La presente tesi analizza il fenomeno della sottrazione internazionale di minori, inteso come il trasferimento o trattenimento illecito di un minore in uno Stato diverso da quello della sua residenza abituale senza il consenso dell’altro genitore o tutore titolare della responsabilità genitoriale. Si tratta di una problematica di crescente rilevanza, favorita dall’aumento della mobilità internazionale e dalla diffusione di relazioni familiari transnazionali, che coinvolge contemporaneamente profili di diritto penale, civile, internazionale privato e tutela dei diritti fondamentali. Il filo conduttore di tutta la ricerca è il principio del supremo interesse del minore (best interests of the child). Questo concetto non è solo una regola scritta, ma il vero e proprio fulcro attorno a cui deve ruotare ogni decisione, ogni processo e ogni intervento normativo. Nel primo capitolo si analizza il fenomeno nelle sue caratteristiche essenziali, con particolare attenzione alle cause che lo determinano, agli autori del reato e le parti coinvolte , agli effetti psicologici sui minori e alla disciplina penalistica contenuta nell’art. 574-bis del Codice penale. Successivamente, il secondo capitolo studia il quadro normativo internazionale ed europeo, soffermandosi sulla Convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980, sul Regolamento Bruxelles II-bis e sul Regolamento (UE) 2019/1111, evidenziando i meccanismi di cooperazione tra Stati finalizzati al rapido rientro del minore nel luogo di residenza abituale. Il terzo capitolo esamina la normativa italiana, le procedure di rimpatrio e le eccezioni che possono ostacolare il ritorno del minore, quali il rischio grave per la sua integrità fisica o psicologica e l’opposizione manifestata da un minore sufficientemente maturo. Particolare attenzione è dedicata agli strumenti di mediazione familiare e alle possibili soluzioni alternative al conflitto. Infine, il quarto capitolo approfondisce le principali criticità applicative della disciplina vigente, attraverso l’esame della più recente giurisprudenza nazionale e sovranazionale, formulando alcune riflessioni sulle possibili prospettive di riforma. L'obiettivo finale di questo lavoro di ricerca è far sì che il "superiore interesse del minore" smetta di essere un principio astratto da bilanciare ex post e diventi, invece, il punto di riferimento di ogni politica familiare transnazionale. Solo attraverso la cooperazione internazionale tra Stati e la loro mediazione, potremo garantire che gli strumenti normativi non siano semplici cerotti giuridici, ma una tutela concreta, capace di rimettere al centro il benessere del minore.
La sottrazione internazionale di minori
CENTUORI, SARA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza il fenomeno della sottrazione internazionale di minori, inteso come il trasferimento o trattenimento illecito di un minore in uno Stato diverso da quello della sua residenza abituale senza il consenso dell’altro genitore o tutore titolare della responsabilità genitoriale. Si tratta di una problematica di crescente rilevanza, favorita dall’aumento della mobilità internazionale e dalla diffusione di relazioni familiari transnazionali, che coinvolge contemporaneamente profili di diritto penale, civile, internazionale privato e tutela dei diritti fondamentali. Il filo conduttore di tutta la ricerca è il principio del supremo interesse del minore (best interests of the child). Questo concetto non è solo una regola scritta, ma il vero e proprio fulcro attorno a cui deve ruotare ogni decisione, ogni processo e ogni intervento normativo. Nel primo capitolo si analizza il fenomeno nelle sue caratteristiche essenziali, con particolare attenzione alle cause che lo determinano, agli autori del reato e le parti coinvolte , agli effetti psicologici sui minori e alla disciplina penalistica contenuta nell’art. 574-bis del Codice penale. Successivamente, il secondo capitolo studia il quadro normativo internazionale ed europeo, soffermandosi sulla Convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980, sul Regolamento Bruxelles II-bis e sul Regolamento (UE) 2019/1111, evidenziando i meccanismi di cooperazione tra Stati finalizzati al rapido rientro del minore nel luogo di residenza abituale. Il terzo capitolo esamina la normativa italiana, le procedure di rimpatrio e le eccezioni che possono ostacolare il ritorno del minore, quali il rischio grave per la sua integrità fisica o psicologica e l’opposizione manifestata da un minore sufficientemente maturo. Particolare attenzione è dedicata agli strumenti di mediazione familiare e alle possibili soluzioni alternative al conflitto. Infine, il quarto capitolo approfondisce le principali criticità applicative della disciplina vigente, attraverso l’esame della più recente giurisprudenza nazionale e sovranazionale, formulando alcune riflessioni sulle possibili prospettive di riforma. L'obiettivo finale di questo lavoro di ricerca è far sì che il "superiore interesse del minore" smetta di essere un principio astratto da bilanciare ex post e diventi, invece, il punto di riferimento di ogni politica familiare transnazionale. Solo attraverso la cooperazione internazionale tra Stati e la loro mediazione, potremo garantire che gli strumenti normativi non siano semplici cerotti giuridici, ma una tutela concreta, capace di rimettere al centro il benessere del minore.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6890