OBIETTIVO La transizione delle cure dal setting pediatrico a quello dell’adulto dei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) è un processo complesso e costituisce un momento fondamentale nella vita del paziente. Attualmente non esiste un modello standardizzato ed univoco; pertanto, negli ultimi anni, è stato discussione di grande interesse. L’obiettivo dello studio è quello di valutare l’efficacia del percorso di transizione adottato dall’ambulatorio MICI della Struttura Complessa di Gastroenterologia del Policlinico di Modena in relazione all’andamento clinico, all’introduzione dei farmaci biologici e all’aderenza alla terapia; analizzando inoltre l’eventuale presenza di differenza circa l’autonomia nella gestione della malattia tre le popolazioni prese in esame. METODI È stato condotto uno studio retrospettivo monocentrico su 53 pazienti (32 casi, 21 controlli) affetti da MICI. I casi hanno ricevuto la diagnosi prima dei 14 anni e hanno affrontato il percorso di transizione; i controlli avendo, ricevuto la diagnosi tra i 14 e i 17 anni, sono stati direttamente presi in cura dal gastroenterologo dell’adulto. Per ciascun paziente sono stati raccolti outcomes clinici (ricoveri, interventi chirurgici, accessi in pronto soccorso) e l'introduzione di farmaci biologici a un anno dalla presa in carico dalla Gastroenterologia; l’aderenza alla terapia è stata valutata al momento della presa in carico e nell’anno successivo. Per valutare l’autonomia del paziente nella gestione della MICI è stato calcolato un punteggio mediante il Transition Readiness Assessment Questionnaire (TRAQ) che analizza gli aspetti fondamentali del self-management della malattia (gestione della terapia e degli appuntamenti, identificazione dei problemi di salute, comunicazione con i professionisti sanitari e gestione delle attività quotidiane). RISULTATI A un anno dalla presa in carico, l’incidenza degli interventi chirurgici nei controlli è maggiore rispetto ai casi (14% vs 0% p=0,057) così come l’introduzione di farmaci biologici (38% vs 4% p=0,007) mentre non si sono verificati ricoveri o accessi in pronto soccorso in entrambe le popolazioni analizzate. La presenza di migliori outcomes clinici a un anno nei casi rispetto ai controlli suggerisce che la transizione sia stata efficace ed utile. Considerando l’aderenza della terapia, al momento della presa in carico in Gastroenterologia i casi si sono dimostrati meno aderenti rispetto ai controlli (18,8% vs 9,5% p=0,455), nell’anno successivo non si è assistito ad un peggioramento della aderenza ma a un miglioramento della stessa in entrambe le popolazioni. La valutazione dell’autonomia nella gestione della malattia ha evidenziato punteggi mediamente più alti nei controlli (4,67 +- 0,91 vs 3,78 +- 1,73 p=0,037). CONCLUSIONI La transizione rimane un processo essenziale per i giovani pazienti con MICI, che deve coinvolgere l’intera famiglia. La presenza di una minore compliance e autonomia nella gestione della MICI nel gruppo dei casi può essere attribuita all’interferenza da parte dei caregivers. Per i pazienti che hanno avuto la diagnosi in età pediatrica, infatti, è indispensabile il coinvolgimento dei genitori nelle prime fasi di gestione della malattia e questo modello assistenziale, consolidandosi nel tempo, può favorire il mantenimento di un ruolo attivo del caregiver anche in età successive. I controlli, invece, avendo ricevuto la diagnosi in età più avanzata, sono stati coinvolti fin dall’inizio in modo più diretto nella gestione della MICI, sviluppando così maggior autonomia.

Effetto della transizione dall'età pediatrica all'età adulta nei pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI)

ZAMPIROLLO, LAURA
2025/2026

Abstract

OBIETTIVO La transizione delle cure dal setting pediatrico a quello dell’adulto dei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) è un processo complesso e costituisce un momento fondamentale nella vita del paziente. Attualmente non esiste un modello standardizzato ed univoco; pertanto, negli ultimi anni, è stato discussione di grande interesse. L’obiettivo dello studio è quello di valutare l’efficacia del percorso di transizione adottato dall’ambulatorio MICI della Struttura Complessa di Gastroenterologia del Policlinico di Modena in relazione all’andamento clinico, all’introduzione dei farmaci biologici e all’aderenza alla terapia; analizzando inoltre l’eventuale presenza di differenza circa l’autonomia nella gestione della malattia tre le popolazioni prese in esame. METODI È stato condotto uno studio retrospettivo monocentrico su 53 pazienti (32 casi, 21 controlli) affetti da MICI. I casi hanno ricevuto la diagnosi prima dei 14 anni e hanno affrontato il percorso di transizione; i controlli avendo, ricevuto la diagnosi tra i 14 e i 17 anni, sono stati direttamente presi in cura dal gastroenterologo dell’adulto. Per ciascun paziente sono stati raccolti outcomes clinici (ricoveri, interventi chirurgici, accessi in pronto soccorso) e l'introduzione di farmaci biologici a un anno dalla presa in carico dalla Gastroenterologia; l’aderenza alla terapia è stata valutata al momento della presa in carico e nell’anno successivo. Per valutare l’autonomia del paziente nella gestione della MICI è stato calcolato un punteggio mediante il Transition Readiness Assessment Questionnaire (TRAQ) che analizza gli aspetti fondamentali del self-management della malattia (gestione della terapia e degli appuntamenti, identificazione dei problemi di salute, comunicazione con i professionisti sanitari e gestione delle attività quotidiane). RISULTATI A un anno dalla presa in carico, l’incidenza degli interventi chirurgici nei controlli è maggiore rispetto ai casi (14% vs 0% p=0,057) così come l’introduzione di farmaci biologici (38% vs 4% p=0,007) mentre non si sono verificati ricoveri o accessi in pronto soccorso in entrambe le popolazioni analizzate. La presenza di migliori outcomes clinici a un anno nei casi rispetto ai controlli suggerisce che la transizione sia stata efficace ed utile. Considerando l’aderenza della terapia, al momento della presa in carico in Gastroenterologia i casi si sono dimostrati meno aderenti rispetto ai controlli (18,8% vs 9,5% p=0,455), nell’anno successivo non si è assistito ad un peggioramento della aderenza ma a un miglioramento della stessa in entrambe le popolazioni. La valutazione dell’autonomia nella gestione della malattia ha evidenziato punteggi mediamente più alti nei controlli (4,67 +- 0,91 vs 3,78 +- 1,73 p=0,037). CONCLUSIONI La transizione rimane un processo essenziale per i giovani pazienti con MICI, che deve coinvolgere l’intera famiglia. La presenza di una minore compliance e autonomia nella gestione della MICI nel gruppo dei casi può essere attribuita all’interferenza da parte dei caregivers. Per i pazienti che hanno avuto la diagnosi in età pediatrica, infatti, è indispensabile il coinvolgimento dei genitori nelle prime fasi di gestione della malattia e questo modello assistenziale, consolidandosi nel tempo, può favorire il mantenimento di un ruolo attivo del caregiver anche in età successive. I controlli, invece, avendo ricevuto la diagnosi in età più avanzata, sono stati coinvolti fin dall’inizio in modo più diretto nella gestione della MICI, sviluppando così maggior autonomia.
2025
Colite ulcerosa
Transizione
Autonomia
Compliance
Malattia di Crohn
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6823