Introduzione: Il deterioramento clinico intraospedaliero rappresenta una delle principali cause di ricovero non programmato in Terapia Intensiva (ICU) ed è associato a elevata mortalità. I Critical Care Outreach Team (CCOT) sono stati sviluppati per identificare precocemente i pazienti critici nei reparti di degenza e supportare le decisioni relative all’intensivizzazione delle cure. Tuttavia, nei pazienti con prognosi incerta rimane complesso stabilire quali soggetti possano realmente beneficiare del ricovero in ICU rispetto a una gestione orientata alla proporzionalità delle cure. Obiettivi: Valutare l’associazione tra ricovero in Terapia Intensiva ed esiti clinici e sopravvivenza nei pazienti valutati dal CCOT del Policlinico di Modena e identificare eventuali sottogruppi caratterizzati da un differente beneficio prognostico. Materiali e metodi: Studio osservazionale retrospettivo condotto sui pazienti sottoposti a consulenza urgente del CCOT tra il 2023 e il 2025. Sono stati inclusi esclusivamente i pazienti con esito della valutazione pari a trasferimento in Terapia Intensiva oppure gestione nel reparto di provenienza per proporzionalità delle cure. Sono state create due coorti comparabili mediante propensity score matching 1:1 basato su età, sesso, presenza di patologia oncologica, stato di shock, Clinical Frailty Scale (CFS) e National Early Warning Score (NEWS). Gli outcome considerati comprendevano mortalità ospedaliera e a 30, 60, 90 e 180 giorni, durata della degenza, ICU-free days e hospital-free days. Sono state inoltre eseguite analisi di sensibilità nei sottogruppi oncologici e non oncologici e in funzione dei valori di CFS e NEWS ed analisi esplorative finalizzate all'identificazione di cut-off prognosticamente rilevanti per CFS e NEWS. Risultati: Dopo il matching sono stati inclusi 272 pazienti, organizzati in 136 coppie. Le caratteristiche basali dei due gruppi sono risultate sovrapponibili. Nella coorte complessiva, il ricovero in Terapia Intensiva è risultato associato a una maggiore sopravvivenza a 30 giorni rispetto alla gestione in reparto per proporzionalità delle cure (51,5% vs 38,2%; p=0,028). Tale vantaggio si è mantenuto numericamente anche a 60, 90 e 180 giorni. Le analisi di sottogruppo hanno evidenziato un beneficio particolarmente pronunciato nei pazienti oncologici e nei soggetti caratterizzati contemporaneamente da elevata gravità clinica e marcata fragilità. L'analisi esplorativa dei cut-off ha identificato NEWS>6 e CFS>7 come soglie associate al maggior vantaggio del ricovero in ICU. Conclusioni: Nei pazienti valutati dal CCOT, il ricovero in Terapia Intensiva è risultato associato a una migliore sopravvivenza rispetto alla gestione in reparto per proporzionalità delle cure. L'integrazione tra gravità clinica acuta (NEWS) e fragilità (CFS) consente di identificare sottogruppi a elevato rischio che sembrano beneficiare maggiormente dell'intensivizzazione delle cure. Questi risultati supportano il possibile impiego combinato di NEWS e CFS come strumenti di supporto al processo decisionale relativo all'ammissione in area critica.
ESITI CLINICI E SOPRAVVIVENZA NEI PAZIENTI VALUTATI DAL CRITICAL CARE OUTREACH TEAM: ANALISI RETROSPETTIVA DI CONFRONTO TRA RICOVERO IN TERAPIA INTENSIVA E PROPORZIONALITÀ DELLE CURE
TONDI, NICOLÒ
2025/2026
Abstract
Introduzione: Il deterioramento clinico intraospedaliero rappresenta una delle principali cause di ricovero non programmato in Terapia Intensiva (ICU) ed è associato a elevata mortalità. I Critical Care Outreach Team (CCOT) sono stati sviluppati per identificare precocemente i pazienti critici nei reparti di degenza e supportare le decisioni relative all’intensivizzazione delle cure. Tuttavia, nei pazienti con prognosi incerta rimane complesso stabilire quali soggetti possano realmente beneficiare del ricovero in ICU rispetto a una gestione orientata alla proporzionalità delle cure. Obiettivi: Valutare l’associazione tra ricovero in Terapia Intensiva ed esiti clinici e sopravvivenza nei pazienti valutati dal CCOT del Policlinico di Modena e identificare eventuali sottogruppi caratterizzati da un differente beneficio prognostico. Materiali e metodi: Studio osservazionale retrospettivo condotto sui pazienti sottoposti a consulenza urgente del CCOT tra il 2023 e il 2025. Sono stati inclusi esclusivamente i pazienti con esito della valutazione pari a trasferimento in Terapia Intensiva oppure gestione nel reparto di provenienza per proporzionalità delle cure. Sono state create due coorti comparabili mediante propensity score matching 1:1 basato su età, sesso, presenza di patologia oncologica, stato di shock, Clinical Frailty Scale (CFS) e National Early Warning Score (NEWS). Gli outcome considerati comprendevano mortalità ospedaliera e a 30, 60, 90 e 180 giorni, durata della degenza, ICU-free days e hospital-free days. Sono state inoltre eseguite analisi di sensibilità nei sottogruppi oncologici e non oncologici e in funzione dei valori di CFS e NEWS ed analisi esplorative finalizzate all'identificazione di cut-off prognosticamente rilevanti per CFS e NEWS. Risultati: Dopo il matching sono stati inclusi 272 pazienti, organizzati in 136 coppie. Le caratteristiche basali dei due gruppi sono risultate sovrapponibili. Nella coorte complessiva, il ricovero in Terapia Intensiva è risultato associato a una maggiore sopravvivenza a 30 giorni rispetto alla gestione in reparto per proporzionalità delle cure (51,5% vs 38,2%; p=0,028). Tale vantaggio si è mantenuto numericamente anche a 60, 90 e 180 giorni. Le analisi di sottogruppo hanno evidenziato un beneficio particolarmente pronunciato nei pazienti oncologici e nei soggetti caratterizzati contemporaneamente da elevata gravità clinica e marcata fragilità. L'analisi esplorativa dei cut-off ha identificato NEWS>6 e CFS>7 come soglie associate al maggior vantaggio del ricovero in ICU. Conclusioni: Nei pazienti valutati dal CCOT, il ricovero in Terapia Intensiva è risultato associato a una migliore sopravvivenza rispetto alla gestione in reparto per proporzionalità delle cure. L'integrazione tra gravità clinica acuta (NEWS) e fragilità (CFS) consente di identificare sottogruppi a elevato rischio che sembrano beneficiare maggiormente dell'intensivizzazione delle cure. Questi risultati supportano il possibile impiego combinato di NEWS e CFS come strumenti di supporto al processo decisionale relativo all'ammissione in area critica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6815