con NSCLC non oncogene-addicted in stadio IIA-IIIC discussi nel PDTA polmone dell'AOU di Modena, valutando strategie terapeutiche adottate, implementazione dell'immunoterapia e outcome clinici. Materiali e metodi: Sono stati inclusi pazienti affetti da NSCLC non oncogene-addicted in stadio clinico IIA- IIIC (VIII o IX TNM), discussi nel PDTA dell'AOU di Modena tra gennaio 2024 e gennaio 2026. Follow-up aggiornato a maggio 2026. Risultati: Sono stati inclusi 68 pazienti, con età mediana di 71 anni (95% CI 69.6-73.0); il 67.6% era di sesso maschile. L'adenocarcinoma rappresentava l'istotipo prevalente (67.6%), seguito dal carcinoma squamoso (32.4%). La PET-TC basale è stata eseguita nel 97.1% dei casi e l'EBUS nell'80.9%. L'espressione di PD-L1 (n=67) era compresa tra 1% e 49% nel 66.2% dei casi, ≥50% nel 25.0% e assente nell'8.8%. Alla diagnosi, la distribuzione degli stadi era: IB 2.9% (n=2), IIA 2.9% (n=2), IIB 27.9% (n=19), IIIA 41.2% (n=28), IIIB 23.5% (n=16) e IIIC 1.5% (n=1). I due pazienti inizialmente classificati come IB sono stati inclusi nell'analisi per upstaging patologico postoperatorio. La valutazione multidisciplinare ha indirizzato 41 pazienti (60.3%) verso un approccio chirurgico: 27 (39.7%) sono stati sottoposti a chirurgia upfront, seguita da terapia adiuvante in 11 casi (3 associati a immunoterapia), mentre 14 (20.6%) hanno ricevuto trattamento neoadiuvante o perioperatorio con immunoterapia. I restanti 27 pazienti (39.7%), non resecabili, sono stati trattati con chemio-radioterapia concomitante; di questi, 25 (92.6%) hanno ricevuto immunoterapia di consolidamento. L'immunoterapia ha mostrato un favorevole profilo di tollerabilità, con interruzioni correlate a tossicità nel 7.14 % dei casi (3 pazienti su 42). Con un follow-up mediano di 19.0 mesi, la PFS mediana è risultata pari a 18.9 mesi (95% CI 16.3-23.9) e la OS mediana a 31.4 mesi (95% CI 25.9-31.4). Tra i pazienti operati dopo il trattamento neoadiuvante, è stata raggiunta una risposta patologica completa (pCR) del 38,5% (5/13 pazienti). Il percorso diagnostico-terapeutico ha mostrato un'elevata efficienza organizzativa: il tempo mediano intercorrente tra la diagnosi istologica e l'inizio del trattamento è stato di 39 giorni, mentre l'intervallo tra la discussione multidisciplinare (MDT) e l'avvio della terapia è risultato di soli 26 giorni. Il confronto temporale ha mostrato un significativo mutamento delle strategie terapeutiche dopo il 2025: la quota di pazienti indirizzati a un percorso chirurgico radicale è aumentata dal 45,7% al 75,8% (p=0,0142), con una contestuale riduzione del ricorso alla sola chemio-radioterapia. Conclusioni: Gli stadi IIA-IIIC del NSCLC richiedono un approccio multidisciplinare strutturato. Nella nostra esperienza, l'elevata aderenza ai percorsi diagnostico-terapeutici e l'ampia integrazione dell'immunoterapia nei diversi setting di trattamento si sono associate a risultati clinici incoraggianti, confermando il ruolo centrale della personalizzazione terapeutica nel NSCLC localmente avanzato.

Carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio precoce e localmente avanzato: strategie terapeutiche multidisciplinari nell’era dell’immunoterapia. L’esperienza dell’AOU di Modena.

MONTUORI, ALESSIA
2025/2026

Abstract

Introduzione: Gli stadi IIA-IIIC del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) rappresentano un gruppo eterogeneo di pazienti che richiede una valutazione multidisciplinare dedicata. L'introduzione dell'immunoterapia nei setting neoadiuvante, perioperatorio, adiuvante e di consolidamento ha ampliato le opzioni terapeutiche, rendendo il PDTA uno strumento essenziale per la definizione del percorso di cura. Obiettivo: Descrivere il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti con NSCLC non oncogene-addicted in stadio IIA-IIIC discussi nel PDTA polmone dell'AOU di Modena, valutando strategie terapeutiche adottate, implementazione dell'immunoterapia e outcome clinici. Materiali e metodi: Sono stati inclusi pazienti affetti da NSCLC non oncogene-addicted in stadio clinico IIA- IIIC (VIII o IX TNM), discussi nel PDTA dell'AOU di Modena tra gennaio 2024 e gennaio 2026. Follow-up aggiornato a maggio 2026. Risultati: Sono stati inclusi 68 pazienti, con età mediana di 71 anni (95% CI 69.6-73.0); il 67.6% era di sesso maschile. L'adenocarcinoma rappresentava l'istotipo prevalente (67.6%), seguito dal carcinoma squamoso (32.4%). La PET-TC basale è stata eseguita nel 97.1% dei casi e l'EBUS nell'80.9%. L'espressione di PD-L1 (n=67) era compresa tra 1% e 49% nel 66.2% dei casi, ≥50% nel 25.0% e assente nell'8.8%. Alla diagnosi, la distribuzione degli stadi era: IB 2.9% (n=2), IIA 2.9% (n=2), IIB 27.9% (n=19), IIIA 41.2% (n=28), IIIB 23.5% (n=16) e IIIC 1.5% (n=1). I due pazienti inizialmente classificati come IB sono stati inclusi nell'analisi per upstaging patologico postoperatorio. La valutazione multidisciplinare ha indirizzato 41 pazienti (60.3%) verso un approccio chirurgico: 27 (39.7%) sono stati sottoposti a chirurgia upfront, seguita da terapia adiuvante in 11 casi (3 associati a immunoterapia), mentre 14 (20.6%) hanno ricevuto trattamento neoadiuvante o perioperatorio con immunoterapia. I restanti 27 pazienti (39.7%), non resecabili, sono stati trattati con chemio-radioterapia concomitante; di questi, 25 (92.6%) hanno ricevuto immunoterapia di consolidamento. L'immunoterapia ha mostrato un favorevole profilo di tollerabilità, con interruzioni correlate a tossicità nel 7.14 % dei casi (3 pazienti su 42). Con un follow-up mediano di 19.0 mesi, la PFS mediana è risultata pari a 18.9 mesi (95% CI 16.3-23.9) e la OS mediana a 31.4 mesi (95% CI 25.9-31.4). Tra i pazienti operati dopo il trattamento neoadiuvante, è stata raggiunta una risposta patologica completa (pCR) del 38,5% (5/13 pazienti). Il percorso diagnostico-terapeutico ha mostrato un'elevata efficienza organizzativa: il tempo mediano intercorrente tra la diagnosi istologica e l'inizio del trattamento è stato di 39 giorni, mentre l'intervallo tra la discussione multidisciplinare (MDT) e l'avvio della terapia è risultato di soli 26 giorni. Il confronto temporale ha mostrato un significativo mutamento delle strategie terapeutiche dopo il 2025: la quota di pazienti indirizzati a un percorso chirurgico radicale è aumentata dal 45,7% al 75,8% (p=0,0142), con una contestuale riduzione del ricorso alla sola chemio-radioterapia. Conclusioni: Gli stadi IIA-IIIC del NSCLC richiedono un approccio multidisciplinare strutturato. Nella nostra esperienza, l'elevata aderenza ai percorsi diagnostico-terapeutici e l'ampia integrazione dell'immunoterapia nei diversi setting di trattamento si sono associate a risultati clinici incoraggianti, confermando il ruolo centrale della personalizzazione terapeutica nel NSCLC localmente avanzato.
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