Introduzione: I farmaci inibitori del TNF-α, in particolare infliximab (IFX) e adalimumab (ADA), rappresentano un'opzione terapeutica fondamentale nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) e delle spondiloartriti (SpA). Lo sviluppo di anticorpi anti-farmaco (ADAb) costituisce una delle principali cause di perdita di risposta e fallimento della terapia biotecnologica, con possibili eventi avversi e riattivazione di malattia. Se l'immunogenicità è ampiamente descritta nelle MICI e, separatamente, nelle SpA, i dati sui pazienti con presentazione combinata restano scarsi e frammentati. Obiettivi: Lo scopo principale del presente studio è stato stimare la prevalenza di ADAb in tre gruppi (MICI isolata, SpA isolata, forma combinata SpA+MICI) trattati con IFX o ADA come primo biologico. In modo esplorativo, è stata inoltre valutata l'associazione tra lo sviluppo di ADAb e perdita di risposta, eventi avversi e riattivazione di malattia, mediante analisi delle motivazioni al cambio terapeutico, degli score clinici ed endoscopici e dei marcatori bioumorali (calprotectina fecale, PCR). Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico presso l'AOU di Modena, includendo 179 pazienti (MICI n=77, SpA+MICI n=44, SpA n=58) seguiti tra dicembre 2019 e febbraio 2026. La positività degli ADAb è stata definita per valori sierici >10 ng/mL (test ELISA). Le analisi statistiche hanno previsto regressioni logistiche aggiustate per età e sesso (una variabile per volta), test esatto di Fisher e test di Cochran-Armitage per la valutazione del trend. Risultati: La coorte presentava un'età media 46,9 anni (DS±14,2), con gradiente crescente da MICI (42,1) a SpA (52,2). La prevalenza complessiva di ADAb è risultata pari al 19,0% (34/179), con valori del 22,1% nelle MICI (17/77), 17,2% nelle SpA (10/58) e 15,9% nella forma combinata SpA+MICI (7/44). Il pregresso intervento chirurgico ha mostrato un aumento del rischio (OR 2,08; IC95% 0,77–5,63; p=0,148), ma la concentrazione sierica del farmaco sotto soglia terapeutica si è confermata l'unico predittore indipendente significativo di immunogenicità (OR 6,87; IC95% 2,87–16,45; p<0,001). Riguardo all'obiettivo secondario, il 79,9% dei pazienti ha effettuato un cambio di farmaco biotecnologico e le motivazioni differivano significativamente tra ADAb-positivi e ADAb-negativi (p=0,007), con maggiore frequenza di perdita di efficacia (61,8% vs 49,0%) e di reazioni paradosse (26,5% vs 11,0%) nei soggetti ADAb-positivi. L'analisi degli score clinici ed endoscopici non ha raggiunto la significatività statistica, ma ha delineato, a carico delle MICI, un pattern di dissociazione tra controllo sintomatologico e persistenza di attività mucosale, con una tendenza verso un maggiore carico infiammatorio bioumorale nei pazienti ADAb-positivi. Conclusioni: la prevalenza di ADAb è risultata numericamente differente tra i tre gruppi ma senza significatività statistica. Questo lavoro contribuisce a una prima caratterizzazione dell'immunogenicità nei pazienti con SpA+MICI, suggerendo un profilo complessivamente non diverso rispetto alle forme isolate. La bassa concentrazione sierica del farmaco emerge come principale fattore associato allo sviluppo di ADAb, supportando l'utilità del monitoraggio terapeutico farmacologico proattivo. L'associazione tra ADAb e perdita di risposta trova riscontro nelle diverse motivazioni di cambio terapeutico, mentre la dissociazione clinico-endoscopica osservata suggerisce un possibile ruolo del monitoraggio bioumorale ed endoscopico più precoce. Saranno necessari studi prospettici multicentrici e con campioni più ampi per confermare e approfondire queste osservazioni.
Immunogenicità degli ANTI-TNF alfa nelle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: confronto tra MICI, SpA e forme combinate.
ROVATTI, ASIA
2025/2026
Abstract
Introduzione: I farmaci inibitori del TNF-α, in particolare infliximab (IFX) e adalimumab (ADA), rappresentano un'opzione terapeutica fondamentale nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) e delle spondiloartriti (SpA). Lo sviluppo di anticorpi anti-farmaco (ADAb) costituisce una delle principali cause di perdita di risposta e fallimento della terapia biotecnologica, con possibili eventi avversi e riattivazione di malattia. Se l'immunogenicità è ampiamente descritta nelle MICI e, separatamente, nelle SpA, i dati sui pazienti con presentazione combinata restano scarsi e frammentati. Obiettivi: Lo scopo principale del presente studio è stato stimare la prevalenza di ADAb in tre gruppi (MICI isolata, SpA isolata, forma combinata SpA+MICI) trattati con IFX o ADA come primo biologico. In modo esplorativo, è stata inoltre valutata l'associazione tra lo sviluppo di ADAb e perdita di risposta, eventi avversi e riattivazione di malattia, mediante analisi delle motivazioni al cambio terapeutico, degli score clinici ed endoscopici e dei marcatori bioumorali (calprotectina fecale, PCR). Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico presso l'AOU di Modena, includendo 179 pazienti (MICI n=77, SpA+MICI n=44, SpA n=58) seguiti tra dicembre 2019 e febbraio 2026. La positività degli ADAb è stata definita per valori sierici >10 ng/mL (test ELISA). Le analisi statistiche hanno previsto regressioni logistiche aggiustate per età e sesso (una variabile per volta), test esatto di Fisher e test di Cochran-Armitage per la valutazione del trend. Risultati: La coorte presentava un'età media 46,9 anni (DS±14,2), con gradiente crescente da MICI (42,1) a SpA (52,2). La prevalenza complessiva di ADAb è risultata pari al 19,0% (34/179), con valori del 22,1% nelle MICI (17/77), 17,2% nelle SpA (10/58) e 15,9% nella forma combinata SpA+MICI (7/44). Il pregresso intervento chirurgico ha mostrato un aumento del rischio (OR 2,08; IC95% 0,77–5,63; p=0,148), ma la concentrazione sierica del farmaco sotto soglia terapeutica si è confermata l'unico predittore indipendente significativo di immunogenicità (OR 6,87; IC95% 2,87–16,45; p<0,001). Riguardo all'obiettivo secondario, il 79,9% dei pazienti ha effettuato un cambio di farmaco biotecnologico e le motivazioni differivano significativamente tra ADAb-positivi e ADAb-negativi (p=0,007), con maggiore frequenza di perdita di efficacia (61,8% vs 49,0%) e di reazioni paradosse (26,5% vs 11,0%) nei soggetti ADAb-positivi. L'analisi degli score clinici ed endoscopici non ha raggiunto la significatività statistica, ma ha delineato, a carico delle MICI, un pattern di dissociazione tra controllo sintomatologico e persistenza di attività mucosale, con una tendenza verso un maggiore carico infiammatorio bioumorale nei pazienti ADAb-positivi. Conclusioni: la prevalenza di ADAb è risultata numericamente differente tra i tre gruppi ma senza significatività statistica. Questo lavoro contribuisce a una prima caratterizzazione dell'immunogenicità nei pazienti con SpA+MICI, suggerendo un profilo complessivamente non diverso rispetto alle forme isolate. La bassa concentrazione sierica del farmaco emerge come principale fattore associato allo sviluppo di ADAb, supportando l'utilità del monitoraggio terapeutico farmacologico proattivo. L'associazione tra ADAb e perdita di risposta trova riscontro nelle diverse motivazioni di cambio terapeutico, mentre la dissociazione clinico-endoscopica osservata suggerisce un possibile ruolo del monitoraggio bioumorale ed endoscopico più precoce. Saranno necessari studi prospettici multicentrici e con campioni più ampi per confermare e approfondire queste osservazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6803