Introduzione: L’occlusione intestinale è una delle complicanze più frequenti del cancro colo-rettale (CRC). In questo setting, la chirurgia d’urgenza si associa ad un elevato rischio di mortalità e morbilità, e spesso viene eseguita in assenza di una completa stadiazione preoperatoria e di una colonscopia. Inoltre, a causa dell’elevato rischio di deiscenza anastomotica, in molti casi si preferisce evitare il confezionamento di un’anastomosi primaria, ricorrendo a resezione del tratto colico sede della neoplasia occludente e confezionamento di stomia. Il posizionamento di uno stent metallico autoespandibile (SEMS) colico consente di risolvere l’ostruzione, stabilizzare il paziente e completare l’iter diagnostico-terapeutico, rendendo possibile un intervento in regime elettivo. Tuttavia, l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo di SEMS come “bridge to surgery” (BTS) rispetto alla chirurgia d’urgenza rimangono ancora oggetto di discussione. Materiali e Metodi: studio osservazionale retrospettivo su 156 pazienti affetti da CRC occludente trattati tra gennaio 2019 e marzo 2026. Di questi, 49 pazienti (31.4%) sono stati sottoposti a posizionamento di SEMS come BTS, mentre 107 pazienti (66.7%) sono stati trattati con chirurgia d’urgenza (ES). L’obiettivo primario dello studio era valutare se l’utilizzo di SEMS, confrontato con la chirurgia d’urgenza up-front, fosse associato a un miglioramento dell’approccio chirurgico, in termini di maggiore impiego della chirurgia mininvasiva, riduzione della conversione laparotomica, minore confezionamento di stomia, maggiore possibilità di confezionamento di anastomosi e a un analogo tasso di complicanze postoperatorie. Gli obiettivi secondari includevano la valutazione degli outcome perioperatori e oncologici, come la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza libera da malattia (RFS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Risultati: La maggior parte dei pazienti della coorte era classificata come ASA II e la sede tumorale più frequente era il sigma (34.6%). Alla diagnosi, il 66.7% dei pazienti presentava uno stadio clinico T3 e il 18.6% una malattia metastatica. Complessivamente, il 61.5% dei pazienti è stato sottoposto a chirurgia con approccio mininvasivo laparoscopico, con un tasso di conversione laparotomica del 28.1% e una percentuale complessiva di confezionamento di anastomosi diretta del 67.3%. Le complicanze postoperatorie maggiori (Clavien-Dindo ≥III) si sono verificate nel 12.8% dei casi. Il gruppo BTS ha mostrato un impiego significativamente maggiore dell’approccio laparoscopico rispetto al gruppo ES (75.5% vs 55.1%; p=0.024). Non sono state invece osservate differenze statisticamente significative in termini di conversione laparotomica (p=1.000), confezionamento di anastomosi (p=0.196) o confezionamento di stomia (p=0.209). Anche le complicanze postoperatorie maggiori non differivano significativamente tra i due gruppi. Per quanto riguarda gli outcome oncologici, con un follow-up mediano di 23.5 mesi [IQR 7.75-46], non sono emerse differenze statisticamente significative in termini di OS, RFS e PFS. Discussione: Questo studio evidenzia come l’utilizzo di stent con intento “bridge to surgery” nei pazienti affetti da CRC occludente sia associato a un maggior impiego della chirurgia mininvasiva, senza incremento delle complicanze post-operatorie né compromissione degli outcome oncologici a medio termine. Quindi, il posizionamento di SEMS rappresenta una strategia utile per trasformare una condizione d’urgenza in un percorso terapeutico più pianificato, pur richiedendo un’attenta selezione dei pazienti e ulteriori studi prospettici per confermarne il reale impatto clinico e oncologico, nonché il profilo di efficacia e sicurezza.
