INTRODUZIONE I pazienti ricoverati in un reparto di geriatria per acuti presentano frequentemente fragilità avanzata, multimorbidità e bisogni di cure palliative non riconosciuti o riconosciuti tardivamente. In questo scenario l’integrazione precoce delle cure palliative rappresenta un modello assistenziale fondamentale. Obiettivo dello studio è stato valutare, in una coorte di pazienti anziani, la capacità del NECPAL di identificare i pazienti con probabili bisogni di cure palliative e prognosi sfavorevole. Obiettivi secondari sono stati confrontare il riconoscimento clinico dei bisogni palliativi con la richiesta esplicita di cure palliative da parte del paziente e/o famiglia e descrivere alcuni possibili gap di appropriatezza assistenziale. MATERIALI E METODI È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo presso il reparto di Geriatria per Acuti dell’Ospedale Civile di Baggiovara (Modena), reclutando 185 pazienti di età superiore ai 64 anni ricoverati tra maggio 2024 e febbraio 2026. All'ingresso, tutti i pazienti sono stati sottoposti a Valutazione Multidimensionale Geriatrica (VMD) per raccogliere dati sull'autonomia nelle attività di base e strumentali (ADL, IADL), stato cognitivo (SPMSQ, 4AT),stato nutrizionale (MNA-SF), fragilità (CFS, MPI),comorbidità (CIRS) e dati di decorso clinico. I bisogni di cure palliative sono stati stratificati utilizzando lo strumento NECPAL, focalizzandosi in particolare sulla "domanda sorprendente" (Surprise Question: "Saresti sorpreso se il paziente morisse entro 12 mesi?") La domanda sorprendente è stata considerata positiva in caso di risposta “no”. Infine, sono stati analizzati la scelta o la richiesta di cure palliative confrontando poi il reale bisogno clinico. RISULTATI Il campione ha mostrato un’età media di 84,8±6,3 anni; il 46,5% era di sesso femminile. La demenza era presente nel 49,5% della coorte. La domanda sorprendente era positiva nel 44,9% dei casi, la scelta/richiesta di cure palliative nel 12,9% e il bisogno clinico nel 26,4%. I pazienti con domanda sorprendente positiva presentavano maggiore compromissione funzionale, cognitiva e nutrizionale, maggiore complessità clinica e durata di ricovero più lunga. La demenza risultava particolarmente rilevante in questo contesto: oltre a rappresentare quasi metà della casistica complessiva, era presente nel 58,5% dei pazienti con domanda sorprendente positiva. Sul piano prognostico, la mortalità a 6 mesi era 47,1% nei pazienti con domanda sorprendente positiva versus 14,3% nei controlli; a 1 anno era 51,4% versus 16,3%. Nei modelli di Cox aggiustati per età e sesso, la domanda sorprendente positiva si associava a un rischio di morte maggiore sia a 6 mesi (HR 4,50; IC95% 2,39–8,48) sia a 1 anno (HR 4,31; IC95% 2,37–7,82). La richiesta esplicita di cure palliative era molto meno frequente della positività alla domanda sorprendente e del reale bisogno clinico. CONCLUSIONI Nel setting per acuti, gli indicatori del NECPAL integrati nella VMD sono strumenti efficaci per intercettare precocemente la fragilità e il bisogno di cure palliative. Il divario tra positività alla domanda sorprendente o al bisogno clinico e la minore frequenza di richiesta esplicita suggerisce che pazienti e famiglie riconoscano i bisogni palliativi più tardi rispetto ai curanti. La richiesta di cure palliative tende ad emergere tardivamente, quando il quadro clinico è già avanzato. La bassa documentazione di colloqui espliciti e delle consulenze specialistiche indica un possibile margine di miglioramento nell’integrazione precoce delle cure palliative e nella presa in carico territoriale.
