Il presente lavoro si propone di analizzare le sfide che i mercati digitali pongono al diritto della concorrenza dell'Unione europea, esaminando il percorso che ha condotto dal tentativo di adattamento degli strumenti antitrust tradizionali all'adozione di un nuovo paradigma regolatorio incarnato dal Regolamento (UE) 2022/1925, il Digital Markets Act. Il primo capitolo illustra le caratteristiche economiche strutturali dei mercati digitali che li rendono irriducibili alle categorie analitiche tradizionali: le forti economie di scala accompagnate dall'assenza di costi marginali e distributivi, gli effetti di rete diretti e indiretti, la struttura multi-sided delle piattaforme, il valore competitivo dei dati, le economie di scopo e l'integrazione verticale, fino alla tendenza al tipping e alla formazione di ecosistemi digitali dominati da un ristretto numero di operatori. L'analisi di questi elementi evidenzia come il diritto antitrust tradizionale, costruito attorno a mercati statici e consumatori razionali, si riveli strutturalmente inadeguato a cogliere la natura e gli effetti distorsivi del potere di mercato nell'economia digitale. Il secondo capitolo esamina i tentativi di adattamento degli strumenti antitrust esistenti. Con riferimento all'art. 101 TFUE, vengono analizzati il more economic approach e i suoi limiti, la svolta verso la fairness nella politica di concorrenza, il paradosso della contrattazione collettiva dei lavoratori delle piattaforme digitali e la questione degli accordi di sostenibilità. Con riferimento all'art. 102 TFUE, vengono approfonditi i profili di dominanza e leveraging nelle piattaforme multi-sided, le pratiche di discriminazione abusiva e self-preferencing, gli abusi innominati e i limiti strutturali della norma. Il capitolo si chiude con l'analisi della collusione algoritmica, fenomeno per il quale il diritto antitrust vigente non offre ancora una risposta normativa soddisfacente. Il terzo capitolo è dedicato al Digital Markets Act, analizzandone la ratio e gli obiettivi, la nozione di gatekeeper e di core platform service, i criteri di designazione, i divieti per se e gli obblighi di fare, il sistema di enforcement e le sanzioni, nonché le questioni aperte relative alla possibilità di invocare giustificazioni e al difficile equilibrio tra velocità, flessibilità e certezza del diritto. Il quarto capitolo affronta i profili dell'enforcement, esaminando le decisioni con impegni nel raccordo tra antitrust e regolazione, il silenzio del DMA sull'enforcement privato, il ruolo dei giudici nazionali e i meccanismi di cooperazione con la Commissione, le azioni rappresentative, e i profili di diritto internazionale privato relativi alla giurisdizione e alla legge applicabile nelle controversie antitrust digitali. Il quinto capitolo esplora il nodo dei dati personali, analizzando la convergenza tra diritto antitrust e protezione dei dati, le violazioni del GDPR come elemento costitutivo dell'abuso dominante, e i profili dell'azione risarcitoria ex art. 82 GDPR con particolare riferimento alla legittimazione, alla responsabilità e al danno risarcibile. Le conclusioni evidenziano come il diritto antitrust tradizionale non sia superato ma insufficiente, come il DMA rappresenti una risposta strutturale necessaria pur non priva di limiti, e come restino aperte questioni fondamentali che richiederanno ulteriori sviluppi normativi e giurisprudenziali.
Mercati digitali e diritto della concorrenza: dalle regole tradizionali al Digital Markets Act
FORNACIARI, FILIPPO
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro si propone di analizzare le sfide che i mercati digitali pongono al diritto della concorrenza dell'Unione europea, esaminando il percorso che ha condotto dal tentativo di adattamento degli strumenti antitrust tradizionali all'adozione di un nuovo paradigma regolatorio incarnato dal Regolamento (UE) 2022/1925, il Digital Markets Act. Il primo capitolo illustra le caratteristiche economiche strutturali dei mercati digitali che li rendono irriducibili alle categorie analitiche tradizionali: le forti economie di scala accompagnate dall'assenza di costi marginali e distributivi, gli effetti di rete diretti e indiretti, la struttura multi-sided delle piattaforme, il valore competitivo dei dati, le economie di scopo e l'integrazione verticale, fino alla tendenza al tipping e alla formazione di ecosistemi digitali dominati da un ristretto numero di operatori. L'analisi di questi elementi evidenzia come il diritto antitrust tradizionale, costruito attorno a mercati statici e consumatori razionali, si riveli strutturalmente inadeguato a cogliere la natura e gli effetti distorsivi del potere di mercato nell'economia digitale. Il secondo capitolo esamina i tentativi di adattamento degli strumenti antitrust esistenti. Con riferimento all'art. 101 TFUE, vengono analizzati il more economic approach e i suoi limiti, la svolta verso la fairness nella politica di concorrenza, il paradosso della contrattazione collettiva dei lavoratori delle piattaforme digitali e la questione degli accordi di sostenibilità. Con riferimento all'art. 102 TFUE, vengono approfonditi i profili di dominanza e leveraging nelle piattaforme multi-sided, le pratiche di discriminazione abusiva e self-preferencing, gli abusi innominati e i limiti strutturali della norma. Il capitolo si chiude con l'analisi della collusione algoritmica, fenomeno per il quale il diritto antitrust vigente non offre ancora una risposta normativa soddisfacente. Il terzo capitolo è dedicato al Digital Markets Act, analizzandone la ratio e gli obiettivi, la nozione di gatekeeper e di core platform service, i criteri di designazione, i divieti per se e gli obblighi di fare, il sistema di enforcement e le sanzioni, nonché le questioni aperte relative alla possibilità di invocare giustificazioni e al difficile equilibrio tra velocità, flessibilità e certezza del diritto. Il quarto capitolo affronta i profili dell'enforcement, esaminando le decisioni con impegni nel raccordo tra antitrust e regolazione, il silenzio del DMA sull'enforcement privato, il ruolo dei giudici nazionali e i meccanismi di cooperazione con la Commissione, le azioni rappresentative, e i profili di diritto internazionale privato relativi alla giurisdizione e alla legge applicabile nelle controversie antitrust digitali. Il quinto capitolo esplora il nodo dei dati personali, analizzando la convergenza tra diritto antitrust e protezione dei dati, le violazioni del GDPR come elemento costitutivo dell'abuso dominante, e i profili dell'azione risarcitoria ex art. 82 GDPR con particolare riferimento alla legittimazione, alla responsabilità e al danno risarcibile. Le conclusioni evidenziano come il diritto antitrust tradizionale non sia superato ma insufficiente, come il DMA rappresenti una risposta strutturale necessaria pur non priva di limiti, e come restino aperte questioni fondamentali che richiederanno ulteriori sviluppi normativi e giurisprudenziali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6897