La tesi affronta gli stereotipi ed i pregiudizi di genere nella società e quindi nell’espressione delle regole e della loro applicazione all’interno dei tribunali. Dopo aver esaminato i concetti di stereotipo, pregiudizio e generalizzazione, si è realizzato un focus sugli stereotipi di genere con particolare analisi e approfondimento delle differenze di genere discriminanti, dell’uso del linguaggio stereotipante e sessuato, che concorrono a generare violenze di diversa intensità verso il genere femminile e come tutto ciò sia affrontato nel momento della decisione. Attenzione è stata posta alla ricerca e alla evoluzione storica della tematica partendo dall’Antica Roma, attraverso il Medioevo e alle teorie che si sono succedute nel tempo, il concetto di infermitax sexus, la diversa imputabilità del genere femminile, i pensieri illuministici e della scuola positiva. Il movimento femminista, che ha origine nella Francia di Robespierre, con particolare attenzione al novecento durante il quale in varie fasi il giusfemminismo concorre a far emergere di diritti e conquiste della rivoluzione gentile. Con un’analisi a cono rovesciato che parte dal diritto internazionale e arriva alla normazione domestica, la ricerca ha esaminato le Carte dei diritti con particolare approfondimento della Convenzione di Istambul ed i suoi indirizzi, il ruolo ed in principi della CEDU e l’orientamento della Corte, la Carta di Nizza e la Costituzione Italiana. Infine sono stati affrontati due casi già sentenziati in primo grado. La prima ricerca ha riguardato la critica ed il contenuto delle motivazioni della sentenza mentre la seconda si è concentrata piuttosto sulla serie di affermazioni destrutturanti effettuate dai protagonisti del processo e dai media, che concentrandosi sulla serializzazione dei soggetti e sulla categorizzazione dei loro comportamenti ed espressioni rischiano di spostare il giudizio dal cardine dell’esame del fatto oggettivo.

Gli stereotipi di genere nei tribunali

REGGIANI, FLAMINIO
2025/2026

Abstract

La tesi affronta gli stereotipi ed i pregiudizi di genere nella società e quindi nell’espressione delle regole e della loro applicazione all’interno dei tribunali. Dopo aver esaminato i concetti di stereotipo, pregiudizio e generalizzazione, si è realizzato un focus sugli stereotipi di genere con particolare analisi e approfondimento delle differenze di genere discriminanti, dell’uso del linguaggio stereotipante e sessuato, che concorrono a generare violenze di diversa intensità verso il genere femminile e come tutto ciò sia affrontato nel momento della decisione. Attenzione è stata posta alla ricerca e alla evoluzione storica della tematica partendo dall’Antica Roma, attraverso il Medioevo e alle teorie che si sono succedute nel tempo, il concetto di infermitax sexus, la diversa imputabilità del genere femminile, i pensieri illuministici e della scuola positiva. Il movimento femminista, che ha origine nella Francia di Robespierre, con particolare attenzione al novecento durante il quale in varie fasi il giusfemminismo concorre a far emergere di diritti e conquiste della rivoluzione gentile. Con un’analisi a cono rovesciato che parte dal diritto internazionale e arriva alla normazione domestica, la ricerca ha esaminato le Carte dei diritti con particolare approfondimento della Convenzione di Istambul ed i suoi indirizzi, il ruolo ed in principi della CEDU e l’orientamento della Corte, la Carta di Nizza e la Costituzione Italiana. Infine sono stati affrontati due casi già sentenziati in primo grado. La prima ricerca ha riguardato la critica ed il contenuto delle motivazioni della sentenza mentre la seconda si è concentrata piuttosto sulla serie di affermazioni destrutturanti effettuate dai protagonisti del processo e dai media, che concentrandosi sulla serializzazione dei soggetti e sulla categorizzazione dei loro comportamenti ed espressioni rischiano di spostare il giudizio dal cardine dell’esame del fatto oggettivo.
2025
Stereotipo
Pregiudizio
Genere
Violenza
Discriminazione
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