Stent Metallici per il Trattamento delle Occlusioni da Neoplasia del Colon Sinistro Bridge to Surgery - BRIDGE Study
RIZZELLO, ARIANNA
2025/2026
Abstract
Introduzione: L’occlusione intestinale è una delle complicanze più frequenti del cancro colo-rettale (CRC). In questo setting, la chirurgia d’urgenza si associa ad un elevato rischio di mortalità e morbilità, e spesso viene eseguita in assenza di una completa stadiazione preoperatoria e di una colonscopia. Inoltre, a causa dell’elevato rischio di deiscenza anastomotica, in molti casi si preferisce evitare il confezionamento di un’anastomosi primaria, ricorrendo a resezione del tratto colico sede della neoplasia occludente e confezionamento di stomia. Il posizionamento di uno stent metallico autoespandibile (SEMS) colico consente di risolvere l’ostruzione, stabilizzare il paziente e completare l’iter diagnostico-terapeutico, rendendo possibile un intervento in regime elettivo. Tuttavia, l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo di SEMS come “bridge to surgery” (BTS) rispetto alla chirurgia d’urgenza rimangono ancora oggetto di discussione. Materiali e Metodi: studio osservazionale retrospettivo su 156 pazienti affetti da CRC occludente trattati tra gennaio 2019 e marzo 2026. Di questi, 49 pazienti (31.4%) sono stati sottoposti a posizionamento di SEMS come BTS, mentre 107 pazienti (66.7%) sono stati trattati con chirurgia d’urgenza (ES). L’obiettivo primario dello studio era valutare se l’utilizzo di SEMS, confrontato con la chirurgia d’urgenza up-front, fosse associato a un miglioramento dell’approccio chirurgico, in termini di maggiore impiego della chirurgia mininvasiva, riduzione della conversione laparotomica, minore confezionamento di stomia, maggiore possibilità di confezionamento di anastomosi e a un analogo tasso di complicanze postoperatorie. Gli obiettivi secondari includevano la valutazione degli outcome perioperatori e oncologici, come la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza libera da malattia (RFS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Risultati: La maggior parte dei pazienti della coorte era classificata come ASA II e la sede tumorale più frequente era il sigma (34.6%). Alla diagnosi, il 66.7% dei pazienti presentava uno stadio clinico T3 e il 18.6% una malattia metastatica. Complessivamente, il 61.5% dei pazienti è stato sottoposto a chirurgia con approccio mininvasivo laparoscopico, con un tasso di conversione laparotomica del 28.1% e una percentuale complessiva di confezionamento di anastomosi diretta del 67.3%. Le complicanze postoperatorie maggiori (Clavien-Dindo ≥III) si sono verificate nel 12.8% dei casi. Il gruppo BTS ha mostrato un impiego significativamente maggiore dell’approccio laparoscopico rispetto al gruppo ES (75.5% vs 55.1%; p=0.024). Non sono state invece osservate differenze statisticamente significative in termini di conversione laparotomica (p=1.000), confezionamento di anastomosi (p=0.196) o confezionamento di stomia (p=0.209). Anche le complicanze postoperatorie maggiori non differivano significativamente tra i due gruppi. Per quanto riguarda gli outcome oncologici, con un follow-up mediano di 23.5 mesi [IQR 7.75-46], non sono emerse differenze statisticamente significative in termini di OS, RFS e PFS. Discussione: Questo studio evidenzia come l’utilizzo di stent con intento “bridge to surgery” nei pazienti affetti da CRC occludente sia associato a un maggior impiego della chirurgia mininvasiva, senza incremento delle complicanze post-operatorie né compromissione degli outcome oncologici a medio termine. Quindi, il posizionamento di SEMS rappresenta una strategia utile per trasformare una condizione d’urgenza in un percorso terapeutico più pianificato, pur richiedendo un’attenta selezione dei pazienti e ulteriori studi prospettici per confermarne il reale impatto clinico e oncologico, nonché il profilo di efficacia e sicurezza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6802