L’analisi proposta nel presente lavoro propone di identificare, alla luce del diritto positivo e delle interpretazioni fornite dagli operatori del diritto, il presupposto e i soggetti passivi dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni. L’indagine prende le mosse con una ricostruzione storica dei più importanti momenti di evoluzione che hanno portato il tributo, dalle remote origini, passando per la matrice comune con l’imposta di registro, alla presente struttura normativa. L’inquadramento dell’imposta nell’attuale assetto costituzionale consente di presentare per la prima volta l’imposta, interpretata alla luce del principio di capacità contributiva, così come inteso dalla Corte costituzionale. L’analisi del presupposto dell’imposta, poi, cerca di risolvere due ordini di problemi: il primo, riguardo allo stesso indice di capacità contributiva colpita dal tributo: se la ricchezza in quanto trasferita – onde la qualificazione dell’imposta come indiretta – ovvero la ricchezza in quanto acquistata gratuitamente dall’avente causa, come incremento patrimoniale – onde la qualificazione dell’imposta come diretta; il secondo, con specifico riguardo al momento in cui detto presupposto possa dirsi perfezionato – e quindi definitivamente insorta l’obbligazione tributaria, con riferimento all’imposta sulle successioni in senso stretto. L’opzione che si sosterrà, come corollario di una precisa scelta interpretativa dell’art. 53 Cost., individuerà nel momento in cui può dirsi stabile l’acquisto dell’avente causa il perfezionamento del presupposto. Peculiare attenzione si dedica, infine, al titolo giuridico (testamento, donazione) in base al quale determinare il quantum dovuto, e alle relative vicende giuridiche, quali l’impugnazione del testamento o dell’atto di donazione volto a determinarne la riduzione ai fini della tutela dei legittimari ovvero l’annullamento. Si noterà, a tale proposito, la chiara derivazione dalla normativa in tema d’imposta di registro. Strettamente collegata all’opzione ermeneutica in merito all’identificazione del presupposto d’imposta si presenta l’individuazione dei soggetti passivi dell’imposta. La ricostruzione proposta distingue, quanto all’imposta sulle successioni, i soggetti passivi in senso proprio – eredi e legatari – da altri soggetti obbligati ad adempimenti formali o sostanziali ma provvisori e strumentali. Ne viene inoltre presentato, in chiave critica, il profilo della solidarietà passiva. Quanto invece all’imposta sulle donazioni, viene presentato il donatario come unico soggetto passivo in senso proprio, affiancato dal notaio rogante l’atto di donazione quale responsabile d’imposta. All’interno delle singole figure analizzate, specifici spunti di indagine sono rivolti alle vicende della rispettiva obbligazione tributaria al ricorrere di peculiari elementi rilevanti sotto il profilo del diritto civile. L’analisi si conclude infine con la presentazione dei profili fiscali delle liberalità non donative e dei patti di famiglia. I tratti essenziali degli istituti vengono dapprima inquadrati alla luce del diritto civile, per poi essere posti in relazione con le norme di diritto tributario che ne disciplinano l’assoggettamento alla, ovvero l’esclusione o l’esenzione dalla, imposta sulle donazioni. Tutto il lavoro è ispirato all’interdisciplinare dialogo del diritto tributario con il diritto civile, dato l’oggetto dell’analisi. Si propone di fare sintesi, in modo il più possibile razionale e sistematico, delle opzioni ermeneutiche di dottrina, giurisprudenza e prassi dell’amministrazione fiscale, tentando di offrire soluzioni adeguate sul piano sistematico e idonee a contemperare gli interessi dei contribuenti e dell’Ente impositore.

Presupposto e soggetti passivi dell'imposta sulle successioni e donazioni

NICOLINI, ANDREA
2025/2026

Abstract

L’analisi proposta nel presente lavoro propone di identificare, alla luce del diritto positivo e delle interpretazioni fornite dagli operatori del diritto, il presupposto e i soggetti passivi dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni. L’indagine prende le mosse con una ricostruzione storica dei più importanti momenti di evoluzione che hanno portato il tributo, dalle remote origini, passando per la matrice comune con l’imposta di registro, alla presente struttura normativa. L’inquadramento dell’imposta nell’attuale assetto costituzionale consente di presentare per la prima volta l’imposta, interpretata alla luce del principio di capacità contributiva, così come inteso dalla Corte costituzionale. L’analisi del presupposto dell’imposta, poi, cerca di risolvere due ordini di problemi: il primo, riguardo allo stesso indice di capacità contributiva colpita dal tributo: se la ricchezza in quanto trasferita – onde la qualificazione dell’imposta come indiretta – ovvero la ricchezza in quanto acquistata gratuitamente dall’avente causa, come incremento patrimoniale – onde la qualificazione dell’imposta come diretta; il secondo, con specifico riguardo al momento in cui detto presupposto possa dirsi perfezionato – e quindi definitivamente insorta l’obbligazione tributaria, con riferimento all’imposta sulle successioni in senso stretto. L’opzione che si sosterrà, come corollario di una precisa scelta interpretativa dell’art. 53 Cost., individuerà nel momento in cui può dirsi stabile l’acquisto dell’avente causa il perfezionamento del presupposto. Peculiare attenzione si dedica, infine, al titolo giuridico (testamento, donazione) in base al quale determinare il quantum dovuto, e alle relative vicende giuridiche, quali l’impugnazione del testamento o dell’atto di donazione volto a determinarne la riduzione ai fini della tutela dei legittimari ovvero l’annullamento. Si noterà, a tale proposito, la chiara derivazione dalla normativa in tema d’imposta di registro. Strettamente collegata all’opzione ermeneutica in merito all’identificazione del presupposto d’imposta si presenta l’individuazione dei soggetti passivi dell’imposta. La ricostruzione proposta distingue, quanto all’imposta sulle successioni, i soggetti passivi in senso proprio – eredi e legatari – da altri soggetti obbligati ad adempimenti formali o sostanziali ma provvisori e strumentali. Ne viene inoltre presentato, in chiave critica, il profilo della solidarietà passiva. Quanto invece all’imposta sulle donazioni, viene presentato il donatario come unico soggetto passivo in senso proprio, affiancato dal notaio rogante l’atto di donazione quale responsabile d’imposta. All’interno delle singole figure analizzate, specifici spunti di indagine sono rivolti alle vicende della rispettiva obbligazione tributaria al ricorrere di peculiari elementi rilevanti sotto il profilo del diritto civile. L’analisi si conclude infine con la presentazione dei profili fiscali delle liberalità non donative e dei patti di famiglia. I tratti essenziali degli istituti vengono dapprima inquadrati alla luce del diritto civile, per poi essere posti in relazione con le norme di diritto tributario che ne disciplinano l’assoggettamento alla, ovvero l’esclusione o l’esenzione dalla, imposta sulle donazioni. Tutto il lavoro è ispirato all’interdisciplinare dialogo del diritto tributario con il diritto civile, dato l’oggetto dell’analisi. Si propone di fare sintesi, in modo il più possibile razionale e sistematico, delle opzioni ermeneutiche di dottrina, giurisprudenza e prassi dell’amministrazione fiscale, tentando di offrire soluzioni adeguate sul piano sistematico e idonee a contemperare gli interessi dei contribuenti e dell’Ente impositore.
2025
Imposta successioni
Presupposto
Soggetti passivi
Donazioni indirette
Patto di famiglia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6881