Background. Le complicanze cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morbilità nel paziente ortogeriatrico sottoposto a chirurgia per frattura di femore. Le alterazioni elettrocardiografiche (ECG) precoci nel post-operatorio sono frequentemente osservate, ma il loro significato clinico e prognostico rimane ancora poco definito. Questo studio ha esaminato la frequenza, i fattori predittivi e le complicanze cardiovascolari delle nuove alterazioni ECG insorte entro 24 ore dall’intervento. Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico che ha incluso 360 pazienti consecutivi ricoverati presso il reparto di Ortogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara e sottoposti a intervento chirurgico per frattura di femore tra marzo 2024 e aprile 2026. Per ogni paziente sono stati raccolti dati clinici, farmacologici e di Valutazione Multidimensionale Geriatrica. Sono stati confrontati gli ECG preoperatori e quelli eseguiti nel primo periodo postoperatorio (entro 24 ore) per identificare nuove alterazioni elettrocardiografiche. Gli esiti cardiovascolari valutati comprendevano scompenso cardiaco acuto, aritmie clinicamente significative ed eventi ischemici acuti. Risultati. Almeno una nuova alterazione ECG è stata osservata nel 54,9% dei pazienti. Le anomalie più frequenti sono risultate il prolungamento del QTc (21,1%), le onde T piatte (20,7%), la tachicardia sinusale (19,3%) e le onde T invertite (11,2%). L’uso di neurolettici è risultato significativamente associato alle alterazioni della ripolarizzazione ventricolare e rappresentava un predittore indipendente di tachicardia post-operatoria (OR 3,77; IC95% 1,69–8,39; p=0,001). Anche il delirium si è associato in modo indipendente alla comparsa di tachicardia (OR 2,34; IC95% 1,24–4,41; p=0,009). Lo scompenso cardiaco è stata la complicanza cardiovascolare più frequente (15,3%), seguito dalle aritmie clinicamente significative (5,6%), mentre gli eventi ischemici acuti sono risultati rari. La tachicardia post-operatoria si è associata significativamente sia allo scompenso cardiaco sia alle aritmie ed è risultata un predittore indipendente di scompenso cardiaco (OR 2,27; IC95% 1,13–4,57; p=0,022). Conclusioni. Le alterazioni ECG precoci sono estremamente frequenti nei pazienti ortogeriatrici sottoposti a chirurgia per frattura di femore e risultano prevalentemente aspecifiche. Tra tutte le anomalie osservate, la tachicardia sinusale emerge come il reperto di maggiore rilevanza clinica, essendo associata a un aumentato rischio di scompenso cardiaco e aritmie. Inoltre l’utilizzo cronico dei neurolettici si è dimostrato correlato a una maggiore prevalenza di alterazioni della ripolarizzazione ventricolare e tachicardia. Questi risultati suggeriscono che si dovrebbe porre particolare attenzione alla valutazione dell’uso di antipsicotici e implementare un monitoraggio ECG sistematico nelle prime fasi del postoperatorio, al fine di consentire l’identificazione precoce e l’intervento tempestivo nei pazienti a rischio. Una gestione proattiva può migliorare gli esiti postoperatori individuando precocemente segni emergenti di instabilità cardiovascolare.
Alterazioni elettrocardiografiche post chirurgiche nei pazienti anziani operati per frattura di femore
TIRELLI, CHIARA
2025/2026
Abstract
Background. Le complicanze cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morbilità nel paziente ortogeriatrico sottoposto a chirurgia per frattura di femore. Le alterazioni elettrocardiografiche (ECG) precoci nel post-operatorio sono frequentemente osservate, ma il loro significato clinico e prognostico rimane ancora poco definito. Questo studio ha esaminato la frequenza, i fattori predittivi e le complicanze cardiovascolari delle nuove alterazioni ECG insorte entro 24 ore dall’intervento. Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico che ha incluso 360 pazienti consecutivi ricoverati presso il reparto di Ortogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara e sottoposti a intervento chirurgico per frattura di femore tra marzo 2024 e aprile 2026. Per ogni paziente sono stati raccolti dati clinici, farmacologici e di Valutazione Multidimensionale Geriatrica. Sono stati confrontati gli ECG preoperatori e quelli eseguiti nel primo periodo postoperatorio (entro 24 ore) per identificare nuove alterazioni elettrocardiografiche. Gli esiti cardiovascolari valutati comprendevano scompenso cardiaco acuto, aritmie clinicamente significative ed eventi ischemici acuti. Risultati. Almeno una nuova alterazione ECG è stata osservata nel 54,9% dei pazienti. Le anomalie più frequenti sono risultate il prolungamento del QTc (21,1%), le onde T piatte (20,7%), la tachicardia sinusale (19,3%) e le onde T invertite (11,2%). L’uso di neurolettici è risultato significativamente associato alle alterazioni della ripolarizzazione ventricolare e rappresentava un predittore indipendente di tachicardia post-operatoria (OR 3,77; IC95% 1,69–8,39; p=0,001). Anche il delirium si è associato in modo indipendente alla comparsa di tachicardia (OR 2,34; IC95% 1,24–4,41; p=0,009). Lo scompenso cardiaco è stata la complicanza cardiovascolare più frequente (15,3%), seguito dalle aritmie clinicamente significative (5,6%), mentre gli eventi ischemici acuti sono risultati rari. La tachicardia post-operatoria si è associata significativamente sia allo scompenso cardiaco sia alle aritmie ed è risultata un predittore indipendente di scompenso cardiaco (OR 2,27; IC95% 1,13–4,57; p=0,022). Conclusioni. Le alterazioni ECG precoci sono estremamente frequenti nei pazienti ortogeriatrici sottoposti a chirurgia per frattura di femore e risultano prevalentemente aspecifiche. Tra tutte le anomalie osservate, la tachicardia sinusale emerge come il reperto di maggiore rilevanza clinica, essendo associata a un aumentato rischio di scompenso cardiaco e aritmie. Inoltre l’utilizzo cronico dei neurolettici si è dimostrato correlato a una maggiore prevalenza di alterazioni della ripolarizzazione ventricolare e tachicardia. Questi risultati suggeriscono che si dovrebbe porre particolare attenzione alla valutazione dell’uso di antipsicotici e implementare un monitoraggio ECG sistematico nelle prime fasi del postoperatorio, al fine di consentire l’identificazione precoce e l’intervento tempestivo nei pazienti a rischio. Una gestione proattiva può migliorare gli esiti postoperatori individuando precocemente segni emergenti di instabilità cardiovascolare.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6812