CONTESTO E OBIETTIVI: La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa per la quale si riconosce sempre più spesso una componente metabolica. Il diabete mellito di tipo 2 (DM2) è stato associato a un ruolo sul rischio di SLA, ma il suo impatto sulla prognosi non è ancora chiaro. Tra i farmaci antidiabetici, la metformina è stata proposta come possibile agente neuroprotettivo. L’obiettivo primario di questo studio era descrivere le caratteristiche demografiche, cliniche e prognostiche dei pazienti affetti da SLA e DM2, valutando se la cronologia di insorgenza del DM2 rispetto alla diagnosi di SLA fosse associata a un diverso decorso della malattia. I pazienti diabetici sono stati confrontati sia tra loro che con i pazienti non diabetici. L’obiettivo secondario era valutare se il trattamento antidiabetico influenzasse il decorso della malattia, con particolare attenzione alla metformina. METODI: questo studio di coorte retrospettivo ha utilizzato i dati del registro prospettico SLARER (2009–2026) in Emilia-Romagna, Italia. Sono stati inclusi pazienti con SLA e DM2 confermato; sono stati esclusi i casi di diabete di tipo 1, gestazionale, MODY o di intolleranza al glucosio. La coorte DM2-SLA è stata stratificata in base all’insorgenza del diabete (pre-SLA vs post-SLA) e confrontata in modo descrittivo con un gruppo di controllo di pazienti affetti da SLA non diabetici. Le terapie antidiabetiche sono state classificate in cinque classi (metformina, insulina, secretagoghi, farmaci agenti sul sistema delle incretine, glifozine). Gli outcomes primari a 5 anni includevano la sopravvivenza globale, un endpoint composito (decesso/tracheostomia), il tempo alla ventilazione non invasiva (NIV), il tempo alla gastrostomia endoscopica percutanea (PEG) e il declino funzionale (pendenza dell’ALSFRS-R). Gli endpoint tempo-dipendenti e il declino funzionale sono stati analizzati utilizzando, rispettivamente, modelli multivariabili di Cox a rischi proporzionali e modelli di regressione lineare, correggendo per età, sesso, perdita di peso e sede di insorgenza. Le analisi dei casi completi sono state eseguite utilizzando il software R (p < 0,05). RISULTATI: rispetto ai non diabetici, i pazienti con SLA e DM2 erano più anziani, prevalentemente di sesso maschile e presentavano tassi più elevati di esordio respiratorio e di comorbidità cardiovascolari. All’interno della coorte diabetica, l’età più avanzata era predittiva di una sopravvivenza globale peggiore (HR 1,06, p < 0,001). Il sesso maschile era associato a una più lenta velocità di declino funzionale mensile (MD −0,20, p = 0,017). L’esordio respiratorio era correlato a un più precoce ricorso alla NIV (HR 5,14, p < 0,001) e l’esordio bulbare a un più precoce ricorso alla PEG (HR 2,96, p = 0,012). La perdita di peso rappresentava il principale fattore prognostico negativo per tutti gli outcomes tempo-dipendenti. L’uso della metformina è stato associato a una tendenza verso un più lento declino funzionale, sebbene non abbia raggiunto la significatività statistica (MD −0,28; IC al 95% −0,61/0,06; p=0,11). CONCLUSIONI: questo studio di popolazione caratterizza il profilo clinico, prognostico e terapeutico dei pazienti con SLA e DM2. Nei pazienti il trattamento con metformina è stato associato a una tendenza non significativa verso un decorso della malattia più favorevole, in particolare per quanto riguarda il declino funzionale.

Diabete, trattamento antidiabetico e sclerosi laterale amiotrofica: uno studio osservazionale di popolazione

TURRINI, MARIA ELENA
2025/2026

Abstract

CONTESTO E OBIETTIVI: La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa per la quale si riconosce sempre più spesso una componente metabolica. Il diabete mellito di tipo 2 (DM2) è stato associato a un ruolo sul rischio di SLA, ma il suo impatto sulla prognosi non è ancora chiaro. Tra i farmaci antidiabetici, la metformina è stata proposta come possibile agente neuroprotettivo. L’obiettivo primario di questo studio era descrivere le caratteristiche demografiche, cliniche e prognostiche dei pazienti affetti da SLA e DM2, valutando se la cronologia di insorgenza del DM2 rispetto alla diagnosi di SLA fosse associata a un diverso decorso della malattia. I pazienti diabetici sono stati confrontati sia tra loro che con i pazienti non diabetici. L’obiettivo secondario era valutare se il trattamento antidiabetico influenzasse il decorso della malattia, con particolare attenzione alla metformina. METODI: questo studio di coorte retrospettivo ha utilizzato i dati del registro prospettico SLARER (2009–2026) in Emilia-Romagna, Italia. Sono stati inclusi pazienti con SLA e DM2 confermato; sono stati esclusi i casi di diabete di tipo 1, gestazionale, MODY o di intolleranza al glucosio. La coorte DM2-SLA è stata stratificata in base all’insorgenza del diabete (pre-SLA vs post-SLA) e confrontata in modo descrittivo con un gruppo di controllo di pazienti affetti da SLA non diabetici. Le terapie antidiabetiche sono state classificate in cinque classi (metformina, insulina, secretagoghi, farmaci agenti sul sistema delle incretine, glifozine). Gli outcomes primari a 5 anni includevano la sopravvivenza globale, un endpoint composito (decesso/tracheostomia), il tempo alla ventilazione non invasiva (NIV), il tempo alla gastrostomia endoscopica percutanea (PEG) e il declino funzionale (pendenza dell’ALSFRS-R). Gli endpoint tempo-dipendenti e il declino funzionale sono stati analizzati utilizzando, rispettivamente, modelli multivariabili di Cox a rischi proporzionali e modelli di regressione lineare, correggendo per età, sesso, perdita di peso e sede di insorgenza. Le analisi dei casi completi sono state eseguite utilizzando il software R (p < 0,05). RISULTATI: rispetto ai non diabetici, i pazienti con SLA e DM2 erano più anziani, prevalentemente di sesso maschile e presentavano tassi più elevati di esordio respiratorio e di comorbidità cardiovascolari. All’interno della coorte diabetica, l’età più avanzata era predittiva di una sopravvivenza globale peggiore (HR 1,06, p < 0,001). Il sesso maschile era associato a una più lenta velocità di declino funzionale mensile (MD −0,20, p = 0,017). L’esordio respiratorio era correlato a un più precoce ricorso alla NIV (HR 5,14, p < 0,001) e l’esordio bulbare a un più precoce ricorso alla PEG (HR 2,96, p = 0,012). La perdita di peso rappresentava il principale fattore prognostico negativo per tutti gli outcomes tempo-dipendenti. L’uso della metformina è stato associato a una tendenza verso un più lento declino funzionale, sebbene non abbia raggiunto la significatività statistica (MD −0,28; IC al 95% −0,61/0,06; p=0,11). CONCLUSIONI: questo studio di popolazione caratterizza il profilo clinico, prognostico e terapeutico dei pazienti con SLA e DM2. Nei pazienti il trattamento con metformina è stato associato a una tendenza non significativa verso un decorso della malattia più favorevole, in particolare per quanto riguarda il declino funzionale.
2025
SLA
Diabete mellito
Metformina
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