Lo studio in questione si propone di valutare come le immagini generate da intelligenza artificiale possano contribuire a riprodurre o modificare il fenomeno dello stigma verso i disturbi mentali, con particolare attenzione a depressione, disturbo bipolare e schizofrenia. Ancora oggi lo stigma associato ai disturbi mentali rimane un limite all’accesso ai servizi di cura e all’inclusione sociale dei soggetti affetti, limitando profondamente i processi di recovery. Parallelamente, lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale generativi ha sollevato interrogativi riguardo alla possibile riproduzione di stereotipi e bias nelle rappresentazioni della malattia mentale. Il presente studio intende indagare l’impatto delle immagini generate dall’intelligenza artificiale sulla distanza sociale nei confronti dei soggetti affetti da disturbi psichiatrici. È stato utilizzato un disegno sperimentale entro soggetti che prevedeva la presentazione di immagini generate mediante un sistema text-to-image per i tre disturbi psichiatrici maggiori: depressione, disturbo bipolare, schizofrenia. Ciascuna immagine era stata generata in due condizioni: a partire dalla sola diagnosi (No Prompt) e utilizzando prompt contenenti stereotipi associati al disturbo (Prompt). Lo studio è stato portato a termine da 311 partecipanti e per calcolare la distanza sociale è stato utilizzato un questionario dove le domande sono state sviluppate ad hoc ispirandosi ad aspetti concettuali del RIBS-I, senza corrispondere alla somministrazione integrale dello strumento, mentre la conoscenza della salute mentale è stata valutata tramite Mental Health Knowledge Schedule (MAKS-I). Le analisi statistiche prevedevano ANOVA a misure ripetute, t-test per campioni appaiati, correlazioni e regressioni lineari. Contrariamente rispetto alle ipotesi formulate, i risultati hanno mostrato diversi valori di distanza sociale tra le immagini generate da Prompt e immagini generate senza Prompt. Nel caso del disturbo bipolare, le immagini generate con prompt stereotipici hanno determinato una significativa riduzione della distanza sociale, mentre per la schizofrenia hanno prodotto un aumento dello stigma e della distanza sociale percepita. In conclusione, i risultati suggeriscono che le immagini generate dall'intelligenza artificiale possono influenzare significativamente la percezione dei disturbi mentali, ma il loro effetto non appare uniformemente stigmatizzante. In alcuni casi, rappresentazioni più riconoscibili e coerenti con schemi cognitivi comunemente condivisi possono ridurre l'ambiguità percettiva e la distanza sociale, mentre in altri possono rafforzare stereotipi negativi già consolidati, come nel caso della schizofrenia. I risultati evidenziano dunque la necessità di approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale nella generazione di rappresentazioni visive di disturbi mentali e di sviluppare strategie volte a limitare la riproduzione di bias e di stigma in salute mentale.

Stigma in salute mentale: confronto tra rappresentazioni stereotipate e non stereotipate in immagini generate dall’intelligenza artificiale.

TRAPASSO COLLI, MARIACHIARA
2025/2026

Abstract

Lo studio in questione si propone di valutare come le immagini generate da intelligenza artificiale possano contribuire a riprodurre o modificare il fenomeno dello stigma verso i disturbi mentali, con particolare attenzione a depressione, disturbo bipolare e schizofrenia. Ancora oggi lo stigma associato ai disturbi mentali rimane un limite all’accesso ai servizi di cura e all’inclusione sociale dei soggetti affetti, limitando profondamente i processi di recovery. Parallelamente, lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale generativi ha sollevato interrogativi riguardo alla possibile riproduzione di stereotipi e bias nelle rappresentazioni della malattia mentale. Il presente studio intende indagare l’impatto delle immagini generate dall’intelligenza artificiale sulla distanza sociale nei confronti dei soggetti affetti da disturbi psichiatrici. È stato utilizzato un disegno sperimentale entro soggetti che prevedeva la presentazione di immagini generate mediante un sistema text-to-image per i tre disturbi psichiatrici maggiori: depressione, disturbo bipolare, schizofrenia. Ciascuna immagine era stata generata in due condizioni: a partire dalla sola diagnosi (No Prompt) e utilizzando prompt contenenti stereotipi associati al disturbo (Prompt). Lo studio è stato portato a termine da 311 partecipanti e per calcolare la distanza sociale è stato utilizzato un questionario dove le domande sono state sviluppate ad hoc ispirandosi ad aspetti concettuali del RIBS-I, senza corrispondere alla somministrazione integrale dello strumento, mentre la conoscenza della salute mentale è stata valutata tramite Mental Health Knowledge Schedule (MAKS-I). Le analisi statistiche prevedevano ANOVA a misure ripetute, t-test per campioni appaiati, correlazioni e regressioni lineari. Contrariamente rispetto alle ipotesi formulate, i risultati hanno mostrato diversi valori di distanza sociale tra le immagini generate da Prompt e immagini generate senza Prompt. Nel caso del disturbo bipolare, le immagini generate con prompt stereotipici hanno determinato una significativa riduzione della distanza sociale, mentre per la schizofrenia hanno prodotto un aumento dello stigma e della distanza sociale percepita. In conclusione, i risultati suggeriscono che le immagini generate dall'intelligenza artificiale possono influenzare significativamente la percezione dei disturbi mentali, ma il loro effetto non appare uniformemente stigmatizzante. In alcuni casi, rappresentazioni più riconoscibili e coerenti con schemi cognitivi comunemente condivisi possono ridurre l'ambiguità percettiva e la distanza sociale, mentre in altri possono rafforzare stereotipi negativi già consolidati, come nel caso della schizofrenia. I risultati evidenziano dunque la necessità di approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale nella generazione di rappresentazioni visive di disturbi mentali e di sviluppare strategie volte a limitare la riproduzione di bias e di stigma in salute mentale.
2025
stigma
IA
Malattie mentali
Stereotipi
Distanza sociale
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