La presente tesi analizza il fenomeno del cyberbullismo e del cyberstalking in una prospettiva criminologica, con particolare attenzione alla posizione del minore quale vittima e quale autore delle condotte devianti online. L’elaborato si colloca nel contesto delle nuove forme di criminalità digitale, evidenziando come la diffusione dei social network e delle tecnologie comunicative abbia trasformato modalità e intensità delle aggressioni interpersonali. Dopo una ricostruzione definitoria dei due fenomeni, vengono evidenziate le differenze tra cyberbullismo e cyberstalking sotto il profilo strutturale e funzionale. Il primo si caratterizza per comportamenti aggressivi e reiterati tra pari, realizzati attraverso strumenti digitali; il secondo presenta tratti persecutori più marcati, fondati su condotte intrusive e minacciose idonee a generare nella vittima uno stato di ansia o timore. L’analisi mette in luce come l’ambiente digitale amplifichi la portata offensiva delle condotte, eliminando i limiti spazio-temporali del bullismo tradizionale e consentendo una diffusione potenzialmente illimitata dei contenuti lesivi. Sul piano criminologico, la ricerca richiama le principali teorie interpretative della devianza minorile applicate al contesto online, tra cui la teoria dell’apprendimento sociale e i meccanismi di neutralizzazione. Particolare rilievo assume il fenomeno della disinibizione online, che riduce la percezione della gravità dell’azione e attenua l’empatia verso la vittima, favorendo processi di deresponsabilizzazione individuale e collettiva. Con riferimento alla vittima minorenne, vengono analizzate le conseguenze psicologiche e sociali delle condotte digitali aggressive, quali isolamento, ansia, depressione e compromissione dell’autostima. La dimensione pubblica e permanente dell’offesa incide profondamente sul percorso evolutivo dell’adolescente, rendendo necessaria una tutela tempestiva ed efficace. Parallelamente, l’elaborato affronta il tema della responsabilità del minore autore, privilegiando una prospettiva rieducativa coerente con i principi del sistema penale minorile. L’intervento sanzionatorio viene letto in chiave preventiva e formativa, valorizzando strumenti di ammonimento e percorsi di responsabilizzazione. L’analisi del quadro normativo e giurisprudenziale evidenzia l’adattamento delle categorie tradizionali ai fenomeni digitali e la crescente attenzione alla protezione della dignità e dell’identità personale del minore. In conclusione, la tesi sostiene la necessità di un approccio integrato che combini interventi normativi, educazione digitale e prevenzione, al fine di contrastare efficacemente le devianze online e garantire una tutela effettiva dei diritti dei minori nel cyberspazio.

La violenza invisibile: Cyberbullismo e Cyberstalking nelle dinamiche devianti dell’età minorile

COLOMBINI, LICIA
2025/2026

Abstract

La presente tesi analizza il fenomeno del cyberbullismo e del cyberstalking in una prospettiva criminologica, con particolare attenzione alla posizione del minore quale vittima e quale autore delle condotte devianti online. L’elaborato si colloca nel contesto delle nuove forme di criminalità digitale, evidenziando come la diffusione dei social network e delle tecnologie comunicative abbia trasformato modalità e intensità delle aggressioni interpersonali. Dopo una ricostruzione definitoria dei due fenomeni, vengono evidenziate le differenze tra cyberbullismo e cyberstalking sotto il profilo strutturale e funzionale. Il primo si caratterizza per comportamenti aggressivi e reiterati tra pari, realizzati attraverso strumenti digitali; il secondo presenta tratti persecutori più marcati, fondati su condotte intrusive e minacciose idonee a generare nella vittima uno stato di ansia o timore. L’analisi mette in luce come l’ambiente digitale amplifichi la portata offensiva delle condotte, eliminando i limiti spazio-temporali del bullismo tradizionale e consentendo una diffusione potenzialmente illimitata dei contenuti lesivi. Sul piano criminologico, la ricerca richiama le principali teorie interpretative della devianza minorile applicate al contesto online, tra cui la teoria dell’apprendimento sociale e i meccanismi di neutralizzazione. Particolare rilievo assume il fenomeno della disinibizione online, che riduce la percezione della gravità dell’azione e attenua l’empatia verso la vittima, favorendo processi di deresponsabilizzazione individuale e collettiva. Con riferimento alla vittima minorenne, vengono analizzate le conseguenze psicologiche e sociali delle condotte digitali aggressive, quali isolamento, ansia, depressione e compromissione dell’autostima. La dimensione pubblica e permanente dell’offesa incide profondamente sul percorso evolutivo dell’adolescente, rendendo necessaria una tutela tempestiva ed efficace. Parallelamente, l’elaborato affronta il tema della responsabilità del minore autore, privilegiando una prospettiva rieducativa coerente con i principi del sistema penale minorile. L’intervento sanzionatorio viene letto in chiave preventiva e formativa, valorizzando strumenti di ammonimento e percorsi di responsabilizzazione. L’analisi del quadro normativo e giurisprudenziale evidenzia l’adattamento delle categorie tradizionali ai fenomeni digitali e la crescente attenzione alla protezione della dignità e dell’identità personale del minore. In conclusione, la tesi sostiene la necessità di un approccio integrato che combini interventi normativi, educazione digitale e prevenzione, al fine di contrastare efficacemente le devianze online e garantire una tutela effettiva dei diritti dei minori nel cyberspazio.
2025
Cyberbullismo
Cyberstalking
Minori
Criminalità online
Vittimologia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6889