Il presente lavoro di tesi analizza la profonda metamorfosi giuridica, storica e filosofica del diritto di proprietà, tracciandone l'evoluzione dal modello liberale ottocentesco fino alle moderne teorie sui beni comuni. Partendo dalla concezione del dominio come "terribile diritto" assoluto ed escludente, e dalla sua sovralegittimazione politica di matrice lockiana, la ricerca esamina la progressiva crisi del monismo proprietario di fronte alle trasformazioni industriali e urbane del Novecento. Attraverso l'analisi critica del pensiero di giuristi e teorici fondamentali, in primis Stefano Rodotà, Salvatore Pugliatti e Pietro Rescigno, viene ricostruito il passaggio dalla proprietà come "fascio di diritti" a "fascio di interessi", evidenziando la frammentazione del dominio in una pluralità di statuti speciali. Snodo centrale della trattazione è l'indagine sulla "funzione sociale" (ex art. 42 Cost.) e sul ribaltamento gerarchico che pone il primato della Persona al di sopra della Proprietà, segnando il definitivo tramonto dello ius abutendi. Infine, l'elaborato dimostra come la decostruzione della proprietà, concepita non più come mero strumento di esclusione ma come relazione sociale complessa, abbia preparato il terreno giuridico e teorico per l'affermazione dei "beni comuni", intesi come risorse inalienabili sottratte alla logica patrimoniale per garantire l'effettivo esercizio dei diritti fondamentali e la partecipazione democratica

Le metamorfosi della proprietà: dal «terribile diritto» alle nuove frontiere del digitale e dei beni comuni

SARTORETTI, EDOARDO
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro di tesi analizza la profonda metamorfosi giuridica, storica e filosofica del diritto di proprietà, tracciandone l'evoluzione dal modello liberale ottocentesco fino alle moderne teorie sui beni comuni. Partendo dalla concezione del dominio come "terribile diritto" assoluto ed escludente, e dalla sua sovralegittimazione politica di matrice lockiana, la ricerca esamina la progressiva crisi del monismo proprietario di fronte alle trasformazioni industriali e urbane del Novecento. Attraverso l'analisi critica del pensiero di giuristi e teorici fondamentali, in primis Stefano Rodotà, Salvatore Pugliatti e Pietro Rescigno, viene ricostruito il passaggio dalla proprietà come "fascio di diritti" a "fascio di interessi", evidenziando la frammentazione del dominio in una pluralità di statuti speciali. Snodo centrale della trattazione è l'indagine sulla "funzione sociale" (ex art. 42 Cost.) e sul ribaltamento gerarchico che pone il primato della Persona al di sopra della Proprietà, segnando il definitivo tramonto dello ius abutendi. Infine, l'elaborato dimostra come la decostruzione della proprietà, concepita non più come mero strumento di esclusione ma come relazione sociale complessa, abbia preparato il terreno giuridico e teorico per l'affermazione dei "beni comuni", intesi come risorse inalienabili sottratte alla logica patrimoniale per garantire l'effettivo esercizio dei diritti fondamentali e la partecipazione democratica
2025
Proprietà privata
Beni comuni
Funzione sociale
Sovralegittimazione
Fascio di interessi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6882