RICONOSCIMENTO E PRESA IN CARICO DEI BISOGNI DI CURE PALLIATIVE NEL PAZIENTE ANZIANO NEL REPARTO DI GERIATRIA PER ACUTI
SALERNO, ALESSANDRA
2025/2026
Abstract
INTRODUZIONE I pazienti ricoverati in un reparto di geriatria per acuti presentano frequentemente fragilità avanzata, multimorbidità e bisogni di cure palliative non riconosciuti o riconosciuti tardivamente. In questo scenario l’integrazione precoce delle cure palliative rappresenta un modello assistenziale fondamentale. Obiettivo dello studio è stato valutare, in una coorte di pazienti anziani, la capacità del NECPAL di identificare i pazienti con probabili bisogni di cure palliative e prognosi sfavorevole. Obiettivi secondari sono stati confrontare il riconoscimento clinico dei bisogni palliativi con la richiesta esplicita di cure palliative da parte del paziente e/o famiglia e descrivere alcuni possibili gap di appropriatezza assistenziale. MATERIALI E METODI È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo presso il reparto di Geriatria per Acuti dell’Ospedale Civile di Baggiovara (Modena), reclutando 185 pazienti di età superiore ai 64 anni ricoverati tra maggio 2024 e febbraio 2026. All'ingresso, tutti i pazienti sono stati sottoposti a Valutazione Multidimensionale Geriatrica (VMD) per raccogliere dati sull'autonomia nelle attività di base e strumentali (ADL, IADL), stato cognitivo (SPMSQ, 4AT),stato nutrizionale (MNA-SF), fragilità (CFS, MPI),comorbidità (CIRS) e dati di decorso clinico. I bisogni di cure palliative sono stati stratificati utilizzando lo strumento NECPAL, focalizzandosi in particolare sulla "domanda sorprendente" (Surprise Question: "Saresti sorpreso se il paziente morisse entro 12 mesi?") La domanda sorprendente è stata considerata positiva in caso di risposta “no”. Infine, sono stati analizzati la scelta o la richiesta di cure palliative confrontando poi il reale bisogno clinico. RISULTATI Il campione ha mostrato un’età media di 84,8±6,3 anni; il 46,5% era di sesso femminile. La demenza era presente nel 49,5% della coorte. La domanda sorprendente era positiva nel 44,9% dei casi, la scelta/richiesta di cure palliative nel 12,9% e il bisogno clinico nel 26,4%. I pazienti con domanda sorprendente positiva presentavano maggiore compromissione funzionale, cognitiva e nutrizionale, maggiore complessità clinica e durata di ricovero più lunga. La demenza risultava particolarmente rilevante in questo contesto: oltre a rappresentare quasi metà della casistica complessiva, era presente nel 58,5% dei pazienti con domanda sorprendente positiva. Sul piano prognostico, la mortalità a 6 mesi era 47,1% nei pazienti con domanda sorprendente positiva versus 14,3% nei controlli; a 1 anno era 51,4% versus 16,3%. Nei modelli di Cox aggiustati per età e sesso, la domanda sorprendente positiva si associava a un rischio di morte maggiore sia a 6 mesi (HR 4,50; IC95% 2,39–8,48) sia a 1 anno (HR 4,31; IC95% 2,37–7,82). La richiesta esplicita di cure palliative era molto meno frequente della positività alla domanda sorprendente e del reale bisogno clinico. CONCLUSIONI Nel setting per acuti, gli indicatori del NECPAL integrati nella VMD sono strumenti efficaci per intercettare precocemente la fragilità e il bisogno di cure palliative. Il divario tra positività alla domanda sorprendente o al bisogno clinico e la minore frequenza di richiesta esplicita suggerisce che pazienti e famiglie riconoscano i bisogni palliativi più tardi rispetto ai curanti. La richiesta di cure palliative tende ad emergere tardivamente, quando il quadro clinico è già avanzato. La bassa documentazione di colloqui espliciti e delle consulenze specialistiche indica un possibile margine di miglioramento nell’integrazione precoce delle cure palliative e nella presa in carico territoriale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6805