L’osteoartrosi (OA) di ginocchio è una delle patologie cronico-degenerative più prevalenti nella popolazione adulta, responsabile di dolore cronico e limitazione funzionale. I trattamenti conservativi mostrano efficacia limitata, mentre la sostituzione protesica (PTG), gold standard per l’OA terminale, è gravata da morbilità e incompatibile con attività intense (vedasi servizio militare). Il tessuto adiposo microprocessato autologo (aMFAT, Lipogems®) rappresenta una fonte di cellule staminali mesenchimali (MSC) con proprietà antiinfiammatorie e condroprotettive. La procedura combinata artroscopia + singola infiltrazione di aMFAT ha mostrato risultati promettenti a breve termine, con dati a lungo termine ancora scarsi. L’obiettivo di questo lavoro è valutare i risultati clinico-funzionali a medio-lungo termine della procedura combinata artroscopia + aMFAT (Lipogems®) nella patologia degenerativa del ginocchio, identificare i predittori di conversione a protesi, quantificare la sopravvivenza libera da protesi con analisi di Kaplan-Meier e proporre inserimento nei protocolli terapeutici di medicina militare. È stato svolto uno studio retrospettivo, osservazionale, monocentrico (AOU Policlinico di Modena). La casistica è formata da 89 pazienti (91 ginocchia), trattati tra dicembre 2015 e novembre 2022, con follow-up medio 7,2 anni (range 3-11 anni) e completezza del 100%. Gli outcome utilizzati sono: KOOS, WOMAC, soddisfazione 1-5, conversione a protesi. È stata poi svolta un’analisi di sopravvivenza attraverso metodo di Kaplan-Meier (IC 95%, Greenwood). Per l’analisi di eventuali predittori sono stati scelti i seguenti sottogruppi: età (≤50/51-60/≥61 anni), grado Outerbridge intraoperatorio (II/III/IV), tipo di procedura artroscopica (Debridement, D+Meniscectomia, D+Microperforazioni, D+Meniscectomia+Microperforazioni), sesso. Per l’analisi statistica sono invece stati utilizzati il Test di Wilcoxon, di Kruskal-Wallis, Mann-Whitney e Chi-quadro. I risultati ottenuti dal lavoro sono: miglioramento del punteggio KOOS da 37,4→73,3 (+35,9±19,8; p < 0,0001); miglioramento del punteggio WOMAC da 64,5→28,1 (-36,4±24,7; p < 0,0001). La Minimal Clinically Important Difference (MCID) è stata raggiunta dall’86,8% per KOOS e dal 79,1% per WOMAC. La soddisfazione ≥ 4/5 è stata raggiunta dal 65,9% dei pazienti; solo il 19,8% (18/91) è andato incontro a conversione a protesi. La sopravvivenza libera da protesi è del 76,0% a 7 anni (IC 95%: 65,9-86,1%; mediana non raggiunta a 11 anni). L’analisi dei predittori ci dice che: l’età è l’unico predittore statisticamente significativo (p = 0,020; convertiti 60,9±8,6 anni vs 55,2±10,4 anni); il sesso non è predittore indipendente (p = 1,000); il grado Outerbridge IV è associato al 31,6 % di conversioni vs il 17,1 % del grado II e il 16,1% del grado III, dunque risulta un predittore clinicamente significativo; il Debridement+Microperforazioni utilizzato in nove pazienti ha presentato 0 conversioni, con sopravvivenza 100% a 7 anni, a differenza del Debridement isolato, con un tasso di conversione del 24,5%. In conclusione, la procedura è sicura, efficace e duratura (MCID 86,8%; sopravvivenza 76,0% a 7 anni). L’età è l’unico predittore significativo (p = 0,020); il grado Outerbridge IV e il debridement isolato aumentano il rischio di fallimento. Il D+MP azzera le conversioni, suggerendo un effetto sinergico dual-MSC. Il confronto con Giorgini et al. (2022), stesso centro, follow-up di 2 anni, conferma la coerenza a breve termine e ne documenta la durabilità a 7,2 anni. La sopravvivenza del 91,6% a 7 anni nei pazienti ≤ 50 anni giustifica l’inserimento nei protocolli di medicina militare per la tutela dell’efficienza fisica del personale.

RISULTATO CLINICO-FUNZIONALE A MEDIO TERMINE IN PAZIENTI AFFETTI DA OSTEOARTROSI DI GINOCCHIO, TRATTATI CON ARTROSCOPIA E INFILTRAZIONE DI LIPOASPIRATO MICROPROCESSATO

PIZZELLA, FRANCESCO
2025/2026

Abstract

L’osteoartrosi (OA) di ginocchio è una delle patologie cronico-degenerative più prevalenti nella popolazione adulta, responsabile di dolore cronico e limitazione funzionale. I trattamenti conservativi mostrano efficacia limitata, mentre la sostituzione protesica (PTG), gold standard per l’OA terminale, è gravata da morbilità e incompatibile con attività intense (vedasi servizio militare). Il tessuto adiposo microprocessato autologo (aMFAT, Lipogems®) rappresenta una fonte di cellule staminali mesenchimali (MSC) con proprietà antiinfiammatorie e condroprotettive. La procedura combinata artroscopia + singola infiltrazione di aMFAT ha mostrato risultati promettenti a breve termine, con dati a lungo termine ancora scarsi. L’obiettivo di questo lavoro è valutare i risultati clinico-funzionali a medio-lungo termine della procedura combinata artroscopia + aMFAT (Lipogems®) nella patologia degenerativa del ginocchio, identificare i predittori di conversione a protesi, quantificare la sopravvivenza libera da protesi con analisi di Kaplan-Meier e proporre inserimento nei protocolli terapeutici di medicina militare. È stato svolto uno studio retrospettivo, osservazionale, monocentrico (AOU Policlinico di Modena). La casistica è formata da 89 pazienti (91 ginocchia), trattati tra dicembre 2015 e novembre 2022, con follow-up medio 7,2 anni (range 3-11 anni) e completezza del 100%. Gli outcome utilizzati sono: KOOS, WOMAC, soddisfazione 1-5, conversione a protesi. È stata poi svolta un’analisi di sopravvivenza attraverso metodo di Kaplan-Meier (IC 95%, Greenwood). Per l’analisi di eventuali predittori sono stati scelti i seguenti sottogruppi: età (≤50/51-60/≥61 anni), grado Outerbridge intraoperatorio (II/III/IV), tipo di procedura artroscopica (Debridement, D+Meniscectomia, D+Microperforazioni, D+Meniscectomia+Microperforazioni), sesso. Per l’analisi statistica sono invece stati utilizzati il Test di Wilcoxon, di Kruskal-Wallis, Mann-Whitney e Chi-quadro. I risultati ottenuti dal lavoro sono: miglioramento del punteggio KOOS da 37,4→73,3 (+35,9±19,8; p < 0,0001); miglioramento del punteggio WOMAC da 64,5→28,1 (-36,4±24,7; p < 0,0001). La Minimal Clinically Important Difference (MCID) è stata raggiunta dall’86,8% per KOOS e dal 79,1% per WOMAC. La soddisfazione ≥ 4/5 è stata raggiunta dal 65,9% dei pazienti; solo il 19,8% (18/91) è andato incontro a conversione a protesi. La sopravvivenza libera da protesi è del 76,0% a 7 anni (IC 95%: 65,9-86,1%; mediana non raggiunta a 11 anni). L’analisi dei predittori ci dice che: l’età è l’unico predittore statisticamente significativo (p = 0,020; convertiti 60,9±8,6 anni vs 55,2±10,4 anni); il sesso non è predittore indipendente (p = 1,000); il grado Outerbridge IV è associato al 31,6 % di conversioni vs il 17,1 % del grado II e il 16,1% del grado III, dunque risulta un predittore clinicamente significativo; il Debridement+Microperforazioni utilizzato in nove pazienti ha presentato 0 conversioni, con sopravvivenza 100% a 7 anni, a differenza del Debridement isolato, con un tasso di conversione del 24,5%. In conclusione, la procedura è sicura, efficace e duratura (MCID 86,8%; sopravvivenza 76,0% a 7 anni). L’età è l’unico predittore significativo (p = 0,020); il grado Outerbridge IV e il debridement isolato aumentano il rischio di fallimento. Il D+MP azzera le conversioni, suggerendo un effetto sinergico dual-MSC. Il confronto con Giorgini et al. (2022), stesso centro, follow-up di 2 anni, conferma la coerenza a breve termine e ne documenta la durabilità a 7,2 anni. La sopravvivenza del 91,6% a 7 anni nei pazienti ≤ 50 anni giustifica l’inserimento nei protocolli di medicina militare per la tutela dell’efficienza fisica del personale.
2025
OSTEOARTROSI
GINOCCHIO
aMFAT
ARTROSCOPIA
MEDICINA MILITARE